Codice del turismo

Codice del turismo

Multiproprietà e vacanza a lungo termine
Decreto n. 79/2011: come cambia la tutela del “consumatore speciale”

Con la pubblicazione del decreto legislativo del 23 maggio 2011 n. 79 entra in vigore il Codice del Turismo e viene modificato il Codice del Consumo nella parte relativa ai contratti di multiproprietà ed ai contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine.
In particolare l’intera disciplina dei servizi turistici passa dal Codice del Consumo al Codice del Turismo.
Le ragioni di tale modifica sono da rinvenirsi nella ormai consolidata convinzione che il turista sia da considerarsi un “consumatore speciale” e, quindi, debba essere destinatario di una tutela autonoma rispetto a quella contenuta nel Codice del Consumo.
Così facendo il nostro ordinamento si è adeguato a quanto dettato dalla direttiva 2008/122/CE sui contratti di multiproprietà, sui contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine e sui contratti di rivendita o scambio di proprietà.
Ma vediamo più da vicino le importanti ed interessanti novità apportate dal decreto n. 79/2011.
La nuova normativa regola le forme di contratto nate nel corso degli anni e prive di tutela legislativa, come il contratto di scambio di proprietà o di rivendita, e dà una definizione unitaria del contratto di multiproprietà. Inoltre, con riguardo al contratto di multiproprietà la nuova disciplina regola anche i “contratti accessori” al contratto di multiproprietà, vale a dire quei contratti con cui il consumatore acquista servizi accessori collegati al contratto principale (solo per fare un esempio si pensi ai contratti relativi ai servizi di pulizia);
Il decreto n. 79, inoltre, amplia la definizione di pacchetto turistico, includendo in esso anche le crociere, i viaggi su misura e i contratti di pacchetto turistico on line; codifica il principio della risarcibilità del danno da vacanza rovinata recependo consolidati orientamenti giurisprudenziali oltre che nazionali, anche europei. In Particolare con riguardo al risarcimento del danno la normativa individua ed esplicita chiaramente i presupposti minimi per la richiesta di risarcimento del danno da vacanza rovinata, facendo salva in ogni caso la discrezionalità inevitabile del giudice in materia.
Per tutti questi contratti, poi, la normativa introduce un diritto di recesso esercitabile dal consumatore entro 14 giorni dalla conclusione del contratto, anziché 10 giorni come in passato. Introduce modalità di esercizio del recesso alquanto semplificate mettendo a disposizione del consumatore un formulario allegato all’accordo da compilare e consegnare. Nel momento in cui il consumatore esercita il diritto di recesso riconosciutogli, ad esempio relativamente ad un contratto di multiproprietà, è bene chiarire che insieme ad esso si risolveranno, come conseguenza immediata e diretta, anche tutti i contratti accessori eventualmente stipulati. In mancanza di informazioni precontrattuali il diritto di recesso passa da 14 giorni a tre mesi.
Infine, nell’ottica, ormai nota, di garantire una più incisiva tutela del turista - consumatore speciale - la su menzionata disciplina introduce l’obbligo di fornire al consumatore informazioni maggiori e più dettagliate. A tal uopo la normativa introduce formulari informativi per ciascuna tipologia contrattuale da mettere a disposizione del consumatore.

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n. 10 / Dicembre 2017

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