Pensione e invalidità: tempi, modi e ‘finestre’

Pensione e invalidità: tempi, modi e ‘finestre’

Sono una lavoratrice dipendente di 54 anni riconosciuta invalida civile al 100% dal 2008. Nell’ottobre 2012 ho inoltrato all’Inps la domanda di pensione di inabilità al lavoro che non è stata accettata ma mi è stato riconosciuto, in subordine, l’assegno ordinario di invalidità categoria IO, rinnovabile ogni tre anni. Quali prospettive ho di poter accedere al pensionamento?  
 
L’ assegno ordinario di invalidità (da non confondere con la pensione di invalidità civile) è trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia al compimento dell’età pensionabile prevista dalla legge Monti – Fornero. Tuttavia, i titolari di assegno ordinario di invalidità a carico del Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti (Categoria IO), come nel suo caso, possono richiederne in anticipo la trasformazione qualora ricorrano determinati requisiti sanitari.

Il decreto legislativo 503/92 prevede, infatti, la possibilità di ottenere la pensione di vecchiaia anticipata al compimento del 55 anno di età, se donne, o al 60 anni di età, se uomini, in presenza di un’invalidità non inferiore all’80%. La legge di riforma del 2011, non ha modificato quanto disposto dalla precedente norma (decreto legislativo 503/92), tutelando i soggetti invalidi dall’innalzamento ai nuovi e più elevati limiti di età. Ciononostante, anche tale prestazione pensionistica è legata al meccanismo delle finestre d’accesso (un anno di attesa per l’erogazione effettiva della pensione) e all’incremento dell’aspettativa di vita.

Pertanto, per poter accedere a tale prestazione, i requisiti richiesti sono cinque:

• Età anagrafica di 55 anni se donna e 60 anni se uomo;
• Invalidità >80%;
• Un anno di finestra mobile;
• 3 mesi di Incremento di Aspettativa di vita;
• Cessazione dell’attività lavorativa.

E’ bene precisare che il riconoscimento dello stato di invalidità in misura non inferiore all’80% deve essere effettuato dagli uffici sanitari dell’INPS. Il fatto di avere un grado di invalidità civile già determinato costituisce un ulteriore elemento di valutazione medico legale, ma non è vincolante per la formulazione del giudizio della commissione sanitaria dell’INPS.
Quindi, venendo al suo caso specifico, l’essere già riconosciuta invalida civile nella misura del 100% non la esonererà dal dover sostenere una nuova visita sanitaria presso gli uffici dell’INPS, qualora al compimento del 55° anno di età intenda ottenere la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità. L’iter procedurale che porta alla concessione di questa prestazione non è affatto lineare, visto lo scarto esistente fra il raggiungimento del requisito amministrativo (55 e 3 mesi di incremento dell’aspettativa di vita +12 mesi di finestra d’accesso) e quello del riconoscimento sanitario che di norma avviene al momento della presentazione della domanda vera e propria.

La complicazione nasce dal fatto che la commissione medica dell’Istituto, potendo stabilire a propria discrezione se riconoscere l’invalidità dalla presentazione della domanda, dal compimento dell’età anagrafica o dal precedente riconoscimento dell’invalidità civile, determina anche la decorrenza economica della prestazione, dato che i 12 mesi di finestra mobile partono dal perfezionamento del requisito sanitario.

E’ consigliabile, a tal proposito, presentare la domanda di pensione di vecchiaia anticipata al compimento dei 55 anni e 3 mesi, in modo che la decorrenza della prestazione coincida con il perfezionamento di tutti i requisiti amministrativi e sanitari, compresa la cessazione dell’attività di lavoro dipendente. Nel suo caso tali requisiti saranno soddisfatti a 56 anni e 3 mesi.

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n. 10 / Dicembre 2017

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