Invalidità civile: cambiano i criteri

Invalidità civile: cambiano i criteri

Le insidie dei nuovi requisiti di reddito
L’Inps segue una sentenza della Cassazione, il Ministero del Lavoro chiede chiarezza
di Floredana Arnò

Gli invalidi civili totali, se coniugati, rischiano di ritrovarsi senza più la pensione: l’Inps a partire da quest’anno ha improvvisamente cambiato il criterio per valutare il requisito di reddito che ne prevede il diritto. Ciò che potrebbe accadere è che il limite annuo di reddito pari a € 16.127,30 che consente di riconoscere il diritto alla pensione di inabilità, non debba più essere riferito solo al titolare della pensione ma anche al coniuge. E’ chiaro che, se si considerano due redditi, risulta più facile superare il limite sopra indicato e perdere, così, il diritto alla pensione. Questa possibile “stretta” non nasce da una modifica normativa, ma da un nuovo orientamento dell’Inps, il quale si è adeguato in via amministrativa ad una sentenza della Corte di Cassazione n. 4677/2012 che lo ha visto prevalere nel giudizio su una questione attinente proprio alle condizioni economiche per il riconoscimento della pensione di inabilità. Per fortuna, dopo un primo momento di validità, il nuovo criterio è stato bloccato per ora dallo stesso Inps dopo che il Ministero del Lavoro, che ha chiesto chiarezza sulla vicenda, ha indicato che una decisione in tal senso ha bisogno di essere assunta a livello legislativo. Quanto ai requisiti, per acquisire il diritto all’invalidità e all’assegno di accompagno, nulla è cambiato e allo stato attuale sono considerati invalidi tutti coloro affetti da minorazioni di vario tipo non riconducibili a causa di guerra, di servizio e di lavoro, che appartengono ad una delle seguenti categorie: - i cittadini di età compresa tra i 18 e i 65 anni affetti da menomazioni congenite o acquisite che comportano una riduzione della capacità di lavoro non inferiore ad 1/3; - i minori di 18 anni con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie dell’età; - i cittadini con più di 65 anni non autosufficienti. In base al grado d’invalidità riconosciuto, si possono ottenere i seguenti benefici: - il 33,33 per cento (un terzo) è la soglia minima per essere considerato invalido ed avere diritto alle prestazioni protesiche e ortopediche; - il 46 per cento consente all’invalido di ottenere l’iscrizione nelle liste speciali del collocamento obbligatorio; - il 74 per cento è la soglia invece per ottenere l’assegno economico mensile di assistenza. L’assegno di assistenza Agli invalidi con età tra i 18 e 65 anni ed un grado di invalidità compreso tra il 74 e il 99 per cento, spetta un assegno mensile di assistenza per 13 mensilità. Per fruire dell’assegno – pari quest’anno a 275,87 € mensili – l’invalido deve essere disoccupato, residente in Italia e avere un reddito annuo personale (quello del coniuge non conta) che non superi un determinato limite (€ 4.738,63 per il 2013). La pensione di inabilità Spetta agli invalidi ai quali sia stata riconosciuta un’inabilità lavorativa totale e permanente del 100 per cento. L’importo è pari a quello stabilito per l’assegno di assistenza. Le condizioni di accesso al momento restano più facili (il limite di reddito annuo personale è € 16.127,30 per il 2013), ma c’è da augurarsi che detto limite reddituale non venga modificato dalla legge e resti riferito solo al titolare della pensione non anche al coniuge. L’indennità di accompagno Questa prestazione è un sostegno economico che viene erogato alle persone che non sono in grado di camminare o di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita (mangiare, lavarsi, vestirsi ecc.). L’importo dell’indennità, pari a € 499,27 mensili, viene erogato per 12 mensilità. E’ importante evidenziare che detta prestazione viene erogata a prescindere dall’età e dalle condizioni economiche dell’interessato. Possono ottenerla a qualsiasi età. Non è legata al reddito o alla composizione del nucleo familiare, non è reversibile e non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorative. Sono esclusi dal beneficio gli invalidi ricoverati gratuitamente presso strutture pubbliche.

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n. 10 / Dicembre 2017

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