Invalidità civile in primo piano

Invalidità civile in primo piano

Pochi euro in più e non per tutti: l’indice di rivalutazione non è unico
Il tasso provvisorio di perequazione per il 2017 si è attestato a 0,0%
I pensionati si sono dovuti accontentare, come nel 2015 e nel 2016
di Floredana Arnò

Pochi euro in più e non per tutti: è questa la situazione che molti pensionati si trovano ad affrontare già da 3 anni nonostante i trattamenti siano stati calcolati sui redditi dei singoli. Rivalutate anche quest’anno solo alcune prestazioni agli invalidi civili. Il tasso provvisorio di perequazione per il 2017, rilevato dall’Istat, si è attestato a 0,0% la gran parte dei pensionati si è dovuta accontentare di un trattamento pensionistico identico a quello percepito nel 2015 e nel 2016. Ma c’è una particolarità: l’indice di rivalutazione non è unico.
In particolare, alle prestazioni che sono denominate “pensioni” si applica il tradizionale tasso di inflazione ISTAT (indice delle famiglie di operai e impiegati – FOI) mentre ad alcune indennità ed assegni si applica il tasso di variazione delle retribuzioni del settore industriale (indice di dinamica salariale) pari quest’anno a  +1,35%. La tabella che si riporta, dunque, indica il quadro aggiornato delle prestazioni e dei limiti di reddito per il 2016 e il 2017. Come si ricorderà, poi, con il decreto legge n. 76 del 2013, è stata posta la parola fine alla querelle scoppiata tra gli invalidi e l’Inps, a seguito di un intervento della Corte di Cassazione che aveva stabilito che le prestazioni di invalidità (assegno ordinario e pensione di inabilità) dovessero esser erogate in conformità ai limiti reddituali riferiti non solo all’invalido ma anche al nucleo familiare compreso il coniuge.
Sulla questione grazie anche alla dura posizione assunta da tutte le associazioni dei pensionati, compresa la nostra 50&Più, tutto si è risolto al meglio.
Per quanto riguarda i requisiti, per acquisire il diritto all’invalidità e all’assegno di accompagno, nulla è cambiato e allo stato attuale sono considerati invalidi tutti coloro affetti da minorazioni di vario tipo non riconducibili a causa di guerra, di servizio e di lavoro, che appartengono ad una delle seguenti categorie: i cittadini di età compresa tra i 18 e i 65 anni affetti da menomazioni congenite o acquisite che comportano una riduzione della capacità di lavoro non inferiore ad 1/3; i minori di 18 anni con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie dell’età; i cittadini con più di 65 anni non autosufficienti.
In base al grado d’invalidità riconosciuto, si possono ottenere i seguenti benefici: il 33,33 % (un terzo) è la soglia minima per essere considerato invalido ed avere diritto alle prestazioni protesiche e ortopediche; il 46 % consente all’invalido di ottenere l’iscrizione nelle liste speciali del collocamento obbligatorio; il 74 % è la soglia invece per ottenere l’assegno economico mensile di assistenza.
E’ opportuno, comunque, data la particolare materia e la procedura telematica adottata dall’INPS, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&PiùEnasco e del Caaf 50&Più i quali gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire ogni informazione e provvedere all’inoltro on-line della domanda e/o delle sopra citate dichiarazioni all’Istituto previdenziale.


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n. 10 / Dicembre 2017

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