Filtri chimiche e creme solari

Filtri chimiche e creme solari

Cosa c’è da sapere per una sana “tintarella”
I rischi degli “abusi” di protezione solare

a cura della dottoressa Anna Lepore

E’ arrivata l’estate e finalmente si respira aria di vacanze, di mare, di lunghe passeggiate nei boschi e si corre all’acquisto di creme solari. Durante il periodo estivo non mancano richieste al Centro Antiveleni inerenti la sicurezza delle creme solari o olii autoabbronzanti magari acquistati in mercatini o bazar a pochi euro (spesso esposti anche al sole). Non mancano richieste di interventi per eventuali reazione avverse in seguito all’utilizzo di questi prodotti quali rash cutanei, dermatiti e altri “problemini” che vedono coinvolti soprattutto i più piccoli e gli anziani. Infatti, sempre più spesso si assiste ad un uso non idoneo delle creme solari. Esporsi ai raggi solari, infatti, è dannoso per la pelle e può provocare rughe, invecchiamento della pelle, ed altro. Ma nessuno vuole rinunciare alla tintarella che, spesso e volentieri, si desidera prendere rapidamente.

E’ proprio l’abuso a provocare problemi alla pelle, ad incidere in modo determinante sull’intero organismo ed essere fonte di inquinamento ambientale. Il motivo? Le creme solari contengono filtri chimici. In pratica esporsi eccessivamente ai raggi solari fa male, nello stesso modo l’uso inconsiderevole di creme solari potrebbe essere fonte di pericolo per i bambini, creando un effetto boomerang, quel simpatico giochino che torna indietro. Allora l’abuso di creme solari fa male?
Fino a poco tempo fa si pensava che questi prodotti fossero utili e non avessero alcuna tossicità. Sono, invece, aumentate le segnalazioni di intolleranze ai filtri solari, di dermatiti e, più recentemente, di assorbimento dei filtri chimici con effetti collaterali sull’intero organismo. Le mamme che scrupolosamente ricoprono di crema solare i bambini, allora sbagliano? “Nì”, perché il problema maggiore può essere l’utilizzo di prodotti di dubbia provenienza. E ancor più e perché espongono i propri piccoli all’assorbimento dei filtri chimici e lasciano loro al sole troppo a lungo.  Nel portale della salute della Comunità Europea è raccomandato di non usare creme solari sui bambini fino ai 4 anni di età.

I consigli da seguire
•  “SI” Utilizziamo creme solari, ma acquistiamo prodotti di buona qualità e impariamo a leggere l’etichetta. La Commissione Europea ha raccomandato che in etichetta non deve comparire la dicitura “schermo totale” o “prevenzione per tutto il giorno”;
• Le creme solari hanno una scadenza: i residui dell’anno precedente non hanno più alcuna efficacia protettiva;
• I bambini non andrebbero esposti al sole diretto, ma protetti con gli appositi costumi coprenti, e sarebbe meglio con maglietta, cappello e occhiali. Solo le poche aree non coperte vanno spalmate con crema solare. La protezione ideale è quella molto alta fattore di protezione 50+;
• Utilizziamo la crema solare olio o quant’altro in maniera attenta quindi due o tre volte al  massimo e subito dopo non andiamo a fare il bagno in mare;
• Evitiamo le ore più calde del giorno e questo è consigliabile per tutti, grandi e piccoli;

Un altro quesito è se si prende il sole coperti, non si rischia di sviluppare poca vitamina D e, quindi, manifestare osteoporosi? No. La potenzialità di sviluppare vitamina D è individuale e non è vero che se ci si espone di più al sole se ne attiva di più. Inoltre, è sufficiente la luce del giorno che arriva nelle aree scoperte (volto, braccia, gambe) per il fabbisogno di vitamina D. Potrebbe risultare una cosa di poco conto, ma vogliamo accennarvi anche a quanto danno possono provocare gli agenti chimici che poi immancabilmente portiamo in mare. Gli ecologisti hanno considerato questo comportamento l’unico esempio di permesso di scaricare sostanze chimiche tossiche direttamente in mare. In effetti i filtri solari sono certamente inquinanti per l’ecosistema delle acque così come lo sono molti eccipienti attualmente in uso nelle creme come, per esempio, i siliconi e gli acrilati.

La conclusione: non compriamo più creme?
No, non è questo il nostro consiglio. Anzi, andiamo a comprarla ma impariamo a moderarci. La moderazione nel consumo di tanti prodotti, sostanze ed altro comporterà uno stato di benessere non solo per noi  ma anche per chi ci sta accanto e per l’ambiente dove viviamo. Il CAV è disponibile a fornire qualsivoglia informazione per evitare e prevenire inconvenienti poco piacevoli che possono o potrebbero diventare pericolosi.

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n. 10 / Dicembre 2017

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