Funghi… buoni da morire

Funghi… buoni da morire

Il veleno in alcuni casi è mortale. Tutti i consigli per prevenire e curare una intossicazione da funghi
di Anna Lepore

Una moltitudine di cittadini, un popolo di camminatori spesso improvvisati, è pronto a percorrere in questo periodo dell’anno campagne, prati e boschi alla ricerca di prataioli, spugnole, finferli, trombette, galletti e dei succulenti porcini spinti dal crescente interesse per la natura o dalla passione per l’arte culinaria che vede i funghi quali ingredienti a volte pregiati ed elemento imprescindibile di saporite ricette. Le specie dei funghi sono numerose, se ne contano addirittura circa 100.000 tipi: per poter riconoscere e distinguere quelli commestibili da quelli velenosi è necessario un minimo di nozioni “tecniche”. Sotto la parvenza della bellezza e dei colori di alcuni funghi può nascondersi l’insidia del veleno, in alcuni casi mortale. Tra i funghi velenosi, il più terribile è l’amanita verdognola (Amanita Phalloides) il cui altissimo tasso di velenosità non lascia quasi mai scampo; nella quasi totalità dei casi ha un esito mortale.
I “saggi di tossicità”, consigliati dalla tradizione popolare per valutare se un fungo è o meno mangereccio, sono del tutto ingiustificati a livello preventivo. Inutile, per esempio, far assaggiare una piccola dose di funghi al gatto o al cane di casa, perché gli animali domestici non sempre sono in grado di riconoscere i funghi velenosi e di rifiutarli: si tratta quindi di una prova molto pericolosa. I funghi velenosi non fanno annerire gli oggetti d’argento (monete o forchette, per esempio) messi nella pentola durante la loro cottura.
 Il fatto che il fungo cambi di colore nel punto in cui è stato tagliato non è mai una prova che il vegetale non sia commestibile. La convinzione che i funghi che crescono sui tronchi non siano mai velenosi è del tutto priva di fondamento. L’unico “marchio di garanzia” sulla tossicità di un fungo può quindi essere il controllo di un vero esperto. Ogni fungo ha un Nome ed un Cognome e l’esperto lo sa.
La prevenzione è senza dubbio l’arma più valida per non incappare nei potenziali rischi che possono celarsi nei funghi. Ecco 5 regole di base.
1. Far controllare i vegetali che si sono raccolti dai micologi, presso il servizio di Igiene pubblica delle ASL. Il servizio è gratuito per tutti i cittadini. Grazie a questo semplice espediente, non si corre alcun rischio di mettere un veleno dentro il piatto.
2. I funghi sospetti non devono essere riposti nello stesso cesto in cui si trovano quelli sicuramente innocui.
3. Non bisogna mai raccogliere i funghi quando sono ancora piccoli: è meno facile capire di che tipo si tratta.
4. I funghi vanno sempre cotti, non mangiarli in quantità eccessiva e evitare che donne gravide e bambini possano mangiarli.
5. È sempre bene mangiare i funghi nel più breve tempo possibile.
Il Centro Antiveleni di Foggia il 15 Novembre invita tutti i cittadini a seguire il IX Convegno di Tossicologia. Potrebbe essere una occasione per conoscere un po’ di più ciò che ci circonda e i pericoli che un cibo tanto gustoso e bello potrebbe avere.

In caso di intossicazione
Cosa fare. Alla prima comparsa di sintomi: telefonare al nostro Centro Antiveleni o recarsi subito in ospedale. È sempre utile portare con sè anche un piccolo campione del vegetale incriminato (cotto, crudo o anche le rimanenze eliminate durante la sua pulitura, anche una fotografia può servire) per dar modo agli specialisti di riconoscere la specie in questione e di valutarne al meglio i potenziali effetti. È bene informare sulla provenienza dei funghi, se cioè sono stati comprati, raccolti da dilettanti o da persone che si dichiaravano esperte. È bene fornire informazioni riguardanti il tempo intercorso tra l’ingestione dei funghi e la comparsa dei sintomi.
Cosa non fare. Non ricorrere a farmaci in grado di bloccare la diarrea, visto che questo sintomo è un meccanismo di difesa attraverso cui l’organismo cerca di eliminare le tossine. Non ingurgitare strani intrugli spacciati dalla tradizione come antidoti contro l’avvelenamento da funghi. Non bere mai latte, che, contrariamente a quanto si dice, non annulla assolutamente gli effetti dell’intossicazione.

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n. 10 / Dicembre 2017

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