Bambini a rischio soffocamento

Bambini a rischio soffocamento

Pile elettriche e altri corpi ostruttivi 
I consigli e le tecniche di intervento
a cura della dott.ssa Anna Lepore

Quelle minuscole batterie elettriche così comuni ormai in giocattoli e dispositivi elettronici vari possono apparire come pillole magiche in grado di fornire al bambino “potere ed energia”. Ciò potrebbe indurli ad ingerirle con gravi rischi per la salute. Il Centro Antiveleni di Foggia nell’anno 2012 sino ad oggi ha avuto oltre 100 casi di intossicazione acuta da ingestione di pile elettriche. Le pile ingerite possono avere conseguenze davvero gravi e provocare ostruzione del tratto esofageo, perforazione della trachea o delle pareti gastriche con possibili emorragie, talvolta con evoluzione negativa. Negli ultimi 10 anni il 92,1% dei casi di intossicazioni pediatriche ha riguardato l’ingestione delle pile a bottone. La casistica nazionale ha evidenziato dal 1985 al 2009 un’incidenza di 6,7 volte maggiore di incidenti gravi e/o mortali a seguito di ingestione di pile, nel 90% dei casi riguardanti bambini di età inferiore ai 4 anni. Tanti altri oggetti possono provocare, se ingeriti, il soffocamento, ma le pile hanno un problema ulteriore: a contatto con l’ambiente umido della gola e degli organi interni la pila innesca una reazione chimica che provoca l’accumularsi di idrossido sul suo polo negativo che, a sua volta a contatto con i tessuti delicati della trachea e dello stomaco può provocare perforazioni ed ulcere. Allora cosa fare? Chiama subito il CAV se l’oggetto ingerito è più lungo di 2 o 3 cm, se ha diametro superiore a 2 cm e mezzo oppure è un oggetto appuntito, se è una pila o un qualsiasi altro oggetto. Contattaci immediatamente e allerta il 118 se il bambino fatica a deglutire ed ha molta salivazione, se mangia lentamente con fastidio, se ha dolori addominali o vomito. Importante: non dare niente da mangiare al bambino se presenta i sintomi caratteristici del soffocamento che sono: tosse stizzosa, volto congestionato, vene giugulari ingrossate, cianosi, apnea, sensazione di soffocamento, per cui il bambino non riesce a parlare e a respirare fino ad arrivare alla perdita di coscienza. In presenza di corpo ostruttivo MAI mettere le dita in gola al vostro bimbo, le cose peggiorano. NON SI DEVE esplorare la gola con le dita: si rischia di spingere in profondità l’oggetto che ostruisce. Per prevenire: evitare bocconi di cibo troppo grossi, tenere fuori portata dei bambini le noci, le noccioline o oggetti di simili dimensioni, evitare di regalare giocattoli troppo piccoli e facili da mettere in bocca. Vogliamo illustrarvi semplici manovre che possono salvare la vita. Tecnica di disostruzione: Pacche interscapolari o dorsali sul lattante. • Posizionare il lattante sull’avambraccio, in modo da creare un piano rigido • mantenere la testa in leggera estensione e più in basso rispetto al tronco • appoggiare l’avambraccio sulla coscia • applicare 5 vigorosi colpi in sede interscapolare con via di fuga laterale. Manovra di disostruzione: Manovra di Heimlich sul bambino. Si esegue con bambino in piedi o seduto, quindi cosciente. • Porsi alle spalle del bambino ed abbracciarlo alla vita • con il pollice ed indice della mano comporre una C che colleghi l’apofisi xifoidea (punto inferiore dello sterno) • all’interno della C porre l’altra mano a pugno con il pollice all’intero • staccare la mano che aveva disegnato la C ed afferrare il pugno • eseguire compressioni vigorose che abbiano una direzione in senso antero-posteriore e caudo- craniale (compressioni che mimano un movimento simile ad un cucchiaio).


“Con un occhio di riguardo”

I bambini tra il primo ed il quarto anno di vita sono quelli maggiormente soggetti al rischio di intossicazione per ingestione. Questo perché esplorano il mondo circostante portando tutto alla bocca e non sono ancora in grado di riconoscere eventuali pericoli. Inoltre bisogna prestare maggiore attenzione tra le 11 e le 13 e tra le 19 e le 21: sono queste le fasce orarie in cui i bambini sono maggiormente soggetti al rischio di un’intossicazione acuta, durante le quali i genitori sono particolarmente presi dalle faccende domestiche o semplicemente stanchi dopo una giornata di lavoro. La prevenzione e l’attenzione dei genitori resta comunque la prima cura e la più efficace.

 

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf