Allattamento e farmaci, via ogni dubbio

Allattamento e farmaci, via ogni dubbio

Breve vademecum per le mamme alle prese con le poppate
Timore di possibili effetti del farmaco sul neonato? L’esperienza del Cav Centro Anti Veleni di Foggia
di Anna Lepore - Medico CAV

Conosciamo da tempo quale sia il vantaggio dell’allattamento al seno. Negli ultimi anni sono sempre più numerosi gli studi scientifici apparsi nella letteratura medica che hanno messo in evidenza gli innumerevoli vantaggi legati all’allattamento al seno per il bambino, per la mamma e per la famiglia. E’ per questo motivo che l’allattamento al seno esclusivo viene consigliato per i primi 6 mesi di vita, con possibilità di continuarlo, integrato con altri alimenti, almeno fino all’anno di età. Tutto ciò ha fatto sì che un numero sempre maggiore di mamme allattino al seno i propri bambini e che, di conseguenza, siano aumentati i casi in cui le nutrici abbiano necessità e dubbi legati all’assunzione di farmaci durante questo periodo.
Infatti il dubbio che assale ogni mamma che sta allattando il suo bambino è: “Se sto male, posso prendere qualche farmaco o potrei recare danno al mio piccolo?”. Oggi molto spesso oltre alle molteplici chiamate per intossicazioni di varia natura, il Cav – Centro Anti Veleni di Foggia viene consultato da mamme che allattano, dove la domanda frequente è: “Posso prendere…?”, oppure “Come mi comporto se ho necessità di prendere un farmaco?”.
Una delle cause di maggiore ansia per la madre - affetta da patologie sia acute che croniche - e difficoltà per il medico prescrittore è il timore dei possibili effetti del farmaco sul neonato correlato al passaggio nel latte di farmaci assunti dalla madre. Partiamo comunque dal presupposto che la maggior parte dei farmaci passa nel latte per diffusione passiva, trasporto attivo o pinocitosi. Il passaggio del farmaco nel latte materno dipende essenzialmente dalla sua biodisponibilità. I fattori che influiscono prevalentemente sul passaggio sono il peso molecolare, il legame alle proteine e il grado di lipofilia del farmaco. Altri elementi che possono influenzare la quantità di farmaco “assunto” dal lattante sono la quantità di latte materno che il neonato assume giornalmente e la percentuale di farmaco che viene assorbita a livello gastro-enterico.

Ricordiamo ciò che è importante
1.    Solo i farmaci indispensabili devono essere  prescritti
2.    Evitare i farmaci da banco sempre se non prescritti dal medico
3.    Evitare l’auto-prescrizione
4.   Utilizzare, se possibile, la via di somministrazione che riduca al minimo il passaggio nel latte (ad esempio somministrare corticosteroidi per via inalatoria anziché orale)
5.    Scegliere i farmaci per cui vi è esperienza clinica, evitando i farmaci da poco immessi nel mercato
6.    Evitare i farmaci con lunga emivita o con lunga durata d’azione
7.    Assumere il farmaco al minimo dosaggio terapeutico efficace e per il tempo consigliato dal medico
8.    Scegliere farmaci non assorbiti o poco assorbiti per via gastrointestinale
9.    Assumere il farmaco subito dopo la poppata, in quanto il picco ematico avviene tra 1 e 3 ore dall’assunzione orale. Se il farmaco viene assunto una volta al dì, assumerlo dopo il pasto che precede il riposo notturno.
10.    In tutti i casi di terapia materna in corso di allattamento, specie in caso di patologia cronica,  il lattante deve essere valutato dal pediatra, che deve essere sempre informato della terapia materna.

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n. 10 / Dicembre 2017

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