Intossicazioni alimentari: che fare?

Intossicazioni alimentari: che fare?

Possono riguardare chiunque: da 0 a 99+ anni
Non cadere in falsi miti ed evitare di peggiorare le cose: non indurre mai il vomito, né mangiare o far bere latte. Tra le stanze più a “rischio” in casa, il bagno e la cucina

di Anna Lepore

Al Cav – Centro Anti Veleni di Foggia, ci occupiamo ogni giorno di tanti casi diversi di intossicazioni che interessano la fascia di età che va da 0 a 99+ anni. In questo periodo di attività abbiamo constatato che un gran numero di consulenze hanno come protagonisti i più piccoli e riguardano soprattutto i prodotti per la cura domestica e l’igiene della casa. Purtroppo il fenomeno è in costante crescita: l’ingestione di prodotti tossici si verifica prevalentemente in due ambienti domestici, ovvero il bagno e la cucina e, nella maggior parte dei casi, nella fascia oraria che abbraccia le 12.00 e le 20.00.

Questo perché è, verosimilmente, fascia nella quale i bambini hanno terminato le loro attività, ma sono ancora “attivi”, mentre i genitori sono stanchi o presi da altro (la preparazione del pranzo e la cena) e quindi cala la sorveglianza.
Tra i prodotti cui prestare particolare attenzione vi sono le tavolette che vanno posizionate direttamente nel wc, senza vaschetta di protezione, dalle quali i bambini sembrano essere particolarmente attratti, forse per la forma, per i colori brillanti, la consistenza gelatinosa e l’odore gradevole. Sono attratti così tanto, da metterci le mani, toccarlo, assaggiarlo. E ci si accorge di ciò che è avvenuto troppo tardi, ovvero ai primi sintomi. Come bisogna comportarsi in casi simili?

Innanzitutto, il nemico numero uno di mamma e papà è il panico. E’ assolutamente sconsigliato indurre il vomito dopo l’ingestione, perché potrebbe aggravare la situazione, così come far bere del latte (è solo un alimento: non cadiamo nei falsi miti!). Tra le cose da fare, sicuramente lavare bocca e mani, togliere gli indumenti, qualora fossero contaminati e consultare il centro antiveleni. Di assoluta importanza è il “conoscere” per evitare. Quindi si consiglia di non rimuovere mai l’etichetta da contenitori di sostanze o farmaci potenzialmente pericolosi, di custodire farmaci e prodotti domestici in luoghi inaccessibili al bambino e di non chiamare i medicinali “caramelle”... Non lo sono.

Ancora, non invitiamo i più piccoli a prenderli per portarli alla mamma o al nonno. Molto importante è non travasare sostanze caustiche in contenitori anonimi e, nel dubbio, non indurre mai il vomito nel bambino che ha ingerito una sostanza. Quando avviene il contatto con una sostanza pericolosa e il bambino non mostra sintomi, consultare ugualmente un centro antiveleni per chiedere indicazioni.

Nel caso in cui il bambino venga condotto in ospedale, ricordarsi di portare sempre il contenitore della sostanza assunta. Evitare di far mangiare il bambino subito dopo la presunta ingestione di una sostanza tossica e, in caso di possibile, ingestione di sostanza caustica non “assaggiare” il prodotto. Questi sono semplici consigli: evitare sempre “il fai da te”, non affidarsi alle credenze popolari e soprattutto non sottovalutiamo qualsivoglia situazione in maniera da evitare spiacevoli conseguenze.
 

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n. 10 / Dicembre 2017

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