Alimenti e farmaci, connubio imperfetto?

Alimenti e farmaci, connubio imperfetto?

I cibi che possono inibire l’effetto dei medicinali
Ecco alcuni “mix pericolosi” a cui prestare attenzione
della dott.ssa Anna Lepore

Spesso al Centro Anti Veleni arrivano telefonate con le quali ci viene richiesto, da chi abitualmente o sporadicamente assume farmaci, se gli alimenti possono interagire con i medicinali, ovvero aumentarne o diminuirne l’effetto o avere effetti collaterali. Semplici accorgimenti possono evitare di potenziare non solo gli effetti collaterali di farmaci e fitoterapici, ma anche impedire che errate combinazioni alimentari, danneggino direttamente le nostre mucose e creino spiacevoli effetti indesiderati.

Proviamo a fare alcuni esempi. Spesso accusiamo il caffè, la cioccolata e gli alcolici come gli unici che possono interagire con alcuni farmaci ma non è così. Se assumiamo anticoagulanti, ad esempio, si sconsiglia l’assunzione di cibi quali spinaci, cavolfiori, patate, oli vegetali e tuorlo d’uovo, per l’alto contenuto di vitamina k, così pure di fitoterapici a base d’ortica e castagno. Un eccessivo uso di glutammato monosodico, presente nel comune dado da cucina, limita l’azione di vaso-dilatatori ed antiipertensivi, mentre durante le cure delle infezioni urinarie è bene sapere che con alcuni dei farmaci è importante consumare cibi proteici ma evitare assolutamente latticini. Evitare anche gli agrumi, che ridurrebbero o annullerebbero l’efficacia del medicinale, mentre il succo di mirtillo, susine e prugne lo potenzierebbero.

Per chi assume tetracicline è bene evitare latticini e tutti gli integratori a base di ferro e calcio. Se si fa uso di cortisone, invece, è bene evitare cibi ricchi di sodio e le bevande alcoliche poiché potrebbero irritare le mucose gastriche. L’aspirina non dovrebbe mai essere assunta con succhi di frutta, che altererebbero la sua azione o con bevande alcoliche.
Con l’uso di broncodilatatori non si devono ingerire alimenti o bevande a base di caffeina in quanto sollecitano il sistema nervoso centrale; per quanto riguarda invece il periodo della terapia antibiotica bisogna ridurre cibi solidi, alimenti grassi, e favorire liquidi come minestre o passati di verdura per non sovraccaricare la funzionalità epatica e renale.
Molti antinfiammatori non steroidei devono essere assunti preferibilmente con cibi gastroprotettivi per non irritare lo stomaco. I liquidi accelerano il passaggio dei farmaci nello stomaco e quindi riducono l’intervallo di tempo fra l’assunzione del farmaco e la comparsa dei suoi effetti.

Le bevande contenenti alcool sono sconsigliate in corso di molte terapie farmacologiche in quanto possono: potenziare l’effetto irritativo degli antinfiammatori; agire come stimolanti su alcuni enzimi del fegato, provocando una accelerazione della trasformazione dei farmaci; influenzare lo stato di veglia riducendo i riflessi se associati a tranquillanti o alcuni antistaminici, inibitori delle mao. La pillola anticoncezionale, invece, può aumentare l’effetto degli alcolici.
Questi esempi servono solo a informare, a far prestare maggiore attenzione per evitare di cadere in spiacevoli conseguenze. I dubbi portano a fare domande, noi cerchiamo di dare la risposta.

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n. 10 / Dicembre 2017

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