Wedding Style l’educazione non è mai fuori moda

Wedding Style l’educazione non è mai fuori moda

Il bon-ton delle cerimonie: i consigli
Dalla scelta dell’abito alla ricerca della ‘misura’ nelle public relation: tutto quello che c’è da sapere per evitare gaffe, non solo con gli sposi

Siamo a novembre. Sembra di aver archiviato la stagione delle cerimonie ed ecco che ci si ritrova nella cassetta della posta l’invito di una cara amica, che ha pensato di convolare a giuste nozze a dicembre, per godere del clima festoso e colorato dell’Avvento o delle magiche atmosfere del Natale. Immediatamente la mente viene assalita da un interrogativo fondamentale: “Che cosa indosserò?”. Per risolvere tale quesito, la prima cosa da fare è sicuramente diffidare dei consigli di alcuni zelanti negozianti, che consigliano il “solito” vestito nero, luccicante di paillette e lustrini. Nulla di più sbagliato.

L’ABITO
La cerimonia nuziale, anche se serale e nella stagione invernale, richiede sì colori scuri ed eleganti, ma che diano la sensazione di allegria e di gioia, perché di una festa si tratta (e non di un funerale…). Quindi via libera ai vari toni di bluette, ciclamino, rosso, verde salvia, giallo ocra se la cerimonia è di mattina; se la stessa si tiene di sera, invece, ideali sono il blu notte, blu cobalto, verde imperiale, bordeaux, color cioccolato e oro. Vietate scollature esagerate, trasparenze che non lasciano nulla all’immaginazione o gonne inguinali: una cerimonia richiede un abbigliamento sobrio e misurato, sia in Chiesa, sia in Municipio.

L’INVITO
Ricevuto l’invito è buona norma far sapere in tempi celeri ai nubendi se si parteciperà alla festa o meno. Gli sposi, si sa, hanno dei tempi stretti per comunicare il numero degli invitati a chi si occuperà del ricevimento. Si tratta di tenere un comportamento collaborativo e sollecito. Nel caso di coppie con figli, prestare attenzione all’intestazione dell’invito: se non è indicato, ad esempio, “Famiglia Rossi”, ma solo i nomi dei coniugi, vuol dire che l’invito è rivolto solo agli adulti e che i bambini dovranno restare a casa.

PUBLIC RELATION
Altra regola di buona educazione, una volta arrivato il grande giorno, è cercare di salutare tutti i presenti, presentarsi alle persone che non si conoscono (soprattutto se più grandi d’età) o far sì che qualcuno si preoccupi di presentarvi ad esse. Soprattutto, mai dimenticare di salutare all’inizio della festa e alla conclusione i genitori degli sposi: non dimenticate che nella maggior parte dei casi sono loro gli “sponsor” della giornata e, in un certo senso, siete loro ospiti.

SELFIE, BRINDISI & CO.
Per gli sposi, la giornata durerà un soffio. Evitate di far perdere loro tempo prezioso scattando infiniti selfie. Una foto è più che ben accetta, il selfie-selvaggio no. Ancora, divertitevi, ballate e animate la festa ma senza rubare la scena ai novelli sposi: in queste situazioni il protagonismo non è mai bene accetto ed è sinonimo di invadenza. Ancora, non costringete gli sposi a brindisi continui e, se qualcosa nel ricevimento non dovesse essere di vostro gradimento, rivolgetevi al Maitre di Sala senza mortificare inutilmente gli sposini.

E GLI SPOSI?
I festeggiati non sono immuni da obblighi. Su tutte, vige la regola aurea dell’ospitalità: la maggior parte degli invitati ha dovuto chiedere una giornata o più di ferie, magari affrontare un viaggio lungo, acquistare un abito nuovo e un regalo per presenziare al vostro matrimonio. E’ bello, doveroso ed educato riuscire a scambiare qualche parola con tutti e dedicare attenzione all’apertura del dono e non farlo con atteggiamento annoiato e distratto, come se tutto fosse dovuto, leggendo anche il bigliettino di accompagnamento e dimostrando - ça va sans dire - gratitudine.                   
(e.f.)

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n. 10 / Dicembre 2017

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