La trappola del “Bambinismo”

La trappola del “Bambinismo”

Come favorire lo sviluppo del linguaggio
In questo processo la famiglia è condizionante: i genitori determinano la selezione linguistica

A cura della dott.ssa Ilenia Palmieri - Logopedista

Apprendere una lingua significa ricrearla non individualmente, né per il neonato né per l’adulto: è, infatti, un processo sociale. Il compito di ogni istituzione educativa è di essere un positivo ambiente linguistico. La famiglia rappresenta, per il bambino, il luogo del suo sviluppo e della sua crescita: in essa stabilisce le prime relazioni e vive la sua prima esperienza di gruppo. La Famiglia, ha un’importanza fondamentale per lo sviluppo degli strumenti linguistici e comunicativi perché è condizionante: i genitori infatti, determinano con la loro influenza la selezione linguistica che il bambino compie.

Questo condizionamento avviene nel quadro di una generale flessibilità rispetto alle competenze e al lessico iniziale del bimbo, dove gli adulti spesso accettano termini inventati o storpiati dal bambino costruendo così i progetti di apprendimento. Importante, però, non confondere questo adattamento con il bambinismo, ovvero l’imitazione da parte dell’adulto del linguaggio del bambino, perché l’adulto deve rappresentare sempre il modello da apprendere: non devono essere gli adulti ad imitare i piccoli, ma sono i piccoli che apprendono da essi. Nell’ambiente familiare è essenziale dimostrate il piacere di comunicare durante tutte le situazioni routinarie (vestirsi, mangiare, lavarsi, andare a dormire). La ripetitività dei gesti, delle sensazioni, e delle espressioni verbali e mimiche determinano una aspettativa da parte del bambino e la possibilità di anticipare gesti e parole.

Comunicate con il bambino facendo in modo che lui vi guardi in volto e cercate di mantenere il contatto oculare mettendovi di fronte a lui alla sua altezza. Ci sono infinite occasioni per ampliare le conoscenze dei bambini, sfruttate i diversi contesti che si creano durante la giornata per descrivere e raccontare ciò che vi circonda (una passeggiata al parco, andare a fare la spesa, preparare la torta) abbinando, quando è possibile, le parole gesti ed espressioni del volto significativi (es. gesti del “ciao”, “buono”, “non c’è più”; espressioni di sorpresa, contentezza o delusione). Il linguaggio da utilizzare deve essere semplice ma corretto, cercando di non semplificare le parole ma scandendole in modo non affrettato. Introducete le parole nuove in situazioni in cui lui possa capirne il significato (es. mostrando l’oggetto e ripetendo la parole più volte) e stimolate il bambino a riprodurre la parola o il suono corrispondente ad un significato ed accettate e gioite con lui del tentativo, anche se scorretto (es. “Il cane! Guarda, arriva il cane! Hai visto chi arriva? Arriva il….”).

Proponete canzoncine e filastrocche abbinandovi gesti e mimica che diano significato alle parole, proponete libri figurati e commentateli con lui. La lettura è fondamentale per l’acquisizione del linguaggio ma, sfogliare un libro senza supporto verbale dell’adulto non arricchisce il linguaggio del bambino, e ancor meno la comunicazione; la stessa cosa accade per la radio e la televisione, in quanto non stimolano da sole l’interazione. Piuttosto sfogliate un libro con lui, descrivete le figura stimolatelo ad indicare e a nominare le figure che gli proponete (es. “Guarda il cane!” “Dov’è il cane?”). Parlate delle esperienze vissute, stimolate il bambino a ricordare e a parlare di esperienze vissute recentemente o che lo hanno colpito, riguardando foto o utilizzando materiali che ricordano l’evento (es. riprendere il disegno che ha fatto nella giornata mettere a posto insieme un gioco utilizzato).

E’ importante rinforzare qualsiasi tentativo linguistico del bambino, gratificandolo, imitandolo e dandogli eventualmente la forma corretta (es. “Mamma lallo!” – “Si, c’è un cavallo!”); se la parola non risulta troppo complessa, stimolarne la ripetizione corretta, ma senza costringerlo. Quando non capite ciò che vi dice non colpevolizzatelo, piuttosto cercate di aiutarlo a spiegarsi; può essere utile, ripetendo la parte che è stata compresa, chiedendo di concentrarsi sulla parte non intelligibile o stimolandolo ad indicare o usare il gesto per far capire il suo messaggio.

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf