Balbuzie primaria

Balbuzie primaria

Può insorgere prima dei tre anni. Come bisogna comportarsi? Alcuni consigli per i genitori
di Maria Francesca Di Michele


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la balbuzie come un disordine nel ritmo della parola, nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di involontari arresti, ripetizioni o prolungamenti di un suono.
La balbuzie può essere divisa principalmente in: primaria e secondaria.
Le cause sono tuttora il problema più dibattuto, infatti le teorie sull’eziologia della balbuzie sono di vario tipo: organiciste, foniatriche o psicologiche. Esistono però i cosiddetti fattori di rischio, tra i quali ricordiamo: familiarità per la balbuzie o per altri problemi di linguaggio e/o apprendimento della lettura e scrittura; epoca di comparsa della balbuzie e suo andamento nel tempo (fluttuante, ciclico, stabile); gemellarità; fattori psicologici (ad esempio presenza di eventi traumatici); concomitanza di altre patologie.
Molte mamme spesso mi contattano preoccupate perché i loro figli, di età inferiore ai tre anni, improvvisamente cominciano a balbettare. Nella maggior parte dei casi possiamo parlare di balbuzie primaria o fisiologica. Essa insorge molto presto, prima dei tre anni, ed è caratterizzata da esitazioni, ripetizioni, prolungamenti che si presentano variabili nel tempo, peculiari del bambino nei primi stadi dell’apprendimento del linguaggio. È un momento particolarmente delicato, in certi casi il pensiero è troppo rapido in rapporto al vocabolario a disposizione, ovvero il bambino vorrebbe dire tante cose ma i vocaboli da lui posseduti non bastano, in altri casi esiste semplicemente una minore abilità e rapidità nella coordinazione dei movimenti predisposti all’articolazione dei vari fonemi; in altri vi è un ritardo o una difficoltà nella strutturazione e nell’organizzazione linguistica del pensiero verbale. Il bambino non ha alcuna coscienza del suo comportamento, infatti non sono presenti fenomeni emotivi come paura, ansia o rifiuto di parlare e di solito questa balbuzie tende a regredire spontaneamente. Molto spesso questo tipo di balbuzie può insorgere o può accentuarsi contemporaneamente alla presenza di eventi particolarmente significativi per il bambino come: la nascita di un fratellino, l’inizio dell’asilo o l’educazione al controllo sfinterico ( togliere il pannolino) ecc.
Come bisogna comportarsi? Molto spesso i genitori tendono involontariamente a iperproteggere il bambino; a correggerlo, anticiparlo o interromperlo quando balbetta, penalizzando così anche i suoi tentativi di comunicazione. Essi invece devono ascoltare pazientemente il bambino, non interromperlo per sostituirsi a lui, dare importanza a ciò che dice e garantire uno stile di vita tranquillo e sereno. Come è già stato detto precedentemente, questo tipo di balbuzie tende a regredire spontaneamente, nel caso in cui il bambino continua a balbettare e comincia a presentare difficoltà nella coordinazione della respirazione o comportamenti negativi come strizzare o socchiudere gli occhi, stringere i pugni, agitarsi continuamente ecc. è consigliabile rivolgersi ad uno specialista e ad un logopedista per valutare la situazione, capirne le cause e decidere se è il caso o meno di intervenire con un trattamento riabilitativo o semplicemente fornire dei consigli più specifici.  

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf