Disfonia, la voce che va giù

Disfonia, la voce che va giù

Alterazione di timbro, altezza o intensità 
Le cause possono trovare origine in lesioni organiche e in fattori psicologici 
di Maria Francesca Di Michele

“La voce va giù”, “Sento la gola che brucia”,“Quando parlo mi sembra di essere senza aria”, “Sono un po’ rauca/o”, “ Mi manca il fiato alla fine delle frasi”, “Quando parlo sento di sforzare la gola”… queste sono solo alcune delle affermazioni che le persone utilizzano per descrivere le loro sensazioni. La disfonia è un’alterazione della voce parlata che può interessare sia i bambini che gli adulti. Essa è caratterizzata principalmente dalla modificazione di uno o più parametri della voce, quali timbro, altezza e intensità. L’insorgenza di raucedine più o meno stabile o i frequenti abbassamenti della voce sono tra i sintomi di questa patologia. Le cause della disfonia possono trovare la loro origine in lesioni organiche e in fattori psicologici. Le cause organiche più comuni dei disordini della voce sono: - disturbi congeniti (cisti, papillomi, laringomalacia ecc.); - infiammazioni; - tumori (benigni e maligni) - disturbi da alterazioni endocrine (ipotiroidismo, ipertiroidismo,disturbi ormonali); -trauma; -malattie neurologiche. Mentre le forme di disfonia a causa psicogena possono derivare da: stress emotivi e tensione muscolo scheletrica, nevrosi, psicosi o atteggiamenti abitudinari erronei. Le disfonie più comuni sono quelle “disfunzionali”, così chiamate per l’assenza di lesioni organiche, derivate principalmente da un prolungato abuso/mal uso della voce, che con l’andare del tempo può portare però all’insorgere di vere e proprie patologie come l’ipotono cordale o noduli delle corde vocali. Dopo la diagnosi dell’otorinolaringoiatra, a seguito dei vari esami strumentali e non (ispezione, palpazione, fibrolaringoscopia ecc), può essere necessario un trattamento farmacologico, chirurgico o logopedico. Il trattamento logopedico si divide in diverse fasi: - norme di igiene vocale: (ambiente, stile di vita, stile comunicativo, utilizzo di farmaci, condizioni generali di salute): il logopedista consiglia al paziente l’insieme delle abitudini, delle modalità respiratorie e degli adattamenti ambientali che favoriscono la fisiologica prestazione vocale; - rilassamento muscolare e psicologico: vengono praticati una serie di esercizi di rilassamento che devono permettere al soggetto di acquisire una corretta percezione corporea e localizzazione delle tensioni muscolari affinché queste vengano eliminate e la fonazione sia meno faticosa; - respirazione costo-diaframmatica: impostazione della corretta respirazione che facilita la buona fonazione; - accordo pneumo-fonico: quando la respirazione diaframmatica viene praticata con naturalezza e quando il rilassamento è stato raggiunto, si passa all’accordo pneumo-fonico che consiste nella coordinazione respiro-voce, che permette alle corde vocali di vibrare opportunamente e senza sforzo. Secondo le necessità, vengono praticati dei vocalizzi con attacco duro, dolce, a scatto o prolungato. Durante l’impostazione della voce e durante tutto il vocalizzo, il logopedista deve controllare che non si verifichi alcuna contrazione muscolare dannosa alla laringe e alle corde vocali, e deve controllare il timbro della voce e modificarlo col passare del tempo fino a raggiungere il livello migliore possibile; -lettura e conversazione: le varie tecniche acquisite vengono messe in pratica nella lettura e nella conversazione spontanea. Non sempre esiste la possibilità di riportare la voce alla normalità, in ogni caso la collaborazione e la volontà del paziente sono indispensabili per ottenere dei miglioramenti. È inoltre necessario precisare che ogni tipo di disturbo ha un suo approccio terapeutico, quindi per maggiori informazioni è meglio rivolgersi all’otorinolaringoiatra o al logopedista.

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n. 10 / Dicembre 2017

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