Logopedia e sindrome di down

Logopedia e sindrome di down

Vanno stimolati tutti gli aspetti del linguaggio
La comunicazione è un aspetto importante nel programma educativo, soprattutto per la socializzazione
di Maria Francesca Di Michele

In ogni cellula normale dell’essere umano vi sono 23 coppie di cromosomi. Il bambino Down in ogni cellula del suo corpo ha un cromosoma in più ed è la presenza supplementare di questo cromosoma a produrre alterazioni nello sviluppo fisico e mentale. Le cause o meglio i fattori rischio della Sindrome di Down o Trisomia 21, sono molteplici anche se non sono stati comprovati tutti, certo è che il fattore di rischio “età materna” è il più certo e documentato. Il bambino affetto da Sindrome di Down ha assoluta necessità di essere adeguatamente stimolato e aiutato al fine di utilizzare al massimo tutto il suo potenziale e di colmare nel limite del possibile le lacune che presenta. A tal fine la terapia ha il compito d’investire l’aspetto motorio, psico-motorio e logopedico. La comunicazione è un aspetto particolarmente importante nel programma educativo di un bambino Down, soprattutto per la socializzazione. L’uso delle parole deve diventare per il bambino uno dei mezzi per esprimere sentimenti e pensieri, conoscere il mondo circostante e per essere in grado di condividere le sue esperienze con gli altri. Nel bambino con sindrome di Down il linguaggio è ostacolato dalle seguenti cause: - ipotono (scarso tono muscolare) degli organi fonatori che rende problematica l’articolazione linguo-bucco-facciale e la respirazione alquanto deficitaria; - macroglossia (ingrossamento della lingua) che comporta impaccio nell’articolazione; - alta percentuale di disturbi visivi con conseguente distorsione o carente percezione del mondo circostante; - percezione sensoriale ridotta o complessa; - ritardo psico-motorio con conseguente rallentamento nell’esplorazione e conoscenza dell’ambiente; - capacità logica e critica inferiore all’età cronologica, dipendente dai limiti intellettivi. È opportuno preparare il terreno alla comparsa del linguaggio ben prima dell’epoca in cui ci aspettiamo che questo compaia. La comunicazione non verbale, dell’aggancio visivo fino all’uso comunicativo del gesto, compare ben prima del linguaggio orale e va comunque osservata, valutata ed eventualmente stimolata precocemente. Anche le modalità di suzione, deglutizione e masticazione sono importantissime per la futura articolazione. La rieducazione logopedica deve stimolare tutti gli aspetti del linguaggio con: - esercizi bucco-linguali e prassie linguo-bucco-facciali; - esercizi respiratori e di soffio; - picchettamenti di ghiaccio e massaggi intorno alle labbra e alle guance; - giochi articolatori con uno o più fonemi; - denominazione di suoni onomatopeici, oggetti e figure contenenti i fonemi che vengono impostati gradatamente; - giochi per stimolare la comprensione di ordini semplici e complessi, seriazioni, associazioni, successioni; - stimolazione del ragionamento logico e del linguaggio spontaneo con materiale di vario tipo, oggetti, figure, libri, fotografie ecc; - stimolazione percettiva (suoni, forme, colori, ritmo ecc). La lettura e la scrittura richiedono tempo e pazienza. Per la lettura è importante dare subito il significato ad ogni parola letta affinché stimoli l’interesse del bambino, per quanto riguarda la scrittura, raggiunta una discreta maturazione motoria della mano, cercare di evitare la copiatura e indirizzarsi il più presto possibile al dettato e all’autodettato. Ovviamente ogni trattamento logopedico è individualizzato e specifico per ogni bambino. I migliori risultati ottenibili in questi soggetti dipendono principalmente: - dal livello del quoziente intellettivo; - dall’interevento precoce; - dalla collaborazione della famiglia; - dal mantenimento del bambino fra i compagni normodotati.

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf