Foggia selfie…

Foggia selfie…

“Se oggi l’Europa facesse un selfie, che immagine verrebbe fuori? Mostrerebbe il volto della noia”. L’efficace espressione 3.0 è del Premier Matteo Renzi, pronunciata a Strasburgo nel suo discorso di apertura del semestre europeo.
E se fosse Foggia a farsi un autoscatto? Non vale sorridere accanto alla statua del viaggiatore nel piazzale della stazione. La domanda non evoca solo le diapositive della fontana del Sele ghiacciata l’ultimo dell’anno, della città in abito bianco, delle luminarie sgargianti o del Giordano tutto imbellettato per la prima. A mettere a fuoco il panorama sono influencers, intellettuali, attivisti e sognatori che hanno consegnato una riflessione, più social del solito (proprio come un post in bacheca). C’è una realtà in controluce, ma c’è soprattutto la speranza. Una delle ultime immagini probabilmente più affascinanti della città è stata scattata a dicembre, in orbita, da una donna, Samantha Cristoforetti, la prima italiana sulla Stazione Spaziale Internazionale. E no, non era un selfie ma il più bel saluto a Foggia dall’altra metà del cielo. E forse è vero - come dice una canzone - “che per essere capaci di vedere cosa siamo dobbiamo allontanarci e poi guardarci da lontano”.

Il time-lapse di MeglioFoggia ripercorre dieci anni a rotta di collo fino al nero. Il 2013, l’ultimo della serie, è l’annus horribilis. Si contano 6.071 imprese cessate e la qualità della vita fa registrare il dato peggiore. Scorrono visi sempre più rugosi: la popolazione over 65 aumenta del 17%, i giovani tra i 25 e i 34 anni se ne vanno (-20%). L’andamento dell’indicatore della sicurezza, manco a dirlo, nell’ultimo biennio considerato cala vertiginosamente. L’istantanea dell’Osservatorio sulla Qualità della Vita confronta 163 indicatori in undici aree tematiche. Il report è stato curato da Michele Mazzone, esperto di statistica che se ne occupa dal lontano 1998, uno dei superstiti della precedente esperienza ormai archiviata (a capo dell’associazione c’era Lanfranco Tavasci). MeglioFoggia conserva il nome ma non è più la stessa. Ha un nuovo direttivo a cominciare dal presidente: è una donna, Licia Centola, economista e imprenditrice nel settore dell’agricoltura.  

Qual è la fotografia scattata dall’indagine?
Purtroppo non è una bella fotografia, perché parecchi degli indicatori hanno fatto registrare risultati in tendenza negativa. Soprattutto rispetto all’anno 2010, che in diversi settori evidenziava il picco migliore, nell’anno 2013 si è registrato il picco più basso per quanto riguarda il lavoro, la sicurezza, la salute, con qualche rara eccezione. Purtroppo, penso che stiamo scontando gli effetti della crisi, esplosa nel 2008. Noi viviamo in una zona meno recettiva ai cambiamenti che avvengono in ambito economico, perché la nostra non è un’economia dinamica. E allora, così come non abbiamo un beneficio immediato nei periodi di boom, in tempo di crisi il peggioramento emerge molto lentamente. Ci sono diversi indicatori che ci fanno pensare e sperare che si sia raggiunto il fondo e che quando si andranno ad esaminare i dati del 2014, soprattutto in determinati settori che riguardano la qualità della vita, ci dovrebbero essere maggiori riscontri positivi.

Al di là dei dati statistici che conosceremo solo con la prossima indagine, dal 2014 qual è la tendenza?
In un certo senso, stiamo iniziando a vedere dei miglioramenti in alcuni ambiti, per esempio in quello culturale. Dobbiamo tener presente che ha riaperto il teatro e ci sono tante esperienze positive: il Cerchio di Gesso, il Teatro dei Limoni, la Piccola compagnia impertinente, una serie di attività culturali, più stagioni teatrali e Musica Civica. Devo dire che forse questo è l’ambito in cui vedo la prima e più grossa riscossa da parte della nostra città. Da cittadina foggiana, sono orgogliosa di pensare di poter usufruire di questa bella offerta culturale. Per la prima volta, ho fatto l’abbonamento sia alla prima che alla seconda stagione di prosa del Giordano, per Musica Civica, ho visto che ci sono altri sei spettacoli di prosa al Teatro del Fuoco, e poi c’è il Moody Cafè che fa del jazz di altissimo livello. C’è stato proprio un risveglio. Anche l’area tematica ambiente dovrebbe migliorare se si riuscirà finalmente a organizzare la raccolta differenziata porta a porta che ci ha promesso da tanto tempo l’Amiu. Piano piano Foggia dovrebbe avere a disposizione maggiori fondi, avendo avuto accesso al salva città, e quindi dovrebbe avere maggiori risorse da destinare alla manutenzione delle strade. Insomma, secondo me, per merito magari anche dei sacrifici che sono stati fatti finora, forse a partire dal 2014 potremo iniziare a vedere un po’ di luce. Io ho sicuramente un’impressione positiva.

Rispetto alle politiche del welfare che interessano particolarmente le donne, i servizi alla famiglia per esempio, qual è il quadro attuale? È un po’ presto per dirlo, perché per quanto riguarda i servizi alla famiglia siamo in attesa di vedere che cosa farà questa nuova amministrazione nel campo delle politiche sociali. Il fatto che ci sia una donna come assessore al ramo dovrebbe far sì che ci sia da parte sua una maggiore sensibilità a quelle che sono le esigenze delle donne, almeno questo è quello che mi auguro.

Pensa ci sia la possibilità, in futuro, di fermare la fuga dei giovani?
Me lo auguro, perché ho dei figli anch’io, e vorrei che tornassero una volta esaurito il ciclo di studi. Forse una delle opportunità è rappresentata dall’e-commerce e dal fatto che grazie a internet e alle nuove possibilità di comunicazione si possa tornare a stare anche in luoghi periferici, lontano da quelli che sono i centri nevralgici dell’economia e dello sviluppo, considerato che le distanze attraverso questi mezzi si accorciano.

Se Foggia si facesse un selfie, allora, quale aggettivo le attribuirebbe?
Possiamo solo dire: aspettiamo fiduciosi. È già qualcosa che ci siano degli spiragli che ci fanno intravedere una luce in fondo al tunnel.
Mariangela Mariani

Come i Beatles: l’iniziativa di Giovanna Russo, veicolata tramite RioCarnival
Uno “scatto” per il senso civico
di Luana Salvatore

È una iniziativa un po’ bizzarra, ma molto musicale e mi piace proprio per questo. E’ stata proposta da una mia carissima amica, Giovanna Russo, che lavora tutto l’anno in giro per il Mondo, come cantante sulle navi da crociera. Noi forse ci siamo un po’ troppo abituati ad una Foggia “in declino”, allo scenario delle strade malandate, delle strisce pedonali inesistenti, dei cestini e bidoni dei rifiuti distrutti e lo scempio delle discariche a cielo aperto... si chiudono gli occhi e si sopporta per spirito di sopravvivenza, ma chi abita fuori sede le differenze le nota, soprattutto se magari vive all’estero.
Giovanna voleva chiedere alla cittadinanza attiva di farsi portavoce e promuovere il senso civico attraverso un flashmob: farsi fotografare nell’attraversare le strisce pedonali, esattamente come i Beatles nella copertina del loro famosissimo album “Abbey Road” (con le dovute precauzioni di sorta, facendo attenzione ad attraversare con il semaforo pedonale verde ed in assoluta sicurezza). Così, abbiamo deciso di far partire l’iniziativa attraverso RioCarnival, che essendo una testata musicale poteva veicolare il messaggio anche in altre città e magari stimolare qualche altro artista o musicista ad aderire all’iniziativa e promuoverla a sua volta. È esattamente quello che stiamo facendo anche noi. In questo momento lei si trova alle isole Seychelles e ha già inviato altre foto. Foggia è un po’ pigra sotto questo punto di vista e va spronata.
Abbiamo chiesto al sindaco Landella - il primo ad aver accettato di farsi la foto - ed alla sua giunta, nonché ai consiglieri comunali di partecipare al flashmob. Il progetto ha già avuto il patrocinio morale del Comune, alcune scuole hanno manifestato interesse a partecipare con gli alunni e Giovanna ha dato la sua disponibilità ad esibirsi in un concerto in piazza quando tornerà ad aprile a casa. Perché Foggia possa essere più propositiva, anche con iniziative come questa e magari guardare al futuro con po’ più di speranza e di ottimismo. Il futuro è nelle nostre mani, proviamo a renderlo migliore. Anche con un piccolo selfie.

Cartoline dalla città

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf