Ali tarpate dal sospetto, come viaggiare sicuri

Ali tarpate dal sospetto, come viaggiare sicuri

Domande e preoccupazioni ricorrenti, in questo periodo, tra i turisti
Francesca D’Elia, tour operator: “Bandite le informazioni fai-da-te”

Non bastava la crisi economica. A colpire ed affondare la propensione al viaggio degli italiani, adesso, si sarebbe aggiunta anche la paura, infondata o forse no, del virus Ebola.
Secondo le rilevazioni di Conturismo-Confcommercio, infatti, a contrarre le opportunità e le occasioni di viaggio c’è da una parte la crisi economica (per un italiano su due), dall’altra la paura di viaggiare in aereo in tempi di ‘fobia ebola’ (per due italiani su cinque). Ma come si posiziona la realtà foggiana in questa striscia negativa? Lo abbiamo chiesto a Francesca D’Elia, dell’agenzia viaggi ‘Itinerando’.

Francesca, come e quanto la paura dell’ebola ha modificato le abitudini dei turisti foggiani?
Poco. Fortunatamente non abbiamo avuto né viaggi cancellati, né prenotazioni annullate o cambi meta last minute. Abbiamo però ricevuto in agenzia turisti preoccupati ed allarmati, questo sì. Si trattava per lo più di persone che avevano programmato un soggiorno in Sudafrica - in zone turistiche e sicure, come Zanzibar o Kenya, per citarne alcune - e abbiamo immediatamente tranquillizzato loro perché non sono zone ritenute a rischio, come da indicazioni della Farnesina. Tra l’altro è bene precisare che il virus si è diffuso in Africa occidentale, in quei paesi cioè che non sono propriamente considerati ‘meta turistica’.

Esiste una black-list di paesi che sarebbe meglio non visitare in questo momento?
Le agenzie viaggi non hanno bisogno di una black-list, perché quelli che, al momento, sono considerati paesi a rischio (Guinea, Sierra Leone e Liberia, ndr) non sono trattati dal punto di vista turistico. Nessuno va in Burkina Faso o nel Congo per la propria luna di miele. Le mete turistiche più gettonate sono concentrate quasi tutte in Sudafrica, ovvero a debita distanza – considerando la vastità del continente – dalla zona in questione.

Quali sono le richieste, le domande e le preoccupazioni più frequenti nei viaggiatori, in questo periodo?
Innanzitutto dobbiamo distinguere tra viaggiatore e turista. Il primo è largamente più esperto e quindi consapevole: è correttamente informato, sa dove può andare e sa anche qual è, se c’è, la profilassi da seguire per viaggiare in sicurezza; in agenzia viaggi cerca per lo più conferme. Il turista, soprattutto quello occasione, invece, è diverso: viaggia al buio, si informa poco e male, magari attingendo indiscriminatamente dalla rete, e si lascia suggestionare da ciò che legge o sente in tv; questo tipo di cliente, in agenzia viaggi cerca per lo più rassicurazioni.

A tua memoria, ricordi un altro trend negativo in materia di viaggi? Quali erano le mete bandite e perché?
Sì, è successo anche in passato, quattro anni fa circa. All’epoca l’emergenza si chiamava ‘Influenza suina’. In quel caso, il calo dei flussi turistici fu drammatico perché il 90% delle prenotazioni di quel periodo era concentrato in Messico.
Benché per la Farnesina non fu necessario interrompere i voli, la paura fu tanta e farne le spese furono soltanto gli operatori dell’ente del turismo che dovettero garantire riprotezioni ai clienti dove, in realtà, non c’era bisogno alcuno.

In generale, quali sono i consigli e le informazioni-chiave per viaggiare in sicurezza?
L’unico modo per viaggiare in sicurezza è affidarsi a professionisti del settore. Non è che, data la tipologia del nostro lavoro, spingiamo sempre e comunque a viaggiare. Anzi, laddove non è raccomandabile siamo i primi a sconsigliarlo. Noi, infatti, siamo costantemente informati mediante gli aggiornamenti del protocollo Viaggiare Sicuri e gli enti per la sicurezza. Se si annulla un viaggio per remore personali è un conto, ma creare allarmismo in modo indiscriminato - alla stregua di certa cattiva informazione di giornali e tv - non va bene: non esistono solo i viaggi di piacere, ma anche quelli di lavoro. E non si può certo fermare il mondo, senza una reale necessità.

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n. 10 / Dicembre 2017

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