Stepchild adoption, come funzionerà in Italia

Stepchild adoption, come funzionerà in Italia

L'intervista| Il Sottosegretario Scalfarotto spiega le norme in materia di adozioni gay
“In questo momento storico, le coppie omosessuali non hanno un beato nulla”

Il 25 maggio del 2013, in un tweet di quel profilo che sopravvive anche alla morte, Gabriele Scalfarotto scriveva ironicamente “Vuoi vedere che il matrimonio tra omosessuali ora lo propone il PDL?”. Oltre un anno dopo, lui non c’è più e sullo schermo, tra le ultime news, compare l’immagine dello scatto di Berlusconi accanto a Luxuria. Gabriele Scalfarotto, padre del Sottosegretario alle riforme del Governo Renzi, ha fondato l’Agedo più grande d’Italia, a Foggia, nel 2010. Associazione genitori e amici di omosessuali. Quegli stessi omosessuali oggi rivendicano il diritto al riconoscimento della genitorialità. Il foggiano Ivan Scalfarotto sta lavorando alla legge sulle unioni civili, una conquista epocale che porterà il suo cognome.

Nel ddl sulle unioni civili si parla anche di adozioni. Come funzioneranno?
L’ipotesi alla quale si sta lavorando è la cosiddetta stepchild adoption, cioè l’adozione del figlio del partner. Sarebbe prevista la possibilità di assumere la responsabilità genitoriale per il figlio biologico di una delle due parti della coppia. L’adozione del figlio del partner si verifica soltanto quando il genitore biologico è uno solo, cioè nel caso, per esempio, di una coppia di donne una delle quali abbia avuto un figlio che non è stato riconosciuto da un altro genitore. È un caso simile a quello che da poco ha trattato il Tribunale di Roma. Circa un mese fa ha riconosciuto la responsabilità genitoriale ad una donna sulla bambina della partner, figlia biologica. Si tratta di riconoscere il fatto che questo bambino o questa bambina crescono insieme a due adulti, uno dei quali è genitore biologico, l’altro non lo è ma è chiaro che, nel momento in cui il genitore biologico dovesse venire a mancare, il bambino non risulterebbe abbandonato, perché continua a crescere con l’altra figura genitoriale di riferimento.

Su questo punto non c’è forse una corsia preferenziale rispetto alle coppie di fatto etero?
Qui non si tratta di un’adozione di un bambino in un istituto, che comunque non è prevista per le coppie gay. Si tratta di un caso di adozione del figlio del partner che può essere fatta anche per le coppie etero. Anzi, resta il problema che la legge escluderebbe le coppie omosessuali dall’adozione tradizionale.

Se non ora, in corrispondenza di un passaggio storico, quando si consentirà alle coppie gay di adottare un figlio fuori dalla coppia? Io faccio fatica già a portare a casa le unioni civili, sinceramente mi pare una domanda interessante ma dobbiamo metterci d’accordo: vogliamo portare a casa rapidamente dei risultati o vogliamo fare delle questioni di principio? Con le questioni di principio finora non abbiamo ottenuto nulla. Allora cerchiamo con realismo di portare a casa dei risultati che raggiungano i numeri necessari in Parlamento e di fare quelle cose che assicurino sostanziali diritti alle persone. In questo momento le coppie omosessuali non hanno assolutamente un beato nulla.

Quanto passerà prima di un’unione civile effettiva?
Io spero il meno possibile. Certo che il Parlamento è impegnato in una serie di grandi riforme che sono tutte all’attenzione delle Camere: c’è la riforma elettorale, la riforma costituzionale, quella della giustizia, del fisco, del mercato del lavoro. E quindi bisognerà fare in modo di trovare il tempo utile alle Camere di esaminare anche questa ulteriore riforma. Il governo si è dato un programma di tre anni, all’interno di questi tre anni andranno fatte tutte queste cose. Io spero che le unioni civili arrivino in fretta.

Parallelamente c’è la legge sull’omofobia. Sente di aver fatto tutto quello che si poteva fare per la tutela penale dell’identità sessuale? Direi proprio di sì. Quella legge è la prima che il Parlamento italiano, che la Camera dei deputati abbia mai votato a tutela delle persone omosessuali. È stato un passaggio storico. Adesso bisognerà assicurarsi che la voti anche il Senato, perché fintanto che il Senato non la vota quella legge non esiste.  

Una volta approvate queste leggi, cosa può fare ancora il Governo per le persone omosessuali?
Diciamo che le due grandi conquiste di tutto il mondo sono sempre state innanzitutto queste, una legge contro l’omofobia e il riconoscimento di una famiglia per le persone LGBT (lesbiche, gay, bisex e trans, ndr). Sicuramente si dovrà rimettere mano, perché spesso si dimentica la parte transessuale, alla legislazione per le persone trans, assicurando per esempio il cambio anagrafico prima dell’intervento chirurgico.   

Mariangela Mariani


Pregiudizio, in piazza il “peccato originale”

L'esperto | Alcuni punti fissi nella “giungla” di informazioni e pareri discordanti
Giovanni Papa: “Di questi argomenti si parla troppo e male. Facciamo ordine”

“Di questi argomenti si parla troppo poco, oppure troppo e male”. Sacrosanta verità. Non gioca certo con le parole lo psicologo foggiano Giovanni Papa, particolarmente attento alle tematiche Lgbt che, per la sua professione, “aggancia” quotidianamente, analizzandole e traducendole caso per caso. Con lui, cerchiamo di mettere ordine, sistemare punti fissi e dare delle coordinate per orientarsi nella giungla di informazioni, pareri e cambiamenti in atto e in divenire.

Nelle piazze di tutt’Italia, le Sentinelle in piedi” manifestano in silenzio. O meglio, protestano in silenzio. Senza cercare o accogliere occasioni di confronto. Come se la conquista di diritti altrui potesse nuocere loro…

Credo che la protesta omofoba legata al riconoscimento di diritti civili sia l’espressione di un profondo narcisismo di alcuni esseri umani che si credono gli unici in grado di poter godere di alcuni diritti e farli valere. Chi pensa che l’unica famiglia possibile sia quella eterosessuale è ignorante (nel senso letterale del termine, ovvero, “che ignora”) rispetto a quanto accade a livello internazionale e alle tante tipologie non tradizionali di famiglie che già esistono in Italia.

Quanto il vuoto legislativo in materia di ‘unioni civili’ e di ‘adozioni’ pesa sulle relazioni omossessuali e, suppongo, possa limitarle?
In moltissimi modi. I diritti civili non sono una formalità, un mero capriccio, ma si sostanziano in possibilità concrete che, se mancano, rendono complessa e difficile una relazione omosessuale. Immaginiamo all’impossibilità di essere il genitore riconosciuto dallo Stato del figlio del proprio partner o alle difficolta legate alla questione eredità…

Domanda diretta, risposta secca. Una coppia omosessuale può costituire una coppia genitoriale?
E’ ormai documentato che ciò che più conta è la capacità dei genitori di offrire ai propri figli un sano ambiente di crescita. Questa possibilità manca in molte famiglie tradizionali. Non vedo perché non possa mancare anche in famiglie con genitori omosessuali. Essere figli di genitori omosessuali non influenza negativamente lo sviluppo affettivo dei figli. Anzi. Figli di coppie omosessuali possono vivere spesso in ambienti liberi dal pregiudizio e, in quanto tali, fonte positiva per una buona apertura mentale. Inoltre non c’è “pericolo” se si pensa che figli di coppie omosessuali possano diventare essi stessi omosessuali. Le variabili sviluppo affettivo e orientamento sessuale dei figli non dipendono in nessun modo dall’orientamento sessuale dei genitori.

Allora chi ha paura della “Famiglie Arcobaleno”? E cosa direbbe loro?
In generale, chi ha paura di conoscere e chi è poco curioso. Chi pone valori e norme fisse e rigide. L’unico consiglio utile per loro, il più saggio, sarebbe quello di avvicinarsi all’altro con maggiore fiducia e apertura mentale.

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n. 10 / Dicembre 2017

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