Animalisti… col cane di razza: quando Fido è uno status symbol

Animalisti… col cane di razza: quando Fido è uno status symbol

L’intervista | Terry Marangelli: “L’abbandono? Leggenda metropolitana”
E con 440 ospiti in media all’anno il canile comunale “scoppia”


Gli animalisti da tastiera non le piacciono. E Terry Marangelli, la responsabile del canile municipale, ha l’occhio clinico. Non è una fanatica, ma ha dedicato una vita, anima e corpo, a cani e gatti, ed è intollerante agli amanti degli animali a chiacchiere. Da anni, per randagi, abbandoni e adozioni ti mandano da lei. È la presidente dell’associazione Volontari Protezione Animali. Al chilometro uno di via Manfredonia c’è il suo quartier generale, il canile, aperto tutti i giorni ma difficilmente fruibile, tanto da consentire l’ingresso al pubblico solo per un’ora, al mattino. È a forma di “elle”, in un paio di ettari: o tieni i cani liberi o fai entrare gli umani. È sovrappopolato quanto la casa circondariale, in linea d’aria la distanza di un guaito che riecheggia in tutto il Villaggio Artigiani. Terry Marangelli conosce i cani di quartiere, li accudisce là, li sottopone ai trattamenti antiparassitari e, nel caso, li sterilizza. Meglio che portarli in carcere.

Ad oggi quali sono le condizioni del canile? Continua ad essere sovraffollato? Cosa manca?
La situazione del canile è stabilmente tragica. Abbiamo una media di 440 cani quanto a presenze fisse. Il canile sarebbe tarato su una presenza di 270 cani, ma è da anni che abbiamo questa media. Ci siamo inventati luoghi dove tenere i cani, nelle stanze, tutti i posticini dove era possibile ricavare dei box più o meno decenti li abbiamo occupati. L’anno scorso sono entrati 478 cani - oltre cento in più del 2012 - quindi, vengono movimentati all’incirca 900-950 cani all’anno. In questi numeri contiamo il “passaggio” dei randagi - non necessariamente quelli che entrano e restano nel canile - le cagne che sterilizziamo e reimmettiamo sul territorio, i cani che la gente trova e ci porta per perfezionare l’adozione. Questa è una cosa fondamentale: quando trovi un cane non te ne puoi appropriare, ma bisogna darne notizia al canile comunale poi, nel caso lo si voglia adottare, si fa il microchip e una scheda di adozione. Se è femmina, in età fertile avrà diritto anche alla sterilizzazione gratuita. Le condizioni del canile non sono mai ottimali. È abbastanza vecchio e ha delle carenze strutturali: manca la manutenzione ordinaria. Dovrebbe provvedere l’Amministrazione ma, ovviamente, è inutile chiedere al Comune.

D’estate vi aspettate un aumento degli ingressi?
Assolutamente no. Questa dell’abbandono estivo è una leggenda metropolitana, anzi paradossalmente a luglio e agosto le entrate dei cani si dimezzano. Arriva l’estate e parliamo dei cani abbandonati e poi trascuriamo che tutto l’anno ci sono decine e decine di cucciolate e cani ritrovati, perché quello che produce randagismo sono le cucciolate indesiderate e il libero scambio.

Contro il maltrattamento degli animali c’è una grande mobilitazione, ma c’è davvero una maggiore sensibilità nei confronti degli animali? Sicuramente c’è un’attenzione maggiore rispetto a prima ma è anche molto virtuale, nel senso che la gente si sente in qualche modo accomunata da questa passione per gli animali,  però poi concretamente le cose non cambiano molto. Insomma, alla fine il sentimento dell’uomo verso il cane è identico. Si prende sull’onda di un desiderio però altrettanto facilmente si lascia. Potenzialmente, se ci sono mille adottanti ci saranno anche mille persone che avranno dei problemi.

Come si giustificano quando vi riportano gli animali?
Dicono che il bambino è allergico, che il cane sporca in casa, sono le solite vecchie scuse. La gente vuole il cucciolo, il giocattolo. Culturalmente siamo ancora molto arretrati: è un rapporto infantile che ci fa scegliere l’oggetto.

L’approccio è come ad uno status: perché a Foggia abbiamo molti cani di razza, da quelli degli pseudo-allevatori a quelli che arrivano dai Paesi dell’Est? Non è un fenomeno sconosciuto da noi la vendita clandestina. Noi andiamo a casa, ci accertiamo che il cane sia voluto da tutta la famiglia, lo seguiamo nel tempo, e nonostante tutto qualcuno riesce a farcela sotto il naso: torni in quella casa e il cane non c’è più perché è stato dato ad un’altra persona.

Il diario del canile di Foggia “cronaca cittadina di adozioni, smarrimenti e ritrovamenti di animali di affezione” che avete aperto su Facebook funziona? Sì, anche se poi la gente segnala magari cani di quartiere che stanno lì tranquilli. Tutto diventa allarme perché pare che segnalare faccia animalista. Purtroppo non è facebook che ti rende animalista. Dietro la tastiera sono tutti quanti bravi.            

Mariangela Mariani


CUCCIOLI CERCA AMICI
Adottami: la scommessa estiva
del temporary store in Piazza Cavour

Polly è l’ultima arrivata. È stata sottratta a una coppia di anziani che andavano in giro al mercato del venerdì chiedendo chi la volesse. Pippi si era smarrita, ma quando la sua padrona l’ha ritrovata ha deciso di non presentare la denuncia perché temeva una multa e non è tornata a prenderla. Al civico 6 di Piazza Cavour ti fanno gli occhi dolci. Il primo giugno ha riaperto il temporary store del canile: “Adottami”. Quest’inverno 94 cani hanno trovato casa. Ma c’è pure chi ha pensato bene di liberarsi di qualche cucciolata e il canile non si è svuotato. L’estate è una scommessa. La gente si ferma e chiede informazioni e la sensibilizzazione val bene una sfacchinata per arredare il negozio: l’iniziativa è interamente autofinanziata. La prassi è la stessa del canile: sopralluogo a casa dei volontari, colloqui con la famiglia, pratiche di adozione, microchip e controlli periodici. Non si sfugge. Terry Marangelli porta qui i cuccioli dal canile, ne sceglie a malincuore qualcuno più piccolo e carino: “Io me li porterei tutti”.                      

m.m.

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n. 10 / Dicembre 2017

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