Dieta ‘Vegan’: cosa c’è da sapere

Dieta ‘Vegan’: cosa c’è da sapere

L’ESPERTO | I consigli di Dora Cocumazzi, biologa nutrizionista
Un esercito crescente, ma a tavola ci vuole consapevolezza

I menù di pub e pizzerie devono ancora “attrezzarsi” pienamente per i clienti vegetariani, figuriamoci soddisfare le esigenze dei clienti vegani. Per questi ultimi, un numero sempre crescente, cenare fuori con gli amici non deve essere semplicissimo. Fortuna che esistono siti internet specializzati e App dedicate per evitare una cena al buio.
Un esercito in continua crescita, quello vegan, in Italia: ilSole24Ore, tramite il rapporto Eurispes 2014, conta 4,2 milioni vegetariani (+15% in un anno), ma le associazioni hanno numeri più elevati: 7 milioni, di cui 700mila vegani. Tra questi ultimi, soprattutto donne: sono tutti animalisti ferventi, puristi della tavola e scelgono deliberatamente di non utilizzare nessun prodotto derivato dallo sfruttamento o dall’uccisione degli animali. Della Vegan Diet, ne abbiamo parlato con la biologa nutrizionista Dora Cocumazzi, specialista in Scienze degli alimenti e nutrizione umana.

Innanzitutto chiariamo: qual è la differenza tra vegetariani e vegani? Due aspetti che vengono ancora confusi o considerati erroneamente equivalenti…
Spesso si fa confusione, ma la differenza è sostanziale. I vegetariani rifiutano la carne, ma consumano altri prodotti di origine animale e loro derivati, quali latte o uova, mentre i vegani non consumano alcun tipo di alimento di origine animale. I vegani puri, per intenderci, non consumano neanche il miele, essendo un prodotto delle api.

Nella sua esperienza lavorativa ha notato, nell’ultimo periodo, una maggiore diffusione di questo tipo di regime alimentare? Indubbiamente c’è un maggiore interesse. Sempre più persone chiedono informazioni riguardo i possibili benefici di un tipo di alimentazione rispetto ad un altro. C’è tanta curiosità, questo sì, ma almeno a Foggia non è ancora un fenomeno dilagante. In linea di massima, posso dire che c’è una maggiore attenzione a regimi alimentari basati su un minore consumo di carne.

Curiosità e attenzioni derivanti da questioni morali, di moda dell’ultimo momento o attinenti all’ambito della salute? Dipende. Ci sono casi diversi. Certamente l’aspetto etico è preponderante. Molti vegani sono animalisti convinti che abbracciano questo stile di vita per rispetto verso il mondo animale. Boicottano i luoghi e le tecniche di allevamento intensivo e di macellazione, contrari ai princìpi del benessere animale. Per abbracciare questo stile di vita, dopotutto, ci vuole una forte motivazione.

In che senso?
E’ necessario un forte impegno, sia dal punto di vista delle rinunce a tavola (per le quali ci vuole una fortissima motivazione) che dal punto di vista pratico: bisogna preparare piatti con attenzione e dedizione, pietanze adeguatamente bilanciate. Insomma, non è semplice come cuocere una fettina di carne in padella…

Quanto influisce l’informazione fai-da-te?
Questa non è un’alimentazione che si può improvvisare. E’ importante seguire una dieta bilanciata, altrimenti si rischiano scompensi, e non va bene. Chi intende iniziare questo percorso deve farlo in maniera consapevole, informata e corretta. Altrimenti è come leggere le diete sul giornale. Possono fare anche male.

Ci sono benefici evidenti?
Al riguardo ci sono pareri controversi e contrastanti. Quello che posso dire è che ci sono patologie come l’ipercolesterolemia o il diabete di Tipo 2 che possono beneficiare da questo tipo di alimentazione. Ma va fatta in maniera corretta. Essendo quella vegana una dieta restrittiva, va integrata sotto molteplici punti di vista: quello degli acidi grassi, con il consumo di frutta secca, ad esempio. Bisogna integrare la dieta con il consumo di alghe per l’apporto di amminoacidi, con la giusta quantità e tipologia di legumi per garantire il necessario apporto proteico, con le verdure giuste che possono fornire il calcio. Insomma, per assumere tutto ciò che viene garantito da una dieta onnivora. E’ una cosa seria, bisogna rivolgersi ad uno specialista, informarsi ed evitare il fai da te.

Maria Grazia Frisaldi

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n. 10 / Dicembre 2017

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