Il dentista? Oggi fa tremare i grandi

Il dentista? Oggi fa tremare i grandi

L’analisi di Orazio Schiavone, dentista
Salute orale: tagliate le voci ‘prevenzione’ e ‘cura’. Chi si è rivolto ai centri low-cost esteri si è già pentito

La parola “dentista” non fa tremare solo i bambini. Anzi. Oggi più che mai, spaventa maggiormente i grandi, che sapranno pur sopportare i lancinanti dolori causati da carie, gengiviti e pulputi varie, ma non sempre sono in grado di reggere il peso della parcella. Una tendenza che è aumentata in modo esponenziale in periodi di vacche magre, ovvero quando un portafogli scarno scoraggia chi deve prenotare anche una visita di controllo. Ne abbiamo parlato con Orazio Schiavone, dentista e da oltre 20 anni dedito alla cura della salute orale, con centri attivi a Pescara e Foggia.
Parliamo di salute orale: in che modo la crisi economica ha influito sulle buone pratiche di prevenzione e cura?
La crisi ha influito anche sull’odontoiatria. Il periodo più nero è stato tra il 2012 e il 2013, quando anche studi ultra-ventennali sono stati costretti a chiudere. In questo periodo ho curato pazienti al limite, persone che hanno tirato avanti fino a che hanno potuto. Il problema è che tra questi ci sono anche alcuni adolescenti.
Qual è la fascia sociale che ha subito maggiormente il peso di questa congiuntura negativa?
Sicuramente gli statali e le famiglie monoreddito. Proprio per andare incontro a queste esigenze sono sorti numerosi centri low-cost dell’odontoiatria, sia in Italia che all’estero, soprattutto nei paesi dell’Est Europa.
Un’opportunità o un problema?
Ci sono centri low cost che ad un prezzo medio-basso offrono una qualità accettabile. E centri che a prezzi bassi offrono una qualità assolutamente scadente, se non pericolosa.
Chiariamoci: perché le cure odontoiatriche sono così costose?
Perché abbinano ad una conclamata professionalità l’alta qualità dei prodotti. Se un impianto da 2000 euro viene offerto a 800 euro lo scarto deve avvenire necessariamente sul fronte della qualità dei materiali che verranno impiantati nella nostra bocca. Ci sono impianti economici che provengono dalla Cina, ma di cui non si conosce compiutamente la composizione dei metalli.
Una roulette russa…
Ho visto persone rifare impianti da zero. I rischi sono tanti: rigetti, infiammazioni, infezioni, problemi occlusali e articolari con gravi ripercussioni sul fronte posturale. Le conseguenze sono tantissime e con la salute non si scherza. E non è uno slogan.
Quindi lo spettro del turismo dentale c’è.
Evidentemente sì, visto che arrivano davvero tanti pazienti che cercano di rimediare ai danni fatti nei centri della Romania, ad esempio.
Chi sono le vittime del turismo dentale?
Sono pazienti di età compresa tra i 45 e i 65 anni. Tutta gente che richiede impianti di protesi. E’ il classico specchietto per le allodole che attira quanti non hanno grossi mezzi economici e che sono poi costretti a spendere il doppio.
Anche se devono sostenere altre spese: viaggio, soggiorno…
No, perché esistono pacchetti completi, comprensivi di intervento, viaggio e soggiorno. Spesso sono pacchetti organizzati dalle stesse agenzie turistiche. Sono polemico, ma immagini cosa vuol dire: la salute in mano alle agenzie turistiche.
m.g.f.

n. 10 / Dicembre 2017

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