Foggia al voto Candidati sindaco a confronto

Foggia al voto Candidati sindaco a confronto

Antipolitica, sicurezza, tasse e pari opportunità: primo confronto tra i candidati sindaci nella redazione di 6Donna
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A cura di  Maria Grazia Frisaldi e Mariangela Mariani

Seduti allo stesso tavolo e posti dinanzi alle medesime questioni: quelle di ordine quotidiano, concrete, popolari. E’ così che i tre candidati sindaco che hanno partecipato, lo scorso 3 aprile, all’incontro sulla Foggia che verrà organizzato dalla redazione di 6Donna, si sono presentati: senza claque e sostenitori. Hanno bussato alla nostra porta immaginando di doversi sottoporre ad un “fuoco di fila”, salvo poi dare vita ad un incontro pacato e civile - come non accadeva da tempo - con qualche guizzo polemico (per lo più precisazioni, puntualizzazioni) e qualche frecciatina politica. Insomma, il minimo consentito per mantenere vivo il gioco delle parti, in campagna elettorale.
Seduti allo stesso tavolo e posti dinanzi alle medesime questioni, dicevamo. Solo così potevamo tratteggiare tre personalità così diverse e distanti, così come differenti sono i modi di vivere e intendere la città possibile nel post-Mongelli.
Loro sono (in rigoroso ordine alfabetico) Lucia Lambresa, Augusto Marasco e Luigi Miranda, ormai nel pieno delle relative campagne elettorali. Pacato e meditabondo, come un giocatore di scacchi, è Augusto Marasco: guarda spesso l’orologio che corre e appare infastidito quando viene ricordato loro di contenere gli interventi in un tot di tempo stabilito. L’esatto opposto di Lucia Lambresa. Lei - ma questo lo sapevamo già - alla testa ha sempre aggiunto la pancia: semplice e diretta, attacca e schiva continuamente.
Nel mezzo c’è Luigi Miranda, con la sua voglia di rinnovamento e le sue proposte per sostenere le best practice in città. Ascolta i suoi competitor e annuisce, a volte approva con tanto di pollice recto, altre volte tiene le distanze, prendendo nota di tutto con la sua stilografica nel blocco note. Miranda, Lambresa e Marasco hanno accettato il confronto e l’incontro - mediato attraverso queste pagine - con la città. Assente giustificato il candidato sindaco Leonardo Di Gioia per sopraggiunti impegni nella Capitale e assente giustificabile il candidato del centrodestra Franco Landella che, spiega, accetta di confrontarsi solo con la città. Non pervenuti, per motivi di differente natura, i consensi dei candidati Domenico Fiano (Onda del Popolo) e Giuseppe Martorana (Forza Nuova).
E mentre il giornale sta per essere chiuso in redazione, una settimana dopo la nostra tavola rotonda, il Movimento Cinque Stelle nomina Vincenzo Rizzi candidato pentastellato e Gianfranco Piemontese candidato sindaco della lista L’Altra Foggia a Sinistra.

Non ci può essere una inversione di rotta se non si ha piena consapevolezza del posto in cui ci troviamo e della meta da raggiungere. E allora vi chiediamo: a che punto è la città? Verso quali lidi vogliamo traghettarla?
Lambresa: Il mio obiettivo è recuperare la fiducia che i cittadini hanno perso nelle Istituzioni. Per questo vorrei che la prossima Amministrazione fosse in grado di rilegittimare le Istituzioni come luoghi in cui si prendono le decisioni e non si lasciano incancrenire i problemi. E’ questa la presentazione del nostro agire politico: concretezza e trasparenza.
Marasco: dove siamo è evidente: a tutti è noto lo stato di sofferenza in cui versa la città. L’apertura di credito nei miei confronti dice che i cittadini vogliono partecipare alle scelte per il loro futuro: sono certo che verrà colta l’opportunità del meccanismo della doppia preferenza perché - ne sono convinto - con le donne si lavora meglio e, se mi sarà data l’opportunità, il rinnovamento partirà proprio dalla composizione della mia Giunta…
Miranda: Abbiamo assistito, nel corso di quest’ultima consiliatura, a molti eventi drammatici: dall’adesione al Salva Città (per me un “dissesto pilotato”) alla fine della municipalizzata Amica e del suo sottobosco di cooperative. Dolosamente, le classi dirigenti che si sono alternate hanno tolto la speranza ai foggiani, facendo credere loro che la città fosse in uno stato comatoso irreversibile. Ma Foggia non è questa: è arrivato il momento consegnare la città ad una classe dirigente di persone oneste e competenti per renderla finalmente attrattiva sotto tutti i punti di vista.
Arresti eccellenti al Comune di Foggia: l’accusa di concussione entra nel Palazzo. Le liste pulite e il potere della tecnostruttura. Il consigliere arrestato insieme al dirigente era stato eletto nella lista di Lucia Lambresa. L’architetto è stato assessore in una materia affine ai lavori pubblici. Lei non aveva mai capito nulla?
Marasco:  Non trascorsero otto mesi dal mio insediamento che già lamentai una serie di inefficienze della tecnostruttura paventando la possibilità di dimettermi. Mi sono adoperato fortemente affinché il processo di riorganizzazione portasse all’unificazione dei Servizi Urbanistica, Lavori Pubblici e Suap, che rilasciano permessi di costruire e che non colloquiavano tra di loro. È chiaro che anche la politica e i livelli decisionali devono avere un ruolo fondamentale di indirizzo. Quando esiste un quadro di regole certe vale per tutti, e non c’è la possibilità di individuare scorciatoie o alternative.
Lambresa: Nel momento in cui mi sono dimessa, c’è stata una diffida formale ai due consiglieri della mia lista ad utilizzare il mio nome e il mio simbolo. Questa volta, ho registrato l’associazione e tutti gli iscritti hanno firmato un codice etico. Vicende del genere sono eclatanti e vengono sbattute in prima pagina, però nel corso di questi anni non si può certo dire che l’amministrazione comunale sia stata immune da avvisi di garanzia, indagini e processi. Tempi certi nell’adozione dei provvedimenti e nella loro attuazione potrebbero contribuire a non incorrere più in queste situazioni. Quando invece anche per la richiesta di occupazione del suolo pubblico devi fare il giro delle sette chiese è chiaro che da qualche parte si può inserire l’elemento di turbativa.
Miranda: Nel momento in cui manca un controllo sulle procedure che insistono in alcuni settori è evidente che determinati soggetti formano dei veri e propri potentati, dei mini-regni. Dobbiamo fare in modo che gli assessori competenti, i vari dirigenti, ma anche i funzionari e gli impiegati abbiano controlli stringenti e continuativi. L’onestà credo sia un valore assolutamente irrinunciabile per i candidati. La lista Miranda Sindaco non ha volutamente intercettato personaggi che avessero ricoperto ruoli in politica fino a questo momento, eccezion  fatta per il sottoscritto, per dare un rinnovamento reale.  
Il vento dell’antipolitica soffia ancora, forte. Si teme un’alta percentuale di astensionismo. Come pensate di intercettare il voto degli scontenti? Come riavvicinare i giovani alla politica?
Miranda: La politica ha dato un pessimo esempio in questi anni anche nella nostra città. È un’antipolitica che non deve essere demonizzata ma dev’essere compresa e analizzata profondamente nelle sue radici perché da lì dobbiamo ripartire. È necessario spiegare a questi amici che non hanno più intenzione di votare che purtroppo non fanno un favore agli altri e che è necessario andare a votare in maniera cosciente, senza seguire le solite logiche legate al voto di scambio o alla promessa di un posto di lavoro.  Dobbiamo spezzare questa logica che ha portato la città nello stato in cui vive.
Lambresa: Io vengo da un’esperienza politica che mobilitò molto i movimenti giovanili anche in maniera contrapposta - mi riferisco agli anni 70 - e posso dire però che a quell’epoca l’essere contro il sistema generava partecipazione e quindi un desiderio di rappresentanza anche tra le fasce di emarginazione politica. Auspicherei che avvenisse la stessa cosa: finché l’antipolitica trova in una forma organizzata, sul web o altrove, la possibilità di arrivare nelle istituzioni sono tranquilla. Mi preoccuperebbe molto di più se l’antipolitica si traducesse nel rifiuto della democrazia e delle istituzioni.
Marasco: È evidente la distanza che vivono i cittadini oggi rispetto alla politica. Ho avuto modo di constatare personalmente che tanta gente che è venuta a votare alle primarie era gente delusa dalla politica, dall’offerta del centrosinistra e del centrodestra, persone che da anni non votavano. Se riusciamo a stimolare le corde giuste tanta gente si riavvicinerà e darà un’apertura di credito alla politica che dovrà rigenerarsi partendo da questo segnale. Per quanto riguarda i giovani, ho un sogno ma ritengo che non sia solo tale perché appartiene alla programmazione che bisognerà mettere in atto: creare almeno 20 imprese di ragazzi che possano lavorare con la cultura e le nuove tecnologie.  
Tasse. Sul fronte fiscale per via del Salva Città la prossima amministrazione sarà ingessata. Però ci sono dei margini per ridurre il carico fiscale, soprattutto sulle imprese, sui commercianti.
Lambresa: L’operazione verità sul decreto Salva Città è una delle cose che faremo appena ci insedieremo per conoscere i margini di manovra. L’ultima cosa che io e la nostra lista faremo è quella di illudere la gente che dal giorno dopo tutto andrà bene, perché la bacchetta magica non ce l’abbiamo. Allora se le tasse sono commisurate al costo dei servizi agiremo sul costi dei servizi. Se i costi dei servizi presentano delle spese che non trovano giustificazione o che possono essere riviste noi lo faremo volentieri. Sempre che il governo non continui con questa logica di vessazione nei confronti dei comuni.
Marasco: io credo che una riduzione della tassazione, a meno di leggeri aggiustamenti, non sarà possibile. Questa tassazione serve per assicurare i servizi che significano prendersi cura della città: manutenzione delle strade, pubblica illuminazione, rifiuti. Credo che si debba abbandonare la politica dell’improvvisazione. Sulla scorta delle risorse a disposizione bisognerà individuare gli strumenti concreti per dare risposte in termini di qualità dei servizi.
Miranda: È ovvio che non ci sia la possibilità nel breve tempo di abbassare le tasse. Noi abbiamo inserito nel programma un’opzione che in altre città d’Italia sta funzionando bene: nel momento in cui il Comune è nell’impossibilità di poter garantire questi servizi, i commercianti possono consorziarsi con dei contratti di rete, convenzionandosi con il Comune. Gli stessi commercianti possono porre rimedio ai disservizi che il Comune nell’immediato non è capace di garantire per mancanza di fondi, dallo smaltimento dei rifiuti alla potatura degli alberi, e poi il Comune dovrà comminare agli stessi uno sconto nelle tasse rispetto a quanto hanno speso.
Serve un piano straordinario di manutenzione delle strade. Molte zone della città sono al buio: da anni non si sblocca la gara d’appalto per la pubblica illuminazione. Ma sapete dove trovare le risorse, i soldi?
Marasco: Abbiamo 85 km di rete cittadina. Ci sono fonti finanziarie destinate a questi interventi e sono quelle che rinvengono dal rilascio dei permessi di costruire in ordine agli oneri di urbanizzazione primaria. Lo scorso anno abbiamo incassato 1 milione 400mila euro. Potevamo rifare ex novo 14 km di strade. Non è possibile gestire in emergenza: la nostra città ha la necessità di programmare. Così per il bando della pubblica illuminazione che si è eternato fino ad oggi: siamo clienti in fascia privilegiata, significa che l’energia elettrica che paghiamo costa di più. Se consideriamo quello che abbiamo pagato fino ad oggi e se quegli importi fossero stati aggiunti a quelli messi a gara, le imprese avrebbero partecipato.
Miranda: Devono spiegarci il motivo per il quale le strade sono ridotte in questo stato: o la manutenzione non è stata fatta per niente oppure abbiamo pagato a vuoto e bisognerà dare un volto a precise responsabilità. Bisogna uscire dalla logica emergenziale per programmare un rifacimento completo del manto stradale. Certamente nell’immediato non sarà possibile per tutti gli 85 km, ma i fondi si possono reperire per esempio dismettendo alcuni immobili comunali inutilizzati. Oppure potremmo pensare di rispolverare una vecchia opzione affrontata male, quella della vendita di alcuni immobili occupati da privati: risparmieremmo circa otto milioni di euro annui per la manutenzione.
Lambresa: come al solito sembra che siamo stati appena calati da Marte tutti quanti. Il collega Marasco parla oggi di un provvedimento che dovrebbe essere supportato economicamente dai permessi a costruire. Questo significa che bisogna costruire ancora per continuare a fare le strade. Non è possibile che anche nelle poche strade che sono state fatte ex novo e pagate, il giorno dopo passa Fastweb o l’Enel e le sventra. Io intendo programmare, e questo lo devono fare gli uffici, i dirigenti. Io do l’indirizzo per programmare in cinque anni il rifacimento di un numero di chilometri di strade e me lo deve dire lui quelle che sono prioritarie, poi mi deve dimostrare che ogni anno lo ha fatto.
Tema strettamente connesso alla sicurezza. Il numero dei furti d’auto in città è impressionante, la percezione di sicurezza tra i cittadini è ai minimi storici.  Cosa proponete?
Miranda: Innanzitutto una maggiore presenza della Polizia municipale, in maniera costante e continua, in tutta la città. Anche perché ritengo che abbia quantomeno nel numero dei suoi componenti la possibilità di garantire un presidio, soprattutto nelle zone più difficili. Ho avuto un dibattito qualche tempo fa con il sindaco Gianni Mongelli sul discorso della prostituzione dinanzi al cimitero che ritengo sia assolutamente vergognoso, che va combattuto. Sono convinto che sia abbastanza semplice provarci: basta piazzare delle pattuglie della polizia municipale per una settimana.
Marasco: il tema della sicurezza è legato a quello della legalità. Dobbiamo innanzitutto risvegliare il senso civico dei cittadini che devono diventare i primi controllori. È chiaro che questa azione deve accompagnarsi ad una maggiore presenza della polizia urbana. Questo non può essere affidato unicamente all’Amministrazione comunale: bisognerà rivedere in che termini le forze dell’ordine possono affiancare la Polizia Urbana in questo presidio del territorio che non significa militarizzare la città, ma dare la percezione della presenza dello Stato. Quanto alla prostituzione credo che l’amministrazione debba aiutare tante giovanissime a uscire fuori da questa condizione con azioni di supporto.
Lambresa: La sicurezza è stata uno degli argomenti che abbiamo affrontato quando eravamo convinti che si potesse cambiare la città al di là delle formule e delle alleanze tradizionali, tanto da aver tenuto un Consiglio comunale monotematico nel febbraio 2010. Io assunsi due impegni in quell’occasione: l’approvazione del nuovo regolamento della Polizia Municipale che prevedeva la formazione e l’armamento, e il regolamento per la videosorveglianza per l’installazione delle telecamere in città. Bisogna riscrivere il patto per la sicurezza della città di Foggia. Quello che ha generato la collaborazione è ormai obsoleto: sono cambiati i tipi di reato, i luoghi dove vengono consumati, è cambiato anche l’atteggiamento del cittadino e talvolta si è incancrenito il rifiuto del rispetto delle regole.
Ora parliamo di donne. Sentite di poter prospettare una parità di genere in Giunta? Che programmi avete in favore delle donne?
Lambresa: L’otto marzo abbiamo dedicato una delle nostre “conversazioni” alla città e alle donne domandandoci se reciprocamente si amano. È venuto fuori che i tempi non sono assolutamente conciliabili perché il trasporto pubblico ha le sue deficienze e i costi dei servizi non sono abbordabili. Il peso maggiore ricade sulle donne. Nelle liste, bene le donne purché consapevoli, in Giunta il numero degli assessori è ridotto dalla legge però mi auguro di avere competenze femminili da valorizzare, adeguate a quello che è il mio disegno di amministrazione.
Marasco: L’amministrazione della quale ho fatto parte negli ultimi due anni ha istituto la consulta delle pari opportunità che celebrerà un anno proprio in occasione dell’appuntamento elettorale. Mi auguro che la doppia preferenza sia d’impulso ad un rinnovamento sostanziale della compagine consiliare. Il mio impegno è quello di dare visibilità concreta a partire dalla composizione della Giunta, salvaguardando il principio “persone giuste al posto giusto”.
Miranda: Noi sediamo su una bomba ad orologeria che si chiama emergenza sociale. Un dramma per le famiglie, prese dalla disperazione, e la donna gioca un ruolo di straordinaria importanza. La politica deve essere vicina a queste situazioni mettendo a disposizione sportelli con degli psicologi. Le donne che lavorano non hanno la possibilità di fare la politica e il proprio lavoro perché anche in questo caso non c’è un welfare degno di questo nome, non ci sono asili nido nelle aziende che dovrebbero essere la regola. Dare soltanto la doppia preferenza lasciando completamente la donna nell’impossibilità materiale di poter svolgere il ruolo di lavoratrice, mamma e politico è un’ipocrisia.
Che percentuale pensate di totalizzare al primo turno?
Lambresa: noi non facciamo questo ragionamento. Tra l’altro, guarda caso, noi siamo certi di portare in Consiglio comunale una rappresentanza femminile.
Marasco: 50 più un voto.
Miranda: (“che non è il mio”, scherza rivolgendosi all’architetto, ndr) Le percentuali le potremmo anche dire perché abbiamo realizzato sondaggi  ma la cosa importante è la grande simpatia che nutre la gente nei nostri confronti.

un sorso di veleno
Non abbiamo resistito alla tentazione di torturare gli aspiranti sindacocon qualche domanda scomoda e impertinente.
Coraggiosamente non si sono tirati indietro e hanno tirato fuori gli scheletri dall’armadio. A loro va l’onore delle armi.
Luigi Miranda lei viene dagli Azzurri, poi è passato nell’Udc. Avrebbe voluto essere il candidato sindaco del centrodestra e poi ha ripiegato su una lista civica. Se non dovesse vincere lei e qualora ci fosse un secondo turno, quando arriverà il momento degli apparentamenti cosa farà, visto che nel centrodestra il rapporto coi suoi amici si è incrinato?
Non ho nemici perché faccio politica nell’interesse dei cittadini. Sui passaggi le dico che alcune volte per non cambiare idea è necessario cambiare partito, soprattutto quando i partiti sono gestiti da soggetti che hanno paura di chi ha voglia di lavorare. La mia scelta non è stata un ripiego, tutt’altro. Cosa succederà al primo turno io non lo so. Ci sono sondaggi che spero che vengano confermati, però dovremo capire quali saranno i risultati veri. A quel punto riuniremo tutti i candidati della nostra lista: non c’è un padre padrone nella lista Miranda Sindaco decidiamo in maniera corale nell’interesse della cittadinanza.

Augusto Marasco le continuano a dire che è un uomo di destra prestato alla sinistra. E un candidato di sinistra non c’è. Lei cosa risponde? E poi, dopo le primarie, lei ritiene di guidare una coalizione unita?
Io non ho mai avuto una tessera di partito. Ho fatto parte di un’amministrazione di centrosinistra nel corso di questi ultimi due anni. La mia è stata una scelta di coerenza perché ho votato nel 2012 per la scelta del candidato premier, alle parlamentarie del PD, alle primarie per l’elezione del segretario cittadino del PD. Io non ravviso alcun elemento di contraddizione. La partecipazione alle primarie è stata della cittadinanza, non soltanto di truppe cammellate che si riferiscono ai partiti. E’ questo il segnale che vorrei sottoporre a di chi oggi deve riconoscersi in un candidato sindaco. Quanto alle contraddizioni che vengono superate perché Rifondazione Comunista e Sel per problemi oggettivi di mancanza di quadri dirigenti si tirano fuori dalla coalizione, diciamo che ci siamo parlati fino ad un certo punto e questa storia è finita così, a metà.

Lucia Lambresa anche lei ha fatto qualche passaggio, ma soprattutto ha fatto un accordo con il centrosinistra di Gianni Mongelli che per alcuni ha rappresentato un tradimento. Crede di aver creato “confusione” e di aver perso voti rispetto ad allora?
No, Alleanza Nazionale si è sciolta, nel 2009 nasceva il PDL e io non ho aderito a questo progetto politico ma ho scelto di correre con una lista civica che portava il mio nome e che poi ha trovato la disponibilità al sostegno da parte dell’UDC e di altre liste civiche. Al secondo turno, sulla scorta di una mancanza di volontà del candidato sindaco del centrodestra di ricucire la diaspora e rispetto invece ad una disponibilità manifestata da parte del sindaco Gianni Mongelli a recepire le nostre istanze programmatiche la coalizione che mi aveva sostenuto ha detto sì. C’è stata una stretta di mano tra me e Gianni Mongelli davanti alla gente, in piazza, stabilendo quali erano i principi ai quali non bisognava derogare. Dopo un anno e mezzo Mongelli - non il centrosinistra - è venuto meno a quel patto e io ho abbandonato l’amministrazione. Siamo stati defraudati del nostro diritto di rappresentanza consiliare e di possibilità di incidere nelle scelte dell’amministrazione. Questa volta io vinco, quindi non ho bisogno di apparentarmi.   

Piccolo vademecum per il voto

Gli altri candidati

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n. 10 / Dicembre 2017

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