“Campi Diomedei”, il parco nel cassetto

“Campi Diomedei”, il parco nel cassetto

Proposte e progetti fermi al palo. Ma la città non dimentica. Un intervento da 10milioni euro. Il sindaco:  “Per le risorse stiamo lavorano a livello regionale”

Sulla necessità di spazi verdi e nuovi parchi cittadini, i foggiani non possono permettersi certo di avere memoria corta. E attendono - calendario alla mano e nodi ai fazzoletti - la realizzazione di tutte quelle progettualità presentate nel tempo e rimaste “ferme al palo”, per carenza di fondi o per sopraggiunti cortocircuiti burocratici. E’ il caso, ad esempio, del progetto del Parco archeologico urbano “Campi Diomedei”, sulle cui sorti il primo cittadino è stato interpellato anche in occasione del recente forum pubblico promosso ed organizzato dalla redazione della web tv Foggia Città Aperta (ne parliamo più diffusamente nella pagina ‘FoggiaNotes’, ndr). Un progetto ambizioso e chiuso nel cassetto dal febbraio dello scorso anno, ovvero da quando è stato decretato il vincitore del concorso internazionale di idee che aveva come base di progettazione quell’area cittadina di 23 ettari che si estende nel triangolo tra via Caggese, via Guglielmi e viale Fortore. Insomma, l’area dell’ex-ippodromo.
A tutt’oggi, però, il parco archeologico urbano “Campi Diomedei” esiste solo sulla carta, o meglio nelle belle tavole del progetto “Contesti”, firmato da Efisio Pitzalis, docente della facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli, e dal suo team; un progetto in grado di armonizzare il centro cittadino con un “polmone verde” che da una parte racchiude e protegge il nodo storico-archeologico della città, mentre dall’altro costituisce una “cerniera” tra realtà già esistenti (Teatro Mediterraneo, Villa comunale, Università e nuovo quartiere fieristico).
Creare, in sostanza, un continuum fisico e percettivo tra i diversi trattamenti del verde e tra i ritrovamenti archeologici dell’area dei Campi Diomedei (che negli anni ha restituito preziosi reperti risalenti al Neolitico) e della vicina Villa Comunale cittadina, tutto mediante l’utilizzo di materiali eco-compatibili e riciclabili con i quali conformare le coperture dei resti e dei manufatti di servizio, secondo i più innovativi criteri di bio-edilizia. Una proposta progettuale, ma soprattutto un invito a cambiare la percezione del centro cittadino, la cui previsione sommaria di spesa è di 9milioni e 931mila euro, a fronte dei 10milioni ipotizzati nel parco progetti di area vasta “Capitanata 2020”.
Al concorso di idee (promosso nel 2008 dagli allora assessori comunali Franco Mercurio, Michele e Potito Salatto e Giovanni Cipriani, e bandito nel gennaio 2009) parteciparono docenti, architetti ed esperti di settore iscritti negli Ordini professionali d’Italia e non solo. Poche, ma imprescindibili, le linee guida da seguire per il rivoluzionario intervento che si situa, appunto, nel Sistema di Fruizione dell’Archeologia e del Patrimonio Connesso del Piano “Capitanata 2020”: valorizzazione delle presenze archeologiche del sito, progettazione di un grande spazio verde attrezzato, realizzazione di servizi per l’intrattenimento, la cultura e il tempo libero.
Sollecitato sul tema, durante il faccia a faccia con la città, il primo cittadino ha stretto le spalle, spiegando: “stiamo lavorando a livello regionale affinché nelle economie della programmazione 2007-2013 ci siano le risorse necessarie per avviare questa operazione”. E in risposta a quanti esprimono ancora dubbi e riserve sul progetto ha aggiunto: “è tutto in rete, per essere consultato nella massima trasparenza: la proposta progettuale può essere visionata all’indirizzo www.urbanisticafoggia.org, corredata da tavole e tipologie di interventi. Non vi saranno né speculazioni edilizie né interventi di sfruttamento del territorio. E’ un parco urbano sul quale sarà possibile aprire momenti di confronto tematici con la città, avviare tavoli di discussione, reali o virtuali che siano”. Sulla tempistica, dunque, non è possibile fare previsioni, ma la città ha stretto un altro nodo al fazzoletto.              
Maria Grazia Frisaldi

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf