L’agonia di teatri e musei foggiani

L’agonia di teatri e musei foggiani

Controlli a raffica sulla sicurezza. Una spada di Damocle sui centri di aggregazione cittadini. Mediterraneo e Giordano chiedono vendetta
Mentre tiene banco la diatriba tra teatri pubblici e associazioni di promozione culturale, i musei provinciali rischiano l’abbandono a causa della spending review

Gli spazi deputati a rinnovare, custodire e salvaguardare la cultura a Foggia sono sempre più a rischio. Uno dopo l’altro stanno cadendo, chi a colpi di controlli sulla sicurezza (teatri pubblici e associazioni culturali), altri sotto la scure di un nemico oscuro chiamato spend review (musei provinciali), chi offeso da grossolani errori di progettazione (Teatro Giordano) e chi ferito da inspiegabili e gratuiti atti di vandalismo (Teatro Mediterraneo). Per i teatri, in particolare, è scoppiata una guerra, giocata sulla distinzione (in realtà affatto chiara) tra teatri pubblici e associazioni di promozione culturale: queste dovrebbero rispondere a requisiti di sicurezza meno severi rispetto ai primi. Così però, non sembra essere stato, tant’è vero che negli ultimi tempi si è adottata la politica della tolleranza zero nei confronti di tutti. Della decina di strutture presenti a Foggia, poche quelle rimaste aperte. Da noi interpellati, polizia amministrativa e vigili del fuoco hanno preferito non rilasciare dichiarazioni “trattandosi – è la giustificazione adottata – di una attività ancora in corso”. Qualche informazione, più che altro una opinione assolutamente personale, ci è stata fornita dall’assessore comunale alla valorizzazione del Patrimonio Pippo Cavaliere che, contestualmente, ci ha dato un parere tecnico sullo stato attuale dei Teatri Giordano e Mediterraneo di cui è diretto responsabile.
Perché ci si è così accaniti tanto con questi controlli, tutti insieme e proprio ora?
Premettiamo che l’azione portata avanti da polizia e vigili del fuoco è assolutamente legittima: è in gioco la sicurezza di un teatro e di chi lo frequenta.
Questo è chiaro, ma viene anche da chiedersi fino a ieri cosa accadesse…
Io faccio questo ragionamento… forse si è arrivati a questa situazione dopo che ci sono state una serie di sollecitazioni da parte dei vigili del fuoco e delle autorità competenti ai vari responsabili delle strutture in questione per le quali non c’è stato alcun riscontro. Capisco che il cittadino possa chiedersi perché tutti insieme e con tanta determinazione, ma bisogna anche vedere da quanto tempo le autorità competenti chiedessero che la situazione venisse regolarizzata. Poi, ho la sensazione che ci sia stata anche una lotta interna tra i vari gestori dopo i primi controlli.
Cosa serve per ottenere l’agibilità di un teatro?
Per poter avere l’agibilità bisogna fare un progetto che preveda la realizzazione di un’opera rispondente alle norme di sicurezza sotto ogni punto di vista. Fatto questo, la commissione di vigilanza prima e i vigili del fuoco dopo esaminano il progetto e lo approvano. Eseguiti i lavori la commissione di vigilanza confronta progetto e opera realizzata e, se sono conformi, concede l’autorizzazione. Per esempio anche il teatro del fuoco all’inizio dei controlli è risultato mancante di un documento, una piccola formalità, subito sanata.
Passiamo al Giordano: a che punto siamo?
Abbiamo verificato una serie di violazioni di natura penale da parte dell’impresa appaltatrice per le quali la magistratura ha aperto una inchiesta. C’è inoltre un grosso contenzioso, sempre con l’impresa appaltatrice, la quale abbiamo contestato l’esecuzione di alcune categorie di lavori non a regola d’arte, cosa che preclude la possibilità di avere il nulla osta da parte dei vigili del fuoco. Un altro aspetto, grottesco a mio parere, di cui mi sono reso conto dalla lettura degli atti e dai sopralluoghi effettuati, è che, a fronte di un grosso impianto di spegnimento incendi, il teatro non ha la potenza adeguata. Per questo è stato necessario progettare una cabina di trasformazione. Abbiamo avuto in questi giorni il nulla osta da parte della Soprintendenza a realizzarla nel parcheggio retrostante. L’obiettivo è chiudere il 2013 ponendo fine alla questione e riaprendo finalmente il teatro.
Il Mediterraneo invece?
Anche il Mediterraneo non ha il certificato di prevenzione incendi. Avevamo fatto un progetto per la messa a norma di circa 500.000 euro. Date le condizioni delle finanze comunali, il bando prevedeva, sulla base di un progetto culturale, l’affidamento in concessione per un periodo di 15 anni e chi si aggiudicava l’appalto doveva sobbarcarsi il costo delle opere. Quale è stato l’inghippo? Mentre stavamo per procedere con la gara ci sono stati altri gravissimi atti vandalici, per cui l’importo dei lavori è lievitato. Stiamo preparando nuovamente il progetto per mandarlo in gara. Non è possibile oggi stabilire i tempi necessari, ma saranno più lunghi rispetto a quelli del Giordano.
Anna Russo


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n. 10 / Dicembre 2017

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