Peba, a che punto siamo?

Peba, a che punto siamo?

Si chiama Peba, ovvero il Piano di Abbattimento delle Barriere Architettoniche ed è uno strumento di cultura e civiltà che ogni Comune dovrebbe adottare per rendere la città realmente fruibile a tutti. Si tratta di uno strumento di censimento di tutte le barriere architettoniche, che permetterebbe per la prima volta all’Amministrazione comunale di avere una conoscenza integrale di tutti gli “ostacoli” presenti in edifici e spazi pubblici.
Una ricognizione di base necessaria e propedeutica alla programmazione di interventi organici e omogenei per rendere Foggia (come qualunque altra città) realmente accessibile. Sul fronte, per questa battaglia, ci sono gli attivisti dell’associazione radicale “Mariateresa di Lascia” che, incassato un primo importante risultato, non mollano la presa. E spingono affinché si proceda a passi spediti verso la piena attuazione del piano.
Peba a Foggia, a che punto siamo?
Il 22 giugno del 2016 una nostra mozione è stata approvata all’unanimità da tutti i Consiglieri comunali. La mozione richiamava l’Amministrazione a dare immediata attuazione al Peba secondo gli obblighi di legge previsti nella L. 41 del 1986. Nel febbraio di questo anno è stato avviato l’iter amministrativo per la concreta redazione del piano che auspichiamo possa essere portato a compimento, nel più breve tempo possibile, per garantirne l’effettiva redazione e la sua successiva attuazione.
Da tempo l’associazione radicale ‘Mariateresa Di Lascia’ è impegnata nel sollecitare l’adozione del Peba, un obbligo di legge risalente al 1986. Eppure, nonostante i 31 anni di ritardo (culturale, civile, sociale), il Comune di Foggia è stato il primo in Puglia ad avviare il processo…
Come radicali foggiani rivolgiamo la nostra attenzione alla concreta affermazione dei diritti fondamentali della persona. In questa prospettiva ormai nel lontano 2015 promuovemmo con l’associazione Luca Coscioni un seminario a Foggia, per spiegare cosa fosse il Peba, le potenzialità dello stesso nel garantire l’effettivo abbattimento delle barriere architettoniche e permettere a tutti di poter vivere pienamente la nostra città autonomamente. Dopo il convegno abbiamo iniziato un’azione di sollecitazione verso i componenti del Consiglio comunale perché il piano divenisse realtà per Foggia. Un’azione che si è prodotta in una serie di proficue audizioni in commissioni e l’adozione della mozione del 22 giugno del 2016, che ha reso Foggia la prima città pugliese a dare impulso per l’adozione del Peba. Ci auguriamo che ai passi fatti si aggiunga quello decisivo, quello dell’effettiva attuazione e adozione del piano da parte dell’amministrazione. Una passo di civiltà, di rispetto dei diritti di tutti i cittadini, che ponga la nostra città all’avanguardia.
L’affidamento dell’incarico per la redazione del piano, però, è solo il primo passo di un più complesso iter tecnico e burocratico. Quali devono essere i prossimi passaggi e quali le tempistiche e le responsabilità?
Foggia, come la gran parte delle città italiane anche esse sprovviste del Peba, presenta molteplici barriere architettoniche, dallo scivolo assente in molti marciapiedi in corrispondenza dei passaggi pedonali ad idonei accessi in molti edifici pubblici. Negli anni, con la crescita della consapevolezza e degli obblighi normativi, sono stati fatti numerosi interventi ma tutti caratterizzati dall’essere disomogenei e disorganici. Una semplice passeggiata per la città restituisce tale immagine potendosi facilmente imbattere in strade nelle quali alcuni marciapiedi hanno gli scivoli, altri non li hanno e - se vi sono - sono poco manutenuti o ormai inaccessibili.
Ciò genera ancor più difficoltà per chi, diversamente abile, deve muoversi in questa giungla di difficoltà. Con il Peba si potrebbe finalmente pianificare un organico abbattimento delle barriere architettoniche. Sarà il primo passo per il superamento delle barriere culturali e la crescita di una comunità più unita.                 (m.g.f.)

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n. 10 / Dicembre 2017

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