ULTIMI

ULTIMI

Non serve aspettare il verdetto delle classifiche dei piagnistei sulla qualità della vita che a fine anno relegano Foggia tra le città sfigate. Arronzare una posizione nei rapporti annuali, nella migliore delle ipotesi, non può costituire un’attenuante e mettere al riparo le coscienze. Una città che condiziona e limita l’autonomia di una persona con disabilità è ultima.
È sufficiente l’indicatore dell’accessibilità per cucire una maglia nera addosso a Foggia, è inutile spulciare le graduatorie in cerca di un sussulto tra i servizi. Foggia è ultima perché rende la vita impossibile a un suo figlio cieco o sulla sedia a rotelle o a chiunque abbia un problema di deambulazione.
Ammantarsi di sensibilità e competere da campioni di solidarietà non lava le colpe di una città che annaspa nell’inciviltà e si mette l’anima in pace quando cede il passo ad una carrozzina per strada.
La piena fruizione degli spazi è un concetto che non afferisce solo al mondo della disabilità, ma interessa anche chi, seppur solo temporaneamente o in un arco della vita, ha a che fare con la difficoltà di muoversi ed accedere a luoghi pubblici o privati. La vivibilità si misura nel rapporto quotidiano con i disagi e le asperità, con le piccole sconfitte di una sedia a rotelle costretta a mescolarsi al traffico perché il marciapiede è un disastro, con le nonne che inciampano e si fanno una maschera di sangue, con le mamme che spingono a fatica un passeggino lungo un percorso perennemente accidentato e irto di ostacoli. E se fosse sempre pronta la scusa delle casse vuote, non trova giustificazione alcuna un Comune, la casa del cittadino per antonomasia, off-limits per una persona con disabilità. Piuttosto che eliminare le barriere esistenti aggiunge paletti (i “tornelli” dell’ingresso laterale sulla piazza del parcheggio sotterraneo).
Un mese fa, Massimiliano Contini, un giovane assai in gamba che affronta le difficoltà della vita con un sorriso, ha mostrato sui social, amareggiato, l’immagine di una sua amica che ha dovuto chiedere l’aiuto di cinque persone per entrare e uscire dalla sala matrimoni di Palazzo di Città (in foto). Lui stesso, a luglio, per poter assistere alla presentazione dei Campionati europei di scherma al Teatro Umberto Giordano ha chiesto aiuto ai suoi amici affinché lo portassero di peso al terzo piano, fino alla Sala Fedora. Ad ogni due e tre, Massimiliano si ritrova gli scivoli sbarrati dalle automobili.
Non si avvilisce, semmai si indigna, e da lui c’è tanto da imparare anche solo quando lascia un pensiero in bacheca. La sua lista dei luoghi inaccessibili è lunga e completa: banche, uffici, chiese, negozi, lo stadio (“siamo posizionati come sardine in una scatola con il rischio che la pioggia ci inzuppi tutti”). Le sue conclusioni, quelle di un ragazzo di 29 anni, solare, uno sportivo, sono ingombranti, coprono di vergogna e di imbarazzo un’intera società: “La nostra vita non è facile ma viverla nelle condizioni che ci offrite è umiliante, avvilente”.
Nessuna classifica potrebbe mai restituire una medaglia in petto, Foggia è già fanalino di coda. Gli ultimi non sono loro, gli ultimi siamo noi.   

L’accessibilità secondo il sottosegretario Dorina Bianchi
Verso una normativa omogenea
Le nuove disposizioni per il coordinamento della disciplina in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, rimaste a lungo parcheggiate, incagliate da ostacoli burocratici, incassato l’ok unanime della Camera passano alla prova del Senato, per l’approvazione definitiva. La proposta di legge è finalizzata a superare la frammentazione delle disposizioni vigenti sull’accessibilità degli edifici pubblici e privati, aggiornandole anche alla luce delle innovazioni tecnologiche intervenute. La relatrice, la deputata Chiara Braga, l’ha descritta come un compendio del lavoro fatto anche nelle precedenti legislature, che questa volta ha la concreta possibilità di arrivare fino in fondo. In larga parte, è frutto di sensibilità femminili: la legge si compone di due proposte abbinate ed una reca il nome dell’attuale sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dorina Bianchi (in foto). “Nella mia attività parlamentare l’abbattimento delle barriere architettoniche è sempre stato un tema a me molto caro - ci spiega il Sottosegretario - Sono stata tra le promotrici dell’Osservatorio Parlamentare per l’Accessibilità e la fruibilità, che ho anche presieduto, al fine di dotare il nostro Paese di una normativa chiara in materia. Per questo ho accolto molto positivamente l’approvazione alla Camera della proposta di legge. “Dopo di noi”, Fondo per la non autosufficienza, riforma del Terzo Settore, legge sull’autismo: se anche questa sulle barriere architettoniche venisse approvata definitivamente e presto, saremmo di fronte a un ulteriore provvedimento sul sociale portato avanti da questo Governo. Anche in qualità di Sottosegretario del Mibact, con delega al Turismo, voglio sottolineare come questo tema della “cultura accessibile” e del “turismo accessibile” trova sostegno nel Piano Strategico del Turismo, varato dal Governo - prosegue la deputata Dorina Bianchi - Il Mibact al fine di superare le barriere architettoniche, cognitive e sensoriali per la piena fruizione del patrimonio culturale, ha elaborato le “Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale”. Quello che ci preme è che passi un concetto fondamentale: la cultura - conclude il sottosegretario Bianchi - è patrimonio di tutti, ed è per questo che vogliamo che l’accessibilità fisica, sensoriale e culturale siano requisiti imprescindibili per rendere pienamente – e finalmente - fruibili i luoghi della cultura a tutti i visitatori del patrimonio italiano”.
Mariangela Mariani


Lascia un commento

n. 10 / Novembre 2017

Scarica la tua copia in pdf