Asili nido aziendali, qual è la situazione?

Asili nido aziendali, qual è la situazione?

Il caso della struttura degli Ospedali Riuniti di Foggia: può ospitare 40 bambini ma non è mai stata utilizzata

Quanto è difficile coniugare il mestiere più bello del mondo, quello del genitore, con il proprio lavoro. Già, quanto? In Italia esistono delle strutture specifiche, gli asili nido aziendali. Uno spazio all’interno di una struttura aziendale, che accoglie i bambini di un’età compresa fra i 3 e i 36 mesi, organizzato in base ad orari flessibili, per andare incontro alle esigenze delle mamme lavoratrici. Il Ministero del Welfare ha ripartito fra le Regioni un Fondo per gli asili nido, istituito con la legge 448 del 2001, al fine di favorire lo sviluppo del sistema dei servizi per la prima infanzia. Ma non tutti sembrano averne usufruito. In Italia la situazione è parecchio indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa, ma a Foggia, nello specifico, la mancanza di queste strutture sembra mettere in evidenza una vera e propria necessità.
La più lungimirante in tal senso, era stata l’azienda Ospedaliera del capoluogo. Con una raccolta firme, già nel 2013, aveva sollecitato la nascita di una struttura che potesse accogliere i bimbi dei dipendenti, per la metà donne. La struttura, una delle pochissime in Puglia, oggi esiste: realizzata nel 2015 con i Fondi Fesr all’interno del plesso universitario, su una superficie di 650 mq, può ospitare fino a 40 bambini. Solo che non è mai stata utilizzata. Dopo un primo bando di gara, poi annullato, la gestione dell’asilo è stata affidata alla cooperativa “Nasce un sorriso”, di Potenza. Su internet è già disponibile una scheda per l’iscrizione, dettagliatissima, in cui si legge che “Il nido aziendale comunale è aperto dal 1 settembre al 31 luglio dell’anno educativo 2017/2018”. Raggiunti telefonicamente, però, non hanno saputo darci informazioni riguardo a una effettiva partenza delle attività. “Doveva aprire l’1 settembre, è vero, - spiega Antonio Pedota, direttore generale degli Ospedali Riuniti di Foggia - ma non sappiamo quante domande di iscrizione siano arrivate. Il prezzo è risultato essere troppo alto (costo mensile di e620 a bambino, ndr) e la situazione probabilmente andrà rivista”. Ma l’asilo, assicura, non resterà inutilizzato.
Altra azienda virtuosa, l’Università di Foggia, che dal 2013 porta avanti il progetto pilota ‘Spazio Gioco’. Un’area ricavata presso il Laboratorio di ricerca e studio per l’infanzia del Dipartimento di Studi Umanistici. Qui, le studentesse di Scienze della Formazione, a loro volta sostenute e assistite dai propri professori, organizzano per i figli dei dipendenti dell’Università una serie di attività didattiche, nel periodo estivo.
Il progetto, ideato da Antonella Cagnolati, referente delle Pari Opportunità dell’ateneo foggiano, sostenuto da Antonietta Colasanto, Consigliera di Parità della Provincia di Foggia. “Riteniamo fondamentale il sostegno alla genitorialità. Sono già 4 anni che proponiamo lo Spazio Gioco e i bambini aumentano di anno in anno. L’auspicio è che possa diventare una vera propria scuola materna”, ha detto la Colasanto.
Le politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia sono sostenute dallo Stato tramite l’Inps, che prevede l’erogazione di buoni lavoro per il baby sitting, in caso di congedo non goduto. E dei bonus asilo nido, un contributo spendibile per il pagamento delle rette rivolto alle famiglie con figli nati (o adottati) entro il primo gennaio 2016. Si possono ricevere fino a 1.000 euro, destinati al pagamento delle rette per la frequenza degli asili nido pubblici e privati. Erogato sotto forma di contributo mensile, per un massimo di 90,91 euro e 11 mensilità, il bonus non può superare il costo della singola retta. Per accedere al contributo, che può essere richiesto fino al 31 dicembre 2017, è necessario accedere al sito dell’Inps o fare richiesta presso un Patronato. Per l’anno educativo 2017-2018, il Comune di Foggia ha assegnato 130 contributi.
Ilaria Di Lascia

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n. 10 / Dicembre 2017

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