Dirigenti alle prese con gli adempimenti di fine anno, problema rimandato

Dirigenti alle prese con gli adempimenti di fine anno, problema rimandato

Anche a Foggia c'è qualche preoccupazione nella scuola primaria, ma nessuna levata di scudi

I dirigenti scolastici sono alle prese più con gli scrutini che con i vaccini. A Foggia e in provincia, prima di pronunciarsi, hanno aspettato il decreto, entrato in vigore l'8 giugno. E non c'è stata alcuna levata di scudi preventiva come successo altrove. Anche perché le informazioni, diffuse perlopiù a mezzo stampa, erano piuttosto frammentarie, senza indicazioni dettagliate, e nessuno intendeva sbilanciarsi. La stragrande maggioranza dei genitori ha accolto con un sospiro di sollievo la legge.
Per i dirigenti scolastici, manco a dirlo, è l'ennesima incombenza, considerati i compiti di vigilanza, controllo e segnalazione: altre scartoffie e comunicazioni da inoltrare all'Asl competente in caso di inottemperanza agli obblighi. Per effetto del ridimensionamento, i presidi che hanno incarichi di reggenza, si dividono già tra più istituti, con tutto quello che ne consegue. C'è una certa preoccupazione nella scuola primaria e dell'infanzia ma, presi come sono dagli adempimenti di fine anno scolastico, preferiscono procrastinare il problema a quando si paleserà, o quantomeno leggere prima la circolare esplicativa del Miur, annunciata a stretto giro, piuttosto che fasciarsi subito la testa. La palla avvelenata finisce nelle mani dei nidi e delle materne: senza idonea documentazione non si entra proprio. Più si sale nei livelli di istruzione, maggiore è la serenità.
"Nella scuola superiore, devo dire la verità, è un tema rimasto un po' in sottofondo, non è stato ancora sviscerato - ci conferma il dirigente scolastico dell'ITE B. Pascal Giuliarosa Trimboli - Anche perché è al principio del percorso di studi, lì dove il bambino viene iscritto inizialmente, che possono generarsi le preoccupazioni. Potremmo riscontrare qualche difficoltà quando ci sono alunni che provengono da altri Paesi. Ma grosse preoccupazioni, a tutt'oggi, non ce ne sono, e speriamo di non averne".
Mariangela Mariani

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n. 10 / Novembre 2017

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