Account falsi e furti d’identità

Account falsi e furti d’identità

LA TESTIMONIANZA | Il caso di una lettrice di 6Donna: “Ho iniziato a ricevere email in lingue straniere, poi è successo che…”

Sono moltissimi i reati informatici che, oggi, si consumano sul web, spesso ad insaputa della vittima che, suo malgrado, immette giornalmente numerosi dati su internet compilando moduli on line, partecipando a concorsi a premi, richiedendo coupon e buoni sconto oppure semplicemente creando email ed account sui social network. Alcuni dei reati informatici possono riguardare il phishing, per esempio, o la frode di identità. Quando succede che la mail non funziona più correttamente o si scopre una manomissione dei dati su Facebook, per esempio con la pubblicazione di materiale offensivo sulle bacheche senza il consenso del proprietario del social, l’unica soluzione possibile è rivolgersi alla Polizia Postale, poiché non si conosce il potenziale danno che terzi abbiano potuto commettere, creando account falsi magari, compiendo degli illeciti o commettendo delle vere e proprie frodi utilizzando il nome e l’identità di altre persone.
E’ il caso di una nostra lettrice (che preferisce rimanere in anonimato), che in passato è stata costretta a presentare una querela presso la Polizia Postale di Foggia per un caso analogo. “Avevo notato che la mia mail era piena di messaggi in lingue che non conoscevo - spiega - dal brasiliano alle lingue dell’est e non capivo i contenuti dei messaggi. Pensando che fosse spam, ho cancellato le mail, poi una mia vecchia conoscenza che aveva provato a cercarmi su Facebook, ha detto di aver trovato un account attraverso la ricerca per email (la mia mail!), ma il profilo che aveva trovato era ‘chiuso’, con un nome utente ‘strano’ ed una foto che non era la mia. Così mi ha contattato e segnalato l’account sospetto”.
Continua dunque la vittima: “Ho visto il profilo e ho provato a collegarmi pensando, inizialmente, che si trattasse di un vecchio account di cui non ricordavo. Poi cercando di recuperare la password attraverso la funzione apposita, ho scoperto che l’account era falso ed era utilizzato da persone probabilmente del Brasile o dell’Argentina. Era attivo ma non era mai stata confermata la mail nella richiesta di verifica email, comunque questo non ha impedito ad una persona a me ignota, di utilizzare l’account Facebook con la mia mail personale. E’ così che ho capito come funziona: puoi creare un profilo sui social network con qualsiasi mail, il social invierà una notifica all’indirizzo segnalato ma anche non verificando personalmente l’account, seguendo la procedura standard, la persona può continuare ad usare illegalmente il social, seppur con funzioni limitate”, spiega.
In poche parole: scoprono indirizzo email, creano un account e il social invia una verifica all’indirizzo di posta elettronica.
La vittima non legge la mail e non conferma nulla, ma l’account è comunque attivo ed un’altra persona può utilizzarlo. “Ho prestato maggiore attenzione alla mia posta elettronica dopo questa esperienza, controllando tutte le mail in ‘posta arrivata’ che erano in spagnolo, croato o lingue sconosciute. Purtroppo ho scoperti almeno una decina di fakes (falsi, ndr), su social diversi da Facebook ad Instagram, da Paypal a Deezer. Una volta scoperto il problema ho denunciato subito alla Polizia Postale, che mi ha tranquillizzato e rassicurato del fatto che i reati informatici sono rintracciabili, tutto è rintracciabile su web. Quindi bisogna sempre denunciare, per auto-tutelarsi e per non finire in qualche guaio serio”.
“Non sappiamo cosa un malintenzionato possa fare con i nostri dati personali e le nostre email”, conclude. “Io l’ho scoperto in tempo, ma c’è chi lo scopre quando il guaio è fatto. Internet è molto utile ma può essere un luogo piuttosto pericoloso, bisogna tutelarsi. Fortunatamente, ho scoperto che la Polizia Postale, a Foggia, lavora molto bene ed ha tutti gli strumenti per condurre le indagini e scoprire i tanto temuti reati”

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n. 10 / Novembre 2017

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