Giove a Pompei girerà l'Italia

Giove a Pompei girerà l'Italia

Foggia punta tutto sull'operetta di Umberto Giordano
Solo questione di mesi l'apertura del Museo dedicato al Maestro

Maggio sarà il mese di Giove a Pompei. Che poi, se vai per vedere, sarà stato un divertissement, tanto che la Casa Ricordi ha dovuto ricostruire pezzo pezzo la partitura, snobbato dalla critica dell'epoca che oggi lo osanna come la quintessenza del genio di Umberto Giordano. Il pubblico della prima - e ultima - nel 1921 apprezzò l'operetta che, per la verità, in una versione embrionale tornò in scena nei tempi moderni al Teatro del Fuoco nella rassegna Musica Civica, col sogno di farne una rappresentazione teatrale degna di essere esportata in tutto il mondo. E così sia.
Ci sono voluti 150 anni (dalla nascita) perché Umberto Giordano si affrancasse da un'epigrafe e dalla toponomastica e Foggia restituisse vita e sostanza alla sua arte. La grande lirica è tornata nel teatro comunale. L'opera è tosta, i foggiani devono ancora metabolizzarla. L'Andrea Chénier, per dirla con il linguaggio contemporaneo, non ha fatto subito il botto, una trentina di posti sono rimasti vuoti e poi, a sorpresa, di domenica alle 18.30, orario insolito, il boom.
"Il teatro era pienissimo - commenta l'assessore alla Cultura del Comune di Foggia Anna Paola Giuliani - non era detto che uno spettacolo a quell'ora potesse raccogliere così tanta gente, e la prima risposta alla lirica che tornava dopo tanti anni non è stata da poco. Era doveroso per noi cominciare con l'Andrea Chénier, perché è una delle opere più belle di Umberto Giordano, che conoscono e ci invidiano in tutto il mondo".
Foggia consacra uno dei suoi figli più illustri e punta tutto su Giove a Pompei:  il più grande spettacolo dell'Anno Giordaniano va in scena il 5 e 7 maggio, per la prima volta in versione completa. Le celebrazioni per i 150 anni del grande compositore sono sistematizzate in un articolato progetto che esalta i suoi capolavori. È un'operazione da 918.500 euro. Per la completa attuazione, il Comune si affida ai moderni mecenati tramite l'Art Bonus, la misura del Governo che introduce un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. Il progetto include la realizzazione di un’installazione permanente, creata per essere itinerante in ambito internazionale. L'assessore Anna Paola Giuliani, assieme alle personalità che compongono il Comitato tecnico scientifico dell'Anno Giordaniano, è riuscita, anche questa volta, a coagulare le migliori risorse della città.
Giove a Pompei sarà rappresentata a Pompei?
Non c'è ancora nulla di definitivo. Questo è stato l'impegno del ministro Franceschini. Da lì è stato avviato anche un carteggio, lettere, richieste. La promessa che c'era stata fatta l'8 novembre era proprio questa: portare Giove a Pompei, a Pompei, la vera sfida sarebbe quella, fermo restando che già dal Teatro Pubblico Pugliese ci segnalano che ci sono anche altri teatri in Italia interessati a questa produzione. Dunque, Giove a Pompei, questo è un dato certo, andrà in giro per l'Italia, non si fermerà a Foggia. È una scommessa importante, perché è una produzione tutta nostra, in cui è coinvolto l'intero territorio: Accademia di Belle Arti, Conservatorio, dirige Gianna Fratta, tutte le scenografie e parte dei costumi confezionati dall'Accademia - per gli altri ci serviremo da Shangrillà che ha già collaborato con noi per l'Andrea Chénier - la regia è affidata a uno dei docenti dell'Accademia (Cristian Biasci, ndr), ci sarà un libro molto bello legato a Giove a Pompei al quale sta lavorando Giovanni Cipriani con Claudio Grenzi.
Il progetto completo "Umberto Giordano: il sogno di un uomo in 13 opere" prevede una serie di altre azioni, riuscirete a realizzarle tutte?
Ci riusciremo. Innanzitutto il 28 agosto è il compleanno di Umberto Giordano e lo celebreremo all'aperto, in Piazza Giordano, com'è giusto che sia. A ottobre torna Il Teatro ha classe che l'anno scorso ha visto il coinvolgimento molto attivo di duemila studenti e lo riproponiamo con una sezione interamente dedicata a Umberto Giordano. Il Conservatorio sta già lavorando ad alcune arie da riadattare a misura di studenti, che hanno risposto molto bene peraltro. I ragazzi torneranno al teatro per assistere alle prove generali di Giove a Pompei. E ci sono ancora parecchie iniziative.
Andando oltre l'anniversario, nascerà il Museo Giordaniano?
Il Museo giordaniano è un'altra delle scommesse, in cui c'è anche il coinvolgimento attivo della dirigente Gloria Fazia. È uno dei suoi più grandi desideri. Peraltro, a Foggia, forse pochi lo sanno, c'è uno dei più grandi collezionisti della storia, della vita e delle opere di Umberto Giordano che custodisce un tesoro nella sua casa. Lui fa fatica a portar fuori tutto ciò che conserva ma vorrebbe rendere fruibile quest'abitazione che, di fatto, è già un Museo Giordaniano e stiamo pensando di dare una significativa mano al signor Santoro, affinché i tesori che lui conserva possano essere visibili a tutti. Dunque, non apriremo solo un Museo Giordaniano istituzionale, perché con lui abbiamo già avviato una proficua interlocuzione.
Quando e dove sorgerà il museo istituzionale?
Proprio ad aprile abbiamo programmato un incontro sul Museo Giordaniano. A noi sarebbe piaciuto prima dell'estate, al più, subito dopo ce la faremo. Anche in questo caso, ci avvarremo dello strumento dell'Art Bonus. Nel foyer della Sala Fedora metteremo dei cimeli all'interno delle teche, ma il museo giordaniano sorgerà nel nostro Museo Civico.
Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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