Quando la sentenza non fa scuola

Quando la sentenza non fa scuola

Camarca (FLP): “Noi abbiamo visto la disperazione dei docenti”
Lo strano caso dei ricorsi fotocopia accolti al Nord e rigettati a Foggia

“Fai la magia, fai ritornare la mia mamma con me”. I drammi dei docenti deportati salgono al terzo piano del civico 15 di via Nicola Delli Carri con la prole al seguito. Di storie strappalacrime se ne sentono tante qui, negli uffici foggiani della FLP Scuola, la Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche, il sindacato in cui c’è anche l’ex Provveditore, più correttamente dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Foggia, Giuseppe De Sabato.
Maria Antonia Camarca, docente e coordinatrice territoriale FLP Scuola per la provincia di Foggia oltre che vice segretaria nazionale, è rimasta sconvolta dalla vicenda di una donna di sessantuno anni psicologicamente distrutta dal trasferimento, un trauma che ha associato alla sua età. Ad affliggerla anche la tragedia di una mamma già straziata dalle vicissitudini della sua bambina: dopo un periodo difficile l’ha portata con sé e lì non è contenta, ma il posto non lo può rifiutare. “Noi abbiamo visto la disperazione negli occhi dei docenti. Il target va dai 50 anni in su, con annesse famiglie da lasciare, figli, cultura. Sapeva di dover andare fuori chi aveva dodici o quindici punti, ma coloro che avevano un punteggio alto non si aspettavano di andare al Nord. E invece è successo il contrario: coloro che avevano pochi punti sono rimasti al Sud e quanti avevano punteggi alti sono andati al Nord”.
Gli insegnanti si sono aggrappati ai ricorsi, l’ultima speranza per tornare a casa. Ora si è innescata una reazione a catena, un effetto domino destinato a durare. “I docenti che sono rientrati dal Nord hanno fatto ricorso a coloro che avevano punteggi inferiori, e questi ultimi fanno altri ricorsi - spiega la segretaria provinciale FLP Scuola Foggia - Si è mossa tutta una macchina”. Gli avvocati del sindacato si sono attivati già l’estate scorsa, ad agosto, con ricorsi fotocopia che, però, inspiegabilmente hanno avuto esiti diversi “Abbiamo capito che le cose non si mettevano bene e siamo partiti subito - chiarisce Maria Antonia Camarca - Alcuni hanno presentato ricorso laddove avevano preso servizio già l’anno precedente, vale a dire al giudice del lavoro del tribunale di Foggia, altri invece hanno dovuto presentare i ricorsi ai tribunali dei giudici del lavoro delle città in cui erano stati trasferiti e questo ha giocato a loro vantaggio. Lo stesso ricorso, “copia-incolla”, al Nord è stato accolto e addirittura alcuni docenti sono tornati qui già quest’anno in utilizzazione, vale a dire sul potenziamento e sui progetti, mentre purtroppo per le foggiane stiamo ancora aspettando e ci hanno rinviato di nuovo l’udienza al 3 febbraio. Vogliamo essere ottimisti anche se a questo punto non so se la legge sia davvero uguale per tutti. È una questione di giustizia, laddove un’ordinanza dice che chi ha più punti sceglie la sede più vicina. Purtroppo noi ancora ieri (3 gennaio, ndr) abbiamo avuto un esito negativo da un giudice del lavoro del Tribunale di Foggia: un docente che in un triennio non  aveva fatto domanda per l’aggiornamento della graduatoria ha presentato ricorso e non è stato accolto mentre un’altra docente che l’ha fatto al Nord è riuscita ad entrare”.
In tutto, solo la FLP Scuola ha una ventina di ricorsi tra le mani, in via d’urgenza ex articolo 700 del codice di procedura civile, nella speranza di anticipare gli effetti del giudizio. “L’algoritmo, il sistema che il MIUR ha messo in atto per trasferire i docenti, un programma che poi non ha funzionato bene, non ha tenuto conto degli anni di servizio. Molti docenti si sono trovati in province e ambiti che non avevano indicato, assegnati d’ufficio. Alcuni sono stati mandati in Brianza, quando non era stata nemmeno chiesta”.
Maria Antonia Camarca declina tutto al femminile perché il 99% delle ricorrenti sono madri di famiglia: “La stragrande maggioranza dei docenti andati al Nord insegna nella scuola primaria, anche perché le graduatorie erano piene e tante docenti hanno scelto di fare domanda per avere l’immissione in ruolo”. Vede il futuro nebuloso, anche ad essere ottimisti: l’entropia genera caos. “Nelle scuole, di questo passo, ci sarà sempre una continua rotazione di docenti. Molti degli insegnanti che sono andati al Nord si sono messi in malattia, in congedo parentale, in aspettativa, il che significa supplenti su supplenti. Penso agli studenti, sono un’insegnante anch’io: dovrebbero essere messi al primo posto, ma a mio parere non sono stati tenuti proprio in considerazione”.
Mariangela Mariani


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n. 10 / Dicembre 2017

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