Cartoline da Venezia di una Prof

Cartoline da Venezia di una Prof

LA TESTIMONIANZA| La surreale esperienza di Livia Paola Di Chiara

Le sue cartoline fanno invidia. In giro per le calli, con la vena artistica, le suggestioni letterarie e la curiosità itinerante. Non è poi così triste Venezia per una giovane Prof.
Una fortuna per Livia Paola Di Chiara, (in foto) che non ci ha pensato due volte a prendere e partire. Lei non fa parte dei nastrini rossi, degli immobilizzati, né dei precari storici.
Insegna da un anno e da un anno esatto è fuori: è andata via a metà dicembre del 2015 ed era la sua prima esperienza di insegnamento. Nella Laguna. "Ho fatto domanda in terza fascia, e mentre tutti la fanno al Sud per varie ragioni, perché si fa nelle graduatorie d'istituto sostanzialmente, io ho deciso di farla a Venezia perché tanto sapevo che non avrei mai insegnato da nessuna parte, visto che non avevo un'abilitazione - racconta Paola - Poi però l'abilitazione l'ho presa. Questa domanda si fa ogni tre anni e il secondo anno mi hanno chiamata ad insegnare, quando ovviamente pensavo che non sarei stata comunque chiamata. Ho finito il TFA a luglio 2015 e dopo 4 mesi hanno aggiornato il punteggio. Io però insegno sul sostegno, non la mia materia, perché le graduatorie di Grafica Pubblicitaria sono abbastanza piene e invece quelle del sostegno sono esaurite e quand'è così mescolano tutte le varie graduatorie e prendono chi ha il punteggio più alto".
Fin qui si potrebbe pensare che abbia contribuito il fattore fortuna, se non fosse che Livia Paola Di Chiara è stata l'unica in Puglia ad aver superato il Concorso docenti 2016 per la sua classe di concorso. "Anche se non è uscita ancora una graduatoria che lo attesti, sono l'unica che di fatto è arrivata a superare tutto con 62 punti. Tornerò in Puglia, ma potrebbero mandarmi ovunque nella regione".
A legarla a Foggia, a parte il cuore, c'è anche il progetto Daunia Land Art (coordina la segreteria scientifica). E sta con un piede qui, uno lì e le radici in Irpinia. Per ora si gode la sua Venezia: la sua vita è cambiata in una manciata di ore, il tempo di fare la valigia. Surreale ma bello. "All'inizio ero sotto shock perché mi hanno chiamato alle quattro di pomeriggio e mi hanno detto: c'è un posto per lei, entro domani deve essere a Venezia, dalle 8 alle 10 la aspettiamo. Io non avevo alcuna esperienza, se lo avessi saputo avrei risposto che avevo del tempo per decidere e partire. Ho prenotato un B&B e sono partita in macchina perché non c'erano più mezzi, c'era solo un Intercity Notte che faceva due ore di sosta a Bologna. Venezia è una sfida, è una città meravigliosa ma  un po' ostica dal punto di vista umano però sotto il profilo formativo e anche a livello didattico è una bella palestra, anche perché trovi colleghi che vengono da tutta Italia, non sono solo veneti. La maggior parte sono del Centro e del Sud Italia. È un'esperienza affascinante".
Detto da lei, per un'insegnante giovane non è solo formativa ma persino necessaria, un'avventura indispensabile nel bagaglio di un docente alle prime armi.
"Superata la difficoltà e il terrore di andarsene, al di là degli affetti che si lasciano, andare e poi tornare può essere solo un arricchimento. Quando ti emancipi dall'ostacolo, cambi". La futura destinazione non la preoccupa, del resto basterà solo qualche grammo di coraggio rispetto al primo viaggio. "Mi aspetto semplicemente che mi diano quello che mi spetta, che la legge venga applicata e chi ha fatto questo concorso venga sistemato dove lo ha fatto e soprattutto speriamo che perseguano questo canale del concorso e non rimanga una carta che ti resta in tasca come è successo - perché è successo - a tanti altri vincitori di concorso dagli anni '90 ad oggi".
Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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