Consulta comunale Pari Opportunità, così non va

Consulta comunale Pari Opportunità, così non va

Donne che parlano senza rapportarsi all’altro sesso, senza un contraddittorio, in una visione parziale, priva del punto di vista maschile. “Solo donne? Ma di che parliamo?”: la retorica tipica della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, nel Consiglio comunale monotematico convocato apposta, cede il passo alle provocazioni e all’autocritica nell’intervento di Ilaria Mari, la consigliera del Comune di Foggia delegata alle Pari Opportunità, che si riferisce alla Consulta comunale per la Parità che presiede. La sua requisitoria non fa una grinza.
È pronta a rimettere nelle mani del sindaco Franco Landella il suo incarico, purché ad occuparsene sia un uomo e diventi un organismo davvero inclusivo. La Consulta conta 36 donne, compresi i membri di diritto (le componenti della giunta, la presidentessa, la delegata del dirigente del Servizio Pianificazione e una volontaria, dipendente comunale).
Comprensibili, peraltro, le divergenze di vedute. La presidentessa della Consulta non sottace i limiti evidenti.
La Consulta funziona?
Potrebbe funzionare meglio. Potrebbe, se ci fossero uomini. Un consesso esclusivamente femminile non consente di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissate: confrontarci con l’altro sesso, indurli alla riflessione ed evitare i loro gesti più o meno estremi.
Cosa ha fatto fino adesso di significativo la Consulta?
Sicuramente il confronto su tematiche importanti, qual è quella della violenza contro le donne. Negli ultimi mesi, in particolar modo, ci siamo impegnate ad analizzare il 25 novembre ed il suo significato, sperando che non diventi un altro otto marzo e che sia solo una giornata dedicata alla comprensione della gravità del fenomeno, affinché, poi, se ne possa parlare tutti i giorni dell’anno. Abbiamo individuato come momento importante quello del Consiglio comunale e, il giorno successivo, abbiamo organizzato un convegno con alcuni ragazzi delle scuole superiori per discutere, con loro, del problema (alcuni sono gli autori del manifesto che ha promosso l’iniziativa). È stata, invece, annullata l’iniziativa dal Foggia Calcio del 20 novembre, per ragioni a noi sconosciute, ma, seppur non in collaborazione con il Comune, la squadra ha deciso di scendere in campo contro la violenza sulle donne il 27 novembre. Ed è giusto che un ambiente come quello calcistico, esclusivamente o, comunque, maggiormente maschile, diventi luogo di massima sensibilizzazione.
Questo organismo può catalizzare finanziamenti?
È molto complesso, bisognerebbe studiare la modalità più opportuna. L’Assessorato alle Politiche Sociali detiene tutti i “poteri” di gestione attinenti alla materia de quo, nonché tutti gli strumenti e gli organi di competenza -il centro antiviolenza, per esempio, è un servizio promosso esclusivamente da questo assessorato. Tuttavia, l’assessore Roberto è componente di diritto della Consulta e, dunque, non escludiamo che eventuali proposte possano esser veicolate verso il suo ufficio.
Le componenti sono tante...
Sono troppe, è stata la prima cosa sollevata da questa Amministrazione: avevamo valutato, in un primo momento, di modificare il regolamento e di ridimensionare il numero delle componenti, come in passato, ma i tempi della “commissione regolamento” sono lunghissimi e se fosse arrivata una bozza in quella commissione, forse, la Consulta non sarebbe ancora attiva.

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n. 10 / Dicembre 2017

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