I rischi della rete, qui si ‘naviga’ a vista

I rischi della rete, qui si ‘naviga’ a vista

‘Rubare’ video, foto e dati è più facile di quanto si pensi: gli errori più comuni
L’orientamento alla condivisione tipico dei social ha complicato le cose Andrea Stroppa di Know K: “Non affidate al web la vostra vita privata”

Una vetrina sul mondo in cui mostrare sé stessi e il proprio saper essere e saper fare. Una realtà liquida densa di opportunità a portata di click, ma piena di insidie, in cui perdere il controllo della propria vita è un rischio sempre in agguato. Sono le due facce della medaglia del web: potentissimo strumento alla portata di tutti, ma da ‘maneggiare con cura’. Anche la cronaca sta cambiando il suo volto, e sempre più episodi nascono proprio da un uso improprio dello ‘strumento rete’ che presta il suo fianco virtuale a fenomeni tutti reali: dalle truffe al bullismo, passando per lo stalking 2.0. Ma è davvero possibile ‘proteggere’ la propria vita in rete difendendone dati e documenti? Ne abbiamo parlato con Andrea Stroppa (in foto), della ‘Know K’, realtà professionale costituita da informatici e specialisti di Information and Communication Technology provenienti da grosse realtà internazionali con tre sedi operative a Foggia, Milano e Roma.
In materia di protezione della privacy, quali sono gli errori più comuni che si possono commettere (anche involontariamente) in rete?
Ormai lo sappiamo: Internet è un mondo “parallelo”, uno strumento, a mio parere, fantastico e con grande fascino perché fonte di informazioni, di relazioni sociali, di crescita culturale; vi si possono trovare occasioni per acquisti, per viaggi ma anche - come nella vita reale - criminali e persone pronte ad ingannare la gente che, in buona fede o per poca conoscenza dello strumento, commette errori tipo aprire mail provenienti da enti che mai ti invierebbero qualcosa in formato elettronico oppure la disabilitazione dei software presenti nei sistemi operativi. Oppure non avere un software antivirus sempre aggiornato, cedere ad acquisti senza aver verificato se il sito o la società che gestisce la vendita è affidabile o meno, oppure essere attivi senza cautela sui social network.
Oggi disponiamo tutti di più dispositivi (smartphone, tablet e pc) sempre connessi e in grado di dialogare tra loro: questo intrico di dispositivi può facilitare la dispersione o il furto di documenti?
Assolutamente sì. Ma con appropriati strumenti tecnologici e con opportune attenzioni possiamo utilizzare tutto quello che la tecnologia, di positivo, ci restituisce senza rischiare la dispersione o il furto dei nostri dati. In particolare, le precauzioni di tipo tecnico possono proteggere le informazioni durante il loro transito attraverso i dispositivi, o anche quando restano inutilizzate su un disco. Nel momento in cui esse raggiungono l’utilizzatore, la loro protezione dipende esclusivamente da quest’ultimo, e nessuno strumento tecnologico può sostituirsi al suo senso di responsabilità e al rispetto delle norme vigenti e della persona.
Quanto l’avvento dei social network ha contribuito a rendere meno sicuro il web?
Il web rappresenta un fenomeno in continua evoluzione, la cui complessità rende difficilmente analizzabili le molteplici variabili che hanno contribuito a definirlo; tuttavia, l’avvento dei social network ha rivestito un ruolo fondamentale. L’orientamento alla condivisione e alla collaborazione, e il conseguente abbassamento delle barriere conoscitive relative ad un utilizzo attivo della rete, probabilmente, hanno contribuito a rendere meno sicuro il web.
Quanto, in rete, siamo davvero padroni dei nostri documenti?
Credo che non sia una questione di rete o non rete, ma di sicurezza o non sicurezza, cioè di come noi gestiamo i nostri dati. Informazioni personali e dati sensibili, utili ai truffatori, sono facili da trovare… anche frugando tra la spazzatura di casa eppure non siamo in rete. La rete non sostituisce, ma prolunga la nostra presenza sociale e le possibilità di relazione, perché la società si trasferisce progressivamente su Internet dove siamo ogni giorno sempre più socialmente attivi. E il truffatore che fa? Si adegua. Quindi ora, oltre ad infilare le mani nella spazzatura, ci si arma di mouse, software e altre tecniche sempre più sofisticate per iniziare la ricerca, o meglio la pesca (tecnicamente ‘phishing’).
‘Rubare’ un documento è roba da hacker o è più facile di quanto si possa pensare?
La possibilità che i nostri documenti, video o foto possano essere ‘rubati’ da altri (hacker e non) è possibile. La sicurezza totale non c’è mai, ma seguendo utili precauzioni possiamo ridurre il rischio che questo possa accadere. Tra questi: utilizzare chiavi di sicurezza difficili da riprodurre e non divulgarle, conservare hard disk in luoghi sicuri, non far utilizzare i nostri sistemi a persone che non conosciamo e avere sempre sistemi di protezione aggiornati. Il suggerimento, anche se può sembrare banale, che mi sento di dare è di non affidare al web la propria vita privata.

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n. 10 / Dicembre 2017

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