Uomini oltre la violenza: una scelta di volontà

Uomini oltre la violenza: una scelta di volontà

Laura Ciapparelli: “Chiedere aiuto è il trampolino verso il cambiamento”
La strada della rinascita, in quattro step di consapevolezza e trattamento

Un ingresso a gamba tesa nella partita giocata contro la violenza domestica. Lo propone l’associazione “Impegno Donna”, che promuove un servizio di ascolto e trattamento per uomini in cambiamento. Il progetto sperimentale “Uomini oltre la violenza” è un tassello in più che va a completare un percorso spesso difficile, di sostegno a chi la violenza la subisce e a chi la pratica. Quando gli uomini nelle relazioni affettive usano il loro potere per ferire, punire e “controllare”, oltre ad offrire protezione alle vittime è importante dare una restituzione rispetto all’illegittimità del comportamento violento al maltrattante e spingerlo ad assumersi le responsabilità rispetto alla scelta di usare violenza. Ad illustrare il progetto è la sua responsabile, l’avvocatessa e operatrice di Impegno Donna, Laura Ciapparelli.

Dottoressa Ciapparelli, come nasce questo progetto?
“Uomini oltre la violenza” è un progetto sperimentale dell’associazione Impegno Donna, che gestisce principalmente il Centro Antiviolenza Telefono Donna ma in altra sede e con altri operatori ha deciso di riporre lo sguardo sulla questione maschile, dedicando un servizio ad hoc alla presa in carico dell’uomo che agisce violenza nella relazione affettiva. L’idea nasce dai colloqui con le donne vittime di violenza, nasce dalla volontà di noi operatrici di capire e vedere l’altra parte della “mela”. Per agire in contrasto e prevenzione alla violenza di genere abbiamo bisogno di scoprire la “questione maschile”, abbiamo bisogno di fornire strumenti di consapevolezza di sé all’uomo che agisce violenza, abbiamo bisogno di mostrargli di poter guardare in faccia le sue fragilità e farne un motore di cambiamento dello stile comunicativo violento.

Come è possibile responsabilizzare gli uomini circa le loro azioni?
L’attenzione iniziale innanzi alla presa in carico di un uomo violento volge subito a garantire la sicurezza della partner e degli eventuali minori coinvolti. La spinta trasformativa, come in ognuno di noi, parte dalla motivazione al cambiamento. In particolare si parte dal porre/porsi una semplice domanda: “E’ più importante avere ‘ragione’ all’interno della coppia o ‘stare’ in coppia?”. Le dinamiche di potere/controllo, la paura di mostrare la propria fragilità è un motore che può spingere ad un gesto violento.

Da dove cominciare, allora?
La nostra attività inizia con 5 colloqui individuali volti a comprendere la volontà di cambiamento dell’uomo e la sua idea di sé. Dopo i colloqui iniziali, qualora l’uomo sia ritenuto motivato al cambiamento inizia il percorso di gruppo suddiviso in sessioni tematiche che conducono lo stesso alla presa di responsabilità del gesto compiuto e lo spingono a riconoscere a livello corporeo ed emotivo l’emozione che sta alla base del suo essere violento al fine di imparare a contenersi e di relazionarsi con la partner in modo non violento (sia in senso fisico che psicologico).

Qual è la “molla” che deve scattare in un uomo maltrattante per riconoscersi tale e chiedere un adeguato aiuto?
Iniziare a guardarsi allo specchio, capire che la relazione non sta andando come vorrebbe, il disagio per ciò che è stato detto o fatto alla partner. Chiedere aiuto è il trampolino verso il cambiamento: dall’esperienza di centri come il CAM (Centro di Ascolto uomini Maltrattanti) di Firenze, l’85% degli uomini si rivolge a loro spontaneamente perché si rende conto di essere controllante nei confronti della partner, percepisce - ma forse ancora non comprende - che il bisogno di controllo non permette alla coppia di vivere la libertà della coppia e dell’amore.

Quali e quanti possono essere i motivi che spingono un uomo ad essere violento?
Tutti e nessuno in particolare. Non esiste la possibilità di generalizzare: ogni uomo ha le sue fragilità e la mancata consapevolezza e gestione delle stesse, insieme alle radici culturali basate sul potere e controllo, il terrore della paura, la mancanza di empatia, l’attribuzione alla donna della gestione del benessere emotivo sono fattori che potrebbero agevolare un comportamento violento in senso fisico e psicologico. Quanti uomini hanno “bussato” fino ad ora alla vostra porta e stanno seguendo questo percorso di rinascita nella consapevolezza? Attualmente il progetto è portato avanti all’interno della Casa Circondariale di Lucera. Da circa un mese abbiamo “lanciato” il progetto anche al di fuori delle mura carcerarie e siamo quindi in trepida attesa di iniziare i gruppi con altri uomini.

Attraverso i casi in trattamento e le storie raccolte fino ad ora, è possibile fare una “fotografia” della situazione foggiana?
Quello che posso fare è una fotografia del modo in cui gli uomini arrivano a formulare la richiesta di aiuto e si rivolgono al servizio. E’ un “elenco” molto interessante, fornitomi dal dott. De Maglie, psicologo del Centro Uomini Maltrattanti di Firenze. Possiamo ricondurre gli uomini che si rivolgono al servizio a quattro principali categorie: il primo è l’uomo che si dichiara “Non violento”, il secondo è l’uomo “Io sono violento e sto male”, il terzo è l’uomo “Va tutto bene” e il quarto è l’uomo “Aiutami a capire”. Questo piccolo elenco serve a noi operatori per comprendere, se c’è, lo stimolo al cambiamento. Maria Grazia Frisaldi

IL PROGETTO
Uomini in cambiamento­
Il servizio di ascolto offre percorsi di sostegno ed aiuto per uomini che agiscono violenza fisica, psicologica, economica o sessuale con le proprie compagne, partner, mogli o ex mogli. Gli interventi rivolti all’uomo si basano su alcuni principi guida, come la sicurezza delle vittime e l’attribuzione della responsabilità del comportamento violento all’autore.

APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE | Il progetto, realizzato grazie a un’équipe multidisciplinare di psicologi, psicoterapeuti e criminologi con una formazione specifica sui temi della violenza domestica, intende stabilire rapporti di collaborazione con i Centri antiviolenza operanti sul territorio per assicurare sostegno, informazione e accoglienza alle vittime; stabilire rapporti di collaborazione con i servizi invianti come i Tribunali, la Questura; fornire formazione e aiuto nello sviluppo di linee guida e lavorare per aumentare la consapevolezza pubblica rispetto alla violenza, intervenendo anche con sensibilizzazioni mirate.

PROMUOVERE IL CAMBIAMENTO | Si ritiene che, per cambiare, l’uomo che ha agito violenza debba: assumersi la responsabilità rispetto al proprio comportamento; rendersi conto che agire la violenza è una scelta che costituisce reato; capire che la violenza si basa sull’esercizio di potere e controllo. Il servizio offre gruppi per uomini che sono stati violenti e controllanti verso i membri della famiglia e ora vogliono cambiare. I partecipanti parlano, condividono informazioni, si confrontano e si sostengono a vicenda per essere uomini, partner e padri migliori. Questi gruppi possono aiutare gli uomini a cambiare i propri comportamenti e a mettere fine alla violenza familiare.

È possibile contattare il Servizio di ascolto e trattamento per uomini in cambiamento al numero 392.2463806, previo appuntamento il lunedì e mercoledì mattina, dalle 9.00 alle 12.00.
Resta sempre attivo il servizio gratuito e riservato per le donne vittime di violenza domestica, al numero 0881.772499 (lunedì e mercoledì, dalle 16.00 alle 19.00; martedì, giovedì e venerdì dalle 9.00 alle 12.00).


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n. 10 / Dicembre 2017

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