Nel segno di Mattia. Storia di una rinascita

Nel segno di Mattia. Storia di una rinascita

Quella di Antonello Dell’Era è una storia particolarissima. Più unica che rara, verrebbe da dire. Sicuramente a lieto fine. E’ la storia di un incontro salvifico e di una serie di tracce e circostanze che hanno segnato una strada e legato indissolubilmente la sua vita a quella di un ragazzo di 24 anni di Martina Franca, deceduto in un incidente stradale.

Mattia, questo il suo nome, non ha solo offerto il suo rene per la “seconda vita” di Dell’Era - 46enne neuropsichiatra infantile presso gli Ospedali Riuniti e uomo dalle mille passioni, dai viaggi al canto, dalla radio al teatro - ma gli ha anche lasciato in dote la sensibilità e la grandezza d’animo della sua famiglia, con la quale Antonello porta avanti una serie di progetti sulla sensibilizzazione alla donazione degli organi attraverso il linguaggio dell’arte. Sì, perché Antonello è riuscito a risalire e a contattare la famiglia del suo donatore grazie ad ianternet e alle infinite possibilità offerte dai social-network (si tratta infatti di dati che, per protocollo, non possono essere comunicati dall’ospedale né prima, né dopo il trapianto). La storia di Dell’Era inizia nel 2005. Nel mese di novembre, una serie di coliche renali impongono un stop forzato alla sua vita ricca di impegni. Le prime ecografie mostrano subito la gravità della situazione: “I miei reni erano letteralmente “impallinati” da calcoli”, spiega Dell’Era. “Dopo il primo ricovero la situazione è precipitata: negli anni a seguire mi sono sottoposto a 24 interventi chirurgici - compresi due trapianti, di cui uno andato male - e a sette anni e mezzo di dialisi, tre volte a settimana. Ci sono interi anni di cui non ho memoria: sono stati un continuo dentro e fuori ospedali e sale operatorie”, spiega. Ad aggravare la situazione, una grave infezione post-operatoria, che lo ha costretto a dire addio anche al secondo rene. Per lungo tempo la sua quotidianità è stata scandita dai tempi della dialisi e dalle difficoltà che questa inevitabilmente ha comportato.

Così fino al 2011, quando una telefonata da Firenze gli annunciava la possibilità di un trapianto. Speranza infranta contro una trombosi della vena renale dell’organo appena trapiantato. In 48 ore tutto è tornato come prima, ma nel corpo e nell’animo sono rimaste le cicatrici della delusione. La seconda opportunità per Antonello, però, è arrivata il 19 maggio del 2013. “Era una domenica e alle 6.44 sono stato svegliato da una telefonata. Da Bari mi chiamavano come riserva (ero il terzo della lista) per una coppia di reni disponibili. Mi sono sottoposto a dialisi e sono andato a Bari totalmente disincantato. Altre volte ero stato chiamato come riserva, ma i reni disponibili andarono sempre ai primi due della lista. Questa volta, invece, toccò a me”. L’intervento è perfettamente riuscito e il 19 maggio rappresenta, per Antonello, la sua rinascita. “In ospedale mi venne a trovare una coppia di amici e mi aiutarono a fare ricerche per risalire al mio donatore. Per me è sempre stato un cruccio l’idea di dover attendere il decesso di qualcuno per continuare a vivere. Partendo dalle poche notizie in mio possesso riuscii a risalire al giovane donatore di organi (ben sette) e a contattare la famiglia”. Il giorno dopo, inaspettata, è arrivata la telefonata dei genitori di Mattia: “E’ stata un’emozione incredibile. Poche parole, tante lacrime”.

L’inizio di un rapporto che da allora non si è spezzato. Insieme hanno iniziato un percorso comune, in giro per la Puglia, incentrato sull’importanza della donazione degli organi attraverso iniziative che vedono il linguaggio artistico come veicolo-principe per sensibilizzare alle donazioni. Un caso singolarissimo, in cui la famiglia del donatore e il ricevente si incontrano e fanno squadra su un terreno comune. Da allora, ogni anno, nel giorno del compleanno di Mattia, organizzano una serie di eventi a tema, con spettacoli teatrali e incontri con le scuole. Si tratta di un vero e proprio format, al quale hanno aderito, negli anni, anche personaggi dello showbiz. E le date si moltiplicano, arrivando a totalizzare anche le quattro repliche al giorno nei periodi più intensi. “Quest’anno, il 19 maggio, mio secondo compleanno, porteremo in scena lo spettacolo ‘L’alba di un nuovo giorno’, al teatro “Paolo Grassi” di Cisternino. E’ il terzo progetto teatrale sul tema”. La forza di questi incontri è tutta nell’offrire un doppio punto di vista sulla vicenda. Degli anni più “bui” della sua vita, Antonello ammette: “Non è stato semplice. Eppure questa esperienza mi ha lasciato addosso una gran voglia di vita. Ed è questo che cerco di comunicare agli altri”.

Maria Grazia Frisaldi

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n. 10 / Dicembre 2017

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