Presto un Centro trapianti di rene, Ospedali Riuniti e Policlinico a staffetta

Presto un Centro trapianti di rene, Ospedali Riuniti e Policlinico a staffetta

Colpo di reni degli Ospedali Riuniti: l’ambizioso traguardo di un centro trapianti regionale è a un tiro di schioppo. Foggia entrerebbe a far parte di un programma pugliese di trapianto renale, in tandem con il Policlinico di Bari. Già dall’estate potrebbe essere operativo, a un anno dall’autorizzazione ministeriale.

Incassato anche il parere positivo del Coordinatore del Centro Regionale Trapianti Puglia, Loreto Gesualdo, manca solo una DGR, una Deliberazione della Giunta Regionale che autorizzi formalmente l’azienda ospedaliero-universitaria ai trapianti, ed è fatta. Sui tempi, il direttore generale Antonio Pedota non vorrebbe sbilanciarsi: “Non ne do più, perché quelli della pubblica amministrazione sono un po’ ballerini. Mi auguro di chiudere entro giugno”. La stesura di un protocollo per l’istituzione di un Dipartimento interaziendale tra il dg dell’azienda foggiana e il collega Vitangelo Dattoli del Policlinico potrebbe “essere di stimolo ad una definizione, la più sollecita possibile, e vedremo di farlo in poco tempo”. Per la verità, i due avrebbero già dovuto incontrarsi, e a riferirlo è proprio Pedota, poi l’appuntamento è saltato. Il Dipartimento sarebbe costituito allo scopo di efficientare il più possibile le risorse: “Ovviamente - spiega entrando nei dettagli del protocollo - le strutture che si occupano di trapianti devono essere in alert h24, e avere due strutture che contemporaneamente lavorano in h24 genera diseconomie, anche perché il ricevente l’organo, in attesa, può spostarsi tranquillamente. Definiremo in quella sede, alla stesura del protocollo, la concreta operatività e il raccordo tra gli unici due centri trapianti per il rene della regione”. Solo in provincia di Foggia ci sono tra i 150 e i 200 pazienti in lista d’attesa, ma in quest’ottica, pur ragionando con un’unica lista d’attesa, si intercetterebbero anche candidati del Molise e della Basilicata.

L’azienda ospedaliero-universitaria di Bari oggi impianta rene, fegato e cuore. I Riuniti partono dal rene, poi chissà: per il fegato c’è bisogno di altre professionalità e per il cuore non c’è ancora Cardiochirurgia, che presto però sarà attivata. Il Dipartimento interaziendale funzionerebbe così: un direttore delle strutture interessate, Nefrologia e Urologia, tra quelle dei Riuniti o del Policlinico, assume le funzioni di direttore del Dipartimento, svolge la funzione di coordinatore di tutte le attività e si occupa anche della concreta attuazione di quanto stabilito fra i direttori generali. Una delle ipotesi da considerare poteva essere quella della prossimità: se l’espianto o il prelievo è avvenuto a Foggia si fa lì il trapianto, se avviene a Lecce si fa a Bari perché è più vicina, ma Pedota sembra escludere questa soluzione. “La reputo scarsamente efficiente perché costringe tutte le strutture ad essere operative h24 e questo, chiaramente, va a scapito di un utilizzo pieno delle risorse. Probabilmente si arriverà - ma ne dobbiamo discutere con il collega Dattoli - a stabilire che per 15 giorni sarà operativa Foggia e per 15 giorni Bari”. Il centro coinvolgerebbe due strutture importanti, e Pedota le descrive con un certo orgoglio: “L’Urologia fa già 1700 interventi chirurgici annui e la Nefrologia funziona meravigliosamente bene. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare: abbiamo trasferito le due strutture, capaci di lavorare insieme e sinergicamente, in nuovi locali, hanno delle sale operatorie dedicate, funzionali, che operano in estrema sicurezza. Siamo in dirittura d’arrivo”. Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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