Dall’altra parte del cancello

Dall’altra parte del cancello

Viaggio nel canile di Foggia, struttura fatiscente che ospita 400 cani

Quando ci si trova davanti al grande cancello che dà accesso al canile comunale di Foggia sono tante le sensazioni che si provano. C’è un po’ di timore, perché i numerosi cani all’interno abbaiano costantemente e, se sono liberi, si avvicinano e saltano cercando di buttar giù quelle inferriate; c’è dispiacere perché è difficile che tutti ricevano l’affetto che meritano; c’è rabbia perché la struttura non è all’altezza del servizio che svolge.
Una volta entrati, però, svanisce tutto… o quasi. Si viene accolti dall’amore che solo un cane sa dare. Si avvicinano, ti annusano, ti fanno le feste. Molti vogliono essere coccolati e abbracciati e ad una carezza sono pronti a giurarti fedeltà per la vita. La maggior parte sono adulti. Hanno trascorso lì dentro l’intera esistenza. Probabilmente sperano ancora di essere adottati. Come pieni di speranza sono gli occhi della coppia che è lì per prenderne uno. “Vogliamo un cucciolo, può farcene vedere qualcuno?” Sì, è la solita richiesta, con la convinzione che un cane piccolo sia più facilmente addestrabile e più riconoscente.

La realtà è diversa e ce l’ha raccontata Anna Laura Pagliara (in foto) presidente associazione ‘A largo raggio’, che gestisce il canile da aprile dello scorso anno, quando è subentrata alla vecchia gestione: “Ovviamente i comportamenti dei cani qui dentro sono falsati. Sono sottoposti a stress e ad una convivenza forzata con l’elevato numero di altri cani. Quando vanno a vivere in un ambiente tranquillo e normale, dove hanno orari precisi per uscire, per la passeggiata e per il pranzo, diventano tranquillissimi. Vederli qui è deprimente. Ci fosse una panchina, un prato. Sarebbe un’altra cosa”.

Il canile ospita circa 400 cani, ma la struttura è fatiscente. Di problemi ce ne sono, di soluzioni, per ora, non se ne vedono: “In passato non so con quale coraggio è stato definito ‘a 5 stelle’. Non penso durerà a lungo. C’è il problema delle fogne che si otturano perennemente. Già una volta ho dovuto chiudere il canile quando sono venuti a sturarle e adesso siamo nella stessa situazione. Alcuni muri di cinta stanno crollando sulle tettoie in lamiera delle cucce. Per il momento si sono solo piegate, ma rischiano di essere sfondate. Da questo punto di vista, lo dico francamente, l’Amministrazione comunale mi sembra piuttosto latitante”. Si è parlato molto della possibilità di costruire una nuova struttura: “Ne abbiamo parlato e anche loro (il Comune, ndr) per certi versi si rendono conto. Noi ci stiamo muovendo. Il vicepresidente e la tesoriera sono impegnati nella ricerca di finanziamenti. Sarebbe gratuito per il Comune che quindi non avrà scampo e non potrà accampare scuse di alcun genere”.

La nuova gestione è molto attiva su Facebook dove quotidianamente posta foto di cuccioli che hanno bisogno di una casa o di cani smarriti o di randagi che necessitano di una famiglia: “Le persone vengono e c’è un bell’afflusso. Sono pochi quelli che vanno via senza cani. Dei cuccioli che sono entrati da quando ci siamo noi, solo due sono rimasti qui”.
Gli animali sono seguiti e curati: “Abbiamo il veterinario di fiducia dell’associazione che passa la mattina presto durante la settimana e programma gli interventi o porta i cani in ambulatorio se devono sottoporsi a esami o altro. Per le sterilizzazioni ci sono i veterinari dell’Asl. Ora abbiamo in programma la sterilizzazione di molte cagne che sono al Cara di Borgo Mezzanone. Lì già da qualche anno fa fu fatto un lavoro del genere, però purtroppo le persone continuano ad abbandonare i cani”, ha concluso la signora Pagliara. L’associazione ‘A largo raggio’ ha anche il merito di aver esteso ai gatti il trattamento di cure riservato ai cani.
L’associazione ha assunto 6 persone con un contratto part-time, mentre chi è nel direttivo sono volontari con un lavoro e che non vivono con i soldi del canile. Il motto dell’associazione è “Adotta, non comprare”. Magari non si troverà il cane di razza con l’attestato del pedigree, ma si potrà conquistare il cuore di un nuovo amico a quattro a zampe.

Carmen La Gatta



I NUMERI

Il trend è positivo per le adozioni (+40%) ma sono aumentati anche gli abbandoni

Con l’associazione ‘A largo raggio’ che da quasi un anno gestisce il canile di Foggia, le adozioni dei cani sono aumentate del 40% rispetto al passato. I cuccioli quando vengono portati nella struttura, nell’arco di qualche giorno, riescono a trovare una famiglia che si prenda cura di loro. Molti sono stati svezzati da alcuni membri dell’associazione stessa. Si riesce a fare adottare anche qualche adulto. Purtroppo anche i dati sugli abbandoni sono aumentati. In passato questo fenomeno si concentrava nel periodo estivo, ma adesso riguarda tutto l’anno. A Foggia in molti evitano di microchippare i cani proprio per questo motivo: è raro che si riesca a risalire al proprietario.
È difficile calcolare la media dei cani accalappiati, perché ci sono tante varianti. Ad esempio alcuni volontari di strada che per scelta non segnalano la presenza di cagne da sterilizzare o se ci sono dei cuccioli. La retribuzione per ogni cane è minima: si tratta di 80 centesimi, forse anche meno. Già a Pordenone la situazione è diversa: si danno 5 euro per ognuno. Il Comune per anni ha escluso i gatti dal trattamento riservato solo ai cani. Ultimamente è diverso e hanno le stesse opportunità: il problema è che in canile ai felini è riservato un piccolo soppalco in una stanza dove sotto ci sono i cani.       

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n. 10 / Dicembre 2017

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