Un’altra chance per l’ex carcere di Sant’Eligio

Un’altra chance per l’ex carcere di Sant’Eligio

Doveva diventare un centro notturno di accoglienza, poi lo stop ai lavori
L’assessore regionale al Welfare Negro: “I fondi ci sono”

Ex carcere femminile di Sant’Eligio. Correva l’anno 2011. Il 22 ottobre, il Presidente della Regione Puglia dell’epoca, Nichi Vendola, inaugurava il cantiere. Doveva diventare un dormitorio per i senza fissa dimora, il primo pubblico in città. Ventiquattro posti letto: una fortuna. E un centro diurno in un quartiere difficile, Borgo Croci. Merito soprattutto di Elena Gentile, titolare dell’assessorato regionale al Welfare, che si fece in quattro. Il sindaco Gianni Mongelli ci stava dietro. Ma non avevano fatto i conti con la fatiscenza di un immobile dell’800, diroccato.

È andata più o meno così: c’erano fondi per un milione di euro, un terzo o giù di lì per le opere murarie, e quando gli operai sono entrati si sono resi conto che ci sarebbe voluto molto di più. Per dirla tutta, il tetto era da buttare giù. Hanno girato i tacchi e il Comune ha restituito i soldi alla Regione. Fine. L’allora commissario straordinario dell’IPAB di Foggia “SS. Addolorata”, ente proprietario dell’immobile, Alfonso De Pellegrino, oggi pensa che a giudicare dalle condizioni di quella struttura sarebbe meglio realizzarlo altrove il dormitorio. Troppo costoso rimetterlo in sesto. L’architetto Augusto Marasco, già assessore all’Urbanistica, la pensa diversamente: “Per come è strutturata, è la destinazione più idonea. Occorre verificare attentamente il fabbisogno economico, tenendo conto della percentuale di imprevisti che si possono riscontrare in un edificio così antico”. Tecnicamente, chiarisce come si tratti di un intervento di risanamento conservativo e restauro, e a fronte dell’acclarata mancanza di strutture di accoglienza suggerisce di perseguire nell’intento. Questa volta, insomma, bisogna buttare giù un progetto che tenga conto delle criticità già riscontrate e di quelle in cui l’impresa potrebbe incappare una volta avviati i lavori.

Comune di Foggia e Fratelli della Stazione, in una recente riunione, avevano concordato di chiedere alla Regione Puglia se mai quell’ex carcere sarebbe diventato un dormitorio. Salvatore Negro, assessore regionale al Welfare, nella sua visita a Foggia del 12 febbraio, pur non essendo informato sui fatti e non conoscendo la materia, ha subito assicurato la piena disponibilità da parte della Regione Puglia. “Al mio assessorato non è pervenuta al momento alcuna richiesta, ma sin da ora posso garantire il mio interessamento. I fondi ci sono. Parliamo di circa 160 milioni per la riqualificazione e ristrutturazione di edifici e complessi con simili finalità”. Effettivamente i finanziamenti per ex Ipab ed altre strutture di quel genere destinate all’accoglienza e al sociale sono disponibili nella nuova programmazione, si tratta di presentare un progetto adeguato, fattibile e sostenibile. La Confraternita di Sant’Eligio, amareggiata per come sono andate le cose, aveva espresso il desiderio che quel dormitorio fosse intitolato alla memoria di don Antonio Silvestri, il prete degli ultimi, che aveva consacrato nell’Ottocento quegli spazi all’accoglienza e alla carità. Il suo processo di beatificazione, ironia della sorte, si è interrotto per la morte del postulatore e, come quei lavori, non è più ripreso.        
m.m.

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n. 10 / Dicembre 2017

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