La scommessa di Lucia Di Domenico

La scommessa di Lucia Di Domenico

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“Posta Guevara”, il caso di eccellenza. Un universo che ruota attorno al “viver sano”
C’è una “medaglia” appuntata metaforicamente sul petto dell’imprenditrice Lucia Di Domenico. Ed è sicuramente il suo orgoglio più grande: quello di essere stata la prima, in provincia di Foggia, a credere e ad investire nell’agriturismo e ad istituire la prima masseria didattica, sui Monti Dauni. Un vero e proprio universo, quindi, quello che ha creato attorno a “Posta Guevara” (agriturismo e fattoria didattica), ovvero la masseria di famiglia che le fu donata dalla madre e che ha sancito una inversione di rotta nella sua vita. O meglio una piccola rivoluzione: lei - progettista con studi in architettura - quindici anni fa decide di cambiare vita e trasferirsi con tutta la famiglia sui Monti Dauni, in agro di Orsara di Puglia, per reinventarsi in un settore che - ne era certa - sarebbe diventato presto una filosofia di vita.

Così, nel 2000, Lucia Di Domenico ha puntato tutto sulla slow-life e sui postulati del mangiar sano e vivere sano. Un scelta che, lo dicono i fatti, si è rivelata vincente. “Credo che l’agricoltura moderna non può essere concepita se non a 360°”, spiega. “La masseria didattica è un punto di arrivo e non di partenza, perché tutto si riconduce a progetto complessivo: la ristorazione (elemento basilare di un agriturismo), le tradizioni del territorio, ma soprattutto il senso dell’ospitalità, che per me è un vizio di famiglia. In quest’ottica, quindi, cucinare, produrre, servire e offrire sono tutti elementi che non possono prescindere l’uno dell’altro. Come una sorta di rituale. Anche la masseria didattica rientra in questo contesto: trasferiamo saperi e sapori e l’agricoltore diventa una sorta di detentore di biodiversità, conoscenze, luoghi e tradizioni”. Ripercorrendo la storia di “Posta Guevera”, Lucia Di Domenico racconta di quanto ha creduto nel progetto e in sé stessa: “Siamo partiti senza alcun know how specifico. Poi con il tempo ci siamo auto-costruiti facendo esperienze dirette sul campo e investendo su noi stessi e sulle nostre conoscenze”. Tantissimi i corsi seguiti (e organizzati) nel campo della panificazione, della ristorazione e della pasticceria per essere sempre preparati e all’avanguardia. Numerose le qualifiche in campo alberghiero e da ultimo anche in quello della degustazione dei vini. “Non si può parlare di tradizione, senza innovazione. Il segreto è saper proporre i prodotti del territorio, ma sotto un profilo accattivante, magari con tecniche di cottura nuove”.

Ancorata al territorio e alle sue radici, Lucia Di Domenico ha anche fondato l’associazione “Grano Duro Senatore Cappelli”, che ha ricevuto importanti riconoscimenti e attestazioni. “Siamo andati a ritroso nel tempo, con vere e proprie ricerche storiche, per cercare e soprattutto recuperare i prodotti che erano appartenuti alle generazioni passate - come il grano duro ‘Cappelli’, ad esempio - e che hanno caratterizzato i loro gusti e le loro pietanze”. Storicamente, spiega l’imprenditrice, è stato commesso un grave errore: quello di rinnegare le origini e “ubbidire alla formula ‘agricoltore = cafone’. Così abbiamo perso le nostre tradizioni, le nostre eccellenze, la nostra biodiversità. Tutto quello che oggi stiamo faticosamente cercando di recuperare”. Insomma, la sfida è quella di offrire servizi - secondo la formula dell’agricoltura moderna e multifunzionale - che rispettino i tempi della natura e della terra. “Una scelta apprezzatissima. Il nostro target di riferimento è molto ampio: dai 30 ai 60 anni, ma con la masseria didattica i nostri utenti sono anche i bambini delle scuole elementari. Il nostro segreto è quello di sussurrare una parola all’orecchio di ciascuno. Il nostro è un linguaggio universale per giovani, adulti, e bambini. La soddisfazione più grande è riuscire a coinvolgere soprattutto i più piccoli nelle tante attività laboratoriali che offriamo, che sono tante e diversificate, come “Chef per un giorno - Il cuoco contadino”, con la quale porto i piccoli nel campo e raccogliamo verdure spontanee e frutti che poi prepariamo insieme in cucina. E’ un processo che porta i bambini a familiarizzare con alcuni sapori e tipologie di alimenti”.

Lucia Di Domenico esporta la cultura e la cucina pugliese in contesti nazionali ed internazionali, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti attraverso la partecipazione a programmi delle più importanti reti televisive. Non teme i ‘corsi e ricorsi storici’, né i venti impetuosi di mode e tendenze: “Giunti alle radici del benessere, non ci si può negare più questo piacere. Soprattutto se è legato ad un dare sincero. L’ospite se ne accorge e torna sempre. La moda non mi spaventa”.

Commenti

Francesco Paolo Marucci ha scritto:
Jan. 30, 2016

Spesso si evade dalla vita quotidiana e dalla routine che anche se genuina e familiare ti istiga a voler assaporare quello che fuori dalla cucina casalinga . Così la domenica (non spessissimo ) ti prende la voglia di qualcosa di studiato ma genuino, nuovo ma vicino alle tradizioni, questo è quello che mi è capitato di provare nella cucina sorprendentemente gustosa, assaporata nell'accogliente Posta Guevara, dove la signora Lucia Di Domenico con le sue prelibatezze ci porta a ritornarci spesso .

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n. 10 / Dicembre 2017

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