L’impresa femminile mette “radici”

L’impresa femminile mette “radici”

Il punto di Rosaria Ponziano, presidentessa regionale “Donne in Campo” – Cia

Su questo non c’è dubbio: tutto ciò che ha a che fare con la terra, l’agricoltura e l’agriturismo è sempre più donna. E contribuisce a far girare l’economia di Capitanata, come quella del resto d’Italia. Una tendenza riscontrata da fatti e dai numeri, quelli registrati dalle Camere di Commercio e relativi alle imprese agricole. Dati con i quali si confronta quotidianamente Rosaria Ponziano, presidentessa regionale associazione “Donne in Campo” – Cia. Il suo impegno nel settore la porta a sedere anche nel Consiglio Regionale per le Pari Opportunità, dove rappresenta sempre il mondo agricolo, e nel Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Foggia, per quanto concerne l’imprenditoria agricola.

Insomma, nessuno meglio di lei conosce e ha ben chiaro il quadro di questa nuovo “nuovo risveglio” economico. “L’imprenditoria femminile è per la donna una marcia in più”, spiega Ponziano. “Se la carta di identità identifica, la Partita Iva offre alle donne un ruolo, un compito e una competenza che da’ loro il giusto peso e la giusta importanza nel mondo in cui viviamo”. Questa nuova ‘primavera’ nel campo dell’agricoltura multifunzionale, è sicuramente figlia di quella capacità, tutta femminile, di reinventarsi e rinnovarsi, a seconda di venti e tendenze. “Sicuramente qui al Sud, è prevalsa la ragione economica, ovvero la necessità di produrre reddito: le donne si reinventano (o cercano di inventarsi un lavoro di sana pianta), per dare il loro contributo economico in famiglia, ma anche per far emergere la loro individualità imprenditoriale”, puntualizza. “Oggi, infatti, la sorpresa più grande è notare come molte donne, dopo un percorso di laurea, decidono a prescindere di investire, di fare impresa, in agricoltura”.  E con questo termine, non si intende solo la nuda terra e la produzione di beni primari, ma tutti quei fattori che ne conseguono. “Oggi, infatti, parliamo di agricoltura multifunzionale. A capo di tutto c’è l’impresa agricola tradizionale, ma il suo carattere multifunzionale da’ la possibilità, ad esempio, di coltivare erbe medicali; oppure la lavanda che poi la stessa imprenditrice trasforma in prodotti di cosmesi; stessa cosa dicasi per l’olio d’oliva. Poi, tra le esperienze più interessanti, c’è l’agriturismo, l’agri-affido e tante altre possibilità ancora da sondare”, illustra Ponziano.

È l’inventiva la chiave del successo: le Donne in Campo-Cia, ad esempio, si sono aggiudicate il prestigioso “Premio di impresa - We Women for Expo”, a Milano, con un progetto di Agri-Catering: in pratica, le imprenditrici agricole hanno dato vita ad una rete, e mettendo insieme tutti i prodotti delle agricoltrici e imprenditrici hanno creato un punto di ristoro con prodotti locali e propri. “Ma sono tante le opportunità legale all’agricoltura multifunzionale”, spiega ancora Ponziano. “Ad esempio, chi ha un casale (esperienza già testata altrove) può creare un agri-asilo in cui i bambini possono vivere la natura e l’ambiente in prima persona. Ancora, sta emergendo forte l’interesse per la biodiversità, la ricerca ed il ritorno di colture e piante autoctone”.

Insomma, la spinta all’innovazione viene fuori dalla volontà di rivalutare un mestiere nobilissimo, “ma trattato come la Cenerentola dell’economia italiana. Nel nostro territorio, su 6.000.000 di imprese iscritte con partita iva alla Camera di Commercio, 1.300.000 sono fondate e guidate da donne. Parliamo del 20% del totale degli iscritti. Il numero è ragguardevole. Certo, parliamo di impresa in generale, ma a prevalere, dato il contesto, sono le attività agricole e relative declinazioni. C’è grande vitalità e fermento: su 105 province italiane, Foggia risulta al 14° posto per imprenditoria femminile agricola e la prima in Puglia. Oggi – conclude – ci sono anche tutte le opportunità fornite dai vari bandi dedicati all’imprenditoria femminile. Il coraggio non ci manca, il segreto è lanciarsi nella sfida. Il terreno è fertile”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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