Ortofrutta 3.0, semina e raccolta in un’App

Ortofrutta 3.0, semina e raccolta in un’App

Quasi pronta la piattaforma del team vincitore di Startup Weekend. L’evoluzione dell’e-commerce

“Ho sempre promesso a mio padre che se mai fossi tornato alla terra lo avrei fatto in modo tecnologico. È un lavoro così duro che nessuno vuole metterci le mani per innovare e se non lo si fa rimarrà un lavoro duro”. Gennaro ha 28 anni ed è figlio di un contadino. Si è laureato in Informatica e tecnologie per la produzione del software studiando di notte. Ha lavorato per quasi nove anni in un’azienda, da programmatore per i primi cinque anni e poi anche in qualità di responsabile dell’ufficio acquisti estero, viaggiando in India, Cina, Bangladesh per cercare fornitori. Cognome Divittorio (tutto attaccato, ma ugualmente evocativo).

È il team leader del gruppo che si è inventato un’App per sostenere i piccoli produttori agricoli, 960mila. Nome provvisorio: YouZap. L’idea è nata a Foggia, concepita nei giorni della prima edizione di Startup Weekend, ma la squadra è pugliese. Sono in sei, equamente divisi tra uomini e donne. “Due ragazzi, tre ragazze e poi ci dobbiamo convincere che il ragazzo per eccellenza ha 64 anni (sorride)”. Gennaro è di Barletta, Giuseppe Montrone di Andria ed è suo coetaneo, Comingio Rossi è di Lucera ed è il più avanti con l’età, Claudia Carella ha 26 anni ed è di Canosa di Puglia, mentre sono foggiane Lucia Cataleta, 29 anni, e la più piccola del gruppo, Consiglia Ippolito di 17 anni, ancora liceale. Un sistemista, un imprenditore, una storyteller, una social media manager, un’aspirante strategyplanner. In fin dei conti il team leader è quello al quale l’agricoltura scorre nelle vene più degli altri. “Fino alle 17.30 del venerdì di Startup Weekend, cioè mezz’ora prima che cominciasse la competizione, quest’idea non era nemmeno contemplata - racconta Gennaro -. Ero venuto lì per presentarne un’altra però all’ultimo secondo non ero convinto di quello che stavo per fare”.

In 54 ore, i partecipanti alla full immersion nella Cittadella dell’Economia sono stati chiamati a trasformare un’idea in startup. Contemporaneamente, accadeva in altre città italiane. “Siccome da buon figlio di contadino conosco bene il problema, ci ho provato e ne ho parlato con qualcuno che era lì. Risultava interessante come cosa. Ora sembra funzioni”. Il progetto, che ha vinto il contest, è una App che si avvale del videotelling, lo storytelling della generazione YouTube. I guadagni per i piccoli produttori attraverso i canali della grande distribuzione o del commercio all’ingrosso sono talmente risicati da metterli in ginocchio e non rimane nemmeno il minimo indispensabile per continuare a fare questa attività. Il team punta a “disintermediare, ovvero ad eliminare i passaggi della filiera attraverso una piattaforma nella quale l’agricoltore racconta la storia del prodotto - spiega Gennaro Divittorio - documentandola dalla semina alla raccolta. Nel momento in cui il prodotto è pronto per la raccolta, tutti gli utenti registrati che sono interessati verranno informati e quindi potranno ordinare direttamente il prodotto dal produttore”. Stesso approccio dell’App Mizar per il mercato ittico. Eccome se funziona.

Due settimane dopo Startup Weekend, il team già partecipava ai casting del business talent di Mediaset Shark Tank. In attesa dell’esito, si preparano all’investor Day di H-Farm, uno dei premi che hanno vinto: è l’opportunità di presentare l’iniziativa davanti a potenziali grandi investitori. E nel frattempo sviluppano il progetto: “Per quanto riguarda la realizzazione dell’applicazione, non voglio esagerare ma siamo già ad un buon 70%, perché abbiamo lavorato durante le festività e non ci siamo fermati mai. Adesso ci stiamo concentrando sull’identità del progetto: vogliamo creare un’immagine sia per la piattaforma e sia per un eventuale marchio che ne verrà fuori. La valutazione è proprio questa ora: stiamo cercando di sciogliere questo nodo, se continuare a mantenere il nome con cui è nato, oppure cambiarlo per essere più efficaci nella comunicazione. E poi tutte le attività che ne conseguono, tipo il brand positioning (posizionamento di marca). Ora che siamo arrivati a questo punto, ci sembra doveroso ringraziare Startup Weekend Foggia  per la possibilità che ci ha dato, Claudia Laricchia che ci fatto da mentor e Giuseppe Savino per l’aiuto”.  Di un euro speso nel supermercato, nella migliore delle stime, al piccolo produttore tornano in tasca solo 18 centesimi. Il team punta a fargliene arrivare 82, mentre la restante somma rappresenterebbe la fee, ovvero il riconoscimento alla piattaforma. “Sogniamo di inculcare nella testa delle persone che il prodotto di qualità si può avere e si può avere facilmente. Non c’è bisogno di utilizzare canali come supermercati e ipermercati che riducono la qualità. Da qui al 31 dicembre vorremmo arrivare ad almeno dieci produttori recensiti per ogni provincia e 30mila utenti in termini di consumatori”.

Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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