Madre Terra. L’agricoltura va di moda

Madre Terra. L’agricoltura va di moda

Non hanno il viso scavato dalla fatica, la pelle solcata dal sole, e nemmeno le mani incrostate di terriccio. Scordatevi i contadini di una volta. I giovani imprenditori agricoli - anche plasticamente - incarnano il cambiamento e sono fatti di un’altra pasta. Le loro aziende sono votate alla qualità, non ai numeri. Hanno radici profondamente ancorate al paese d’origine, ma i processi di internazionalizzazione li portano lontano: il loro market di riferimento è il mondo. Sono proiettati nel futuro dell’innovazione tecnologica applicata all’agricoltura sui campi dove voleranno i droni e cammineranno robot.

L’espressione “ritorno alla terra” va di moda. E così sia. Le donne risiedono nei dettagli. Controllate l’etichetta, e fateci caso d’ora in poi: sempre più brand sono femminili. Nel packaging sono imbattibili. Lo stile è inconfondibile, che siano marmellate, olio, vino. Le misure per l’autoimprenditorialità, incentivi e finanziamenti per l’imprenditoria femminile e giovanile hanno contribuito all’inversione di tendenza. Non che si assista ad un boom, beninteso, e lo confermano i dati del Servizio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Foggia elaborati per 6Donna e riferiti agli anni dal 2013 fino al settembre 2015. Prendendo in considerazione la sola città capoluogo, nel 2013 le imprese femminili del comparto agricolo erano 911, con 30 iscrizioni e 49 chiusure; l’anno successivo scendono a 872, con 28 iscrizioni e 57 cessazioni e nel 2015 risalgono a 934 con 19 iscrizioni e una moria finalmente ridotta. Anche per le imprese agricole giovanili nel 2015 rallenta l’emorragia ma da 158 del 2013 si passa alle 140 dell’anno successivo e 139 a settembre del 2015.

Se prendiamo in considerazione uno dei comuni della provincia con una vocazione agricola più marcata, Cerignola, il trend è lo stesso: da 979 imprese femminili nel 2013 a 982 nel 2015 con una parabola che si curva lievemente all’ingiù nell’anno in mezzo. E si riflette anche l’andamento delle imprese giovanili prettamente adibite alle coltivazioni e alla produzione di prodotti animali che da 204 nel 2013 diventano 189 nel 2015 con una diminuzione delle cessazioni, salvo poi verifica dopo il terzo trimestre. Diversa la divisione dell’agroindustria che comunque conta numeri inferiori alla campagna in senso stretto. La crescita percepita è decisamente amplificata rispetto ai dati reali, anche perché se ne fa un gran parlare, e si sperimentano nuovi approcci anche attraverso l’impiego di figure professionali finora estranee al mondo agricolo.

“Da un punto di vista economico siamo in un periodo di transizione molto delicato - afferma il Presidente della Camera di Commercio di Foggia Fabio Porreca nel commentare i dati - Per questo è fondamentale in settori strategici per il nostro territorio come l’agricoltura o il turismo, capacità di innovazione e voglia di mettersi in gioco; peculiarità che solitamente caratterizzano i giovani, così come le donne, che fanno impresa. Le difficoltà ovviamente non mancano, prima di tutto per quello che attiene l’accesso al credito, ma i dati evidenziano  una forte vitalità che non potrà che giovare al sistema d’impresa nel suo complesso”.

Mariangela Mariani

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf