Il futuro è in una convenzione  In centro arriva il ‘porta a porta’

Il futuro è in una convenzione In centro arriva il ‘porta a porta’

Il CONAI potrebbe investire anche su Foggia
Al vaglio di Amiu Puglia e Comune la realizzazione di un impianto di compostaggio

Il cronoprogramma sarà rispettato. Per Natale, sotto gli alberi del Villaggio Artigiani ci saranno i bidoni della raccolta differenziata di prossimità. L’Amiu Puglia non si sottrarrà allo scadenzario, parola di Gianfranco Grandaliano, il numero uno dell’azienda dell’igiene urbana partecipata al 21,87% dal Comune di Foggia.

I dati finora in possesso della società sulla fase di start up del progetto finanziato dalla Regione Puglia non sono esaustivi: “Non è passato neanche un mese e non sono significativi, solo sul lungo periodo si possono fare delle valutazioni, dopo 3-6 mesi. Dobbiamo cercare di migliorare - e questo in corso del Mezzogiorno e fino a Bari lo sanno già - studieremo con l’Amministrazione dei correttivi per quanto concerne le modalità di raccolta. Ogni differenziata ha i suoi problemi”. E questo, ci tiene a precisarlo proprio come gli attuali amministratori, è un progetto ereditato.

Ora però l’Amiu e il Comune sono in trattative con il Conai. Alla Fiera Ecomondo di Rimini, ai primi di novembre, il presidente Grandaliano, il sindaco Franco Landella e l’assessore all’Ambiente Francesco Morese hanno incontrato i vertici del Consorzio Nazionale Imballaggi che promuove la raccolta differenziata e investe su alcune grandi città per migliorare il servizio. Ha individuato anche Foggia. “Siamo in fase di studio della convenzione. Stabiliremo un rapporto di collaborazione che prevede uno scambio di know-how, di sistemi, e un contributo finanziario da parte del Conai - spiega Grandaliano entrando nel merito dell’accordo - Predisporremo con il Consorzio un progetto complessivo. È una collaborazione che porterà ulteriori benefici, perché potremo contare su un supporto tecnico ed economico”.

Per la città di Bari l’intesa è già stata sottoscritta ad aprile: il Conai, oltre al ritiro dei materiali raccolti, si è accollato l’acquisto di una parte delle attrezzature per la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio e la realizzazione delle campagne informative, e ha aiutato l’Amiu a redigere un piano di fattibilità per sperimentare nuovi servizi e metodologie di raccolta differenziata. “Non esistono modelli di città per la raccolta: le modalità sono sempre quelle e le devi adattare alle esigenze e alla configurazione urbanistica. Dove è possibile, si fa il porta a porta, dove è possibile fare la prossimità si sceglie quella. Non è una questione di modelli in senso assoluto, funziona così”.
L’estensione del servizio fino al centro di Foggia era prevista solo ad aprile, ma in primavera potrebbe essere già stata attivata la convenzione, e allora gli step successivi saranno coordinati e concordati insieme al Conai. Nel cuore della città arriverà il porta a porta, considerata la modalità più idonea in quella zona.
Foggia, in futuro, potrebbe diventare autonoma anche dal punto di vista dello smaltimento e recupero dei rifiuti, perché il progetto industriale dell’azienda rimane invariato: “Avvieremo i lavori di manutenzione straordinaria dell’impianto di trattamento della raccolta differenziata che avevamo acquisito dal Comune in proprietà, sarà realizzato un impianto di recupero di materia finanziato in parte anche dalla Regione Puglia. Stiamo predisponendo il tutto. E poi stiamo valutando con l’amministrazione di realizzare un impianto di compostaggio”. Una volta chiuso il ciclo dei rifiuti, la città sarà autosufficiente. L’efficacia dell’intero sistema dipende sempre dalla variabile costituita dalla collaborazione dei cittadini: sono loro a fare la differenza. “È ovvio che ci sono sempre le forme patologiche che sono restie ad adeguarsi al sistema, succede ovunque, ma dalle esigenze che ci vengono rappresentate dai cittadini ritengo che non ci dovrebbero essere problemi - conclude il presidente di Amiu Puglia Gianfranco Grandaliano, ottimista considerate le premesse - I foggiani dovrebbero essere molto attenti alla raccolta differenziata visto quello che hanno sofferto in passato, ovvero l’emergenza ambientale”.         

QUI COMPARTO BICCARI

Gli irriducibili non si castigano. I dossier fotografici del presidente del Comitato di quartiere Comparto Biccari, Antonello Abbattista, sono impietosi.
Le frasche nei bidoni bianchi della carta, i sacchetti abbandonati a latere, ti fanno cadere le braccia. Per il resto della popolazione è solo una questione di abitudine. Inizialmente impacciati con le chiavi e le buste, gli abitanti che se ne sono fatti una ragione ce la stanno mettendo tutta.

Al di là delle tensioni iniziali, dovute alle giustificabili ritrosie da parte dei residenti per un progetto calato dall’alto e non certo concertato, si può dire che, finora, la raccolta differenziata di prossimità al Comparto Biccari sta procedendo bene - racconta Antonello Abbattista - Non si segnalano particolari disservizi da parte di Amiu e, per lo più, vi sono problemi legati all’inciviltà di qualche residente, evidentemente incapace di fare la raccolta differenziata. Inoltre vi è ancora qualche problema legato al posizionamento dei bidoni in alcune strade della Zona 167 per cui, in qualche caso, si sta verificando una sorta di braccio di ferro tra Amiu e residenti con l’azienda intenta a rimettere nella loro allocazione originale i bidoni che, nottetempo, vengono spostati altrove.
Tuttavia - evidenzia Abbattista - è possibile rivolgersi all’Amiu o all’assessorato all’Ambiente qualora vi fossero oggettive necessità di spostare i bidoni evitando iniziative improvvide ed egoistiche”.

QUELLO CHE LE DONNE DICONO

Dalla zona di San Ciro al San Salvatore, le donne annotano le criticità e suggeriscono i rimedi.
Nelle case di viale Pinto, via Benedetto Croce, via Silvio Pellico e via Napoli si analizzano le criticità. “Per me che faccio fatica a camminare, aver messo i bidoni fuori dal cortile del mio condominio è un problema: un conto è andare con una busta, provare ad aprire il cassonetto e gettare tutto dentro, un altro è andare con più buste piccole in una mano, la chiavetta in un’altra, tra poco ci si metterà anche l’ombrello - spiega Elsa C. - Altri condomini la pensano diversamente perché temono la puzza ma io penso che l’Amiu avrebbe dovuto imporsi mettendo i cassonetti nel modo più comodo a chi è più in difficoltà, non a chi ne fa una questione estetica”.

L’azienda dell’igiene urbana non ha ancora rimosso i vecchi cassonetti, per evitare che i cittadini vivessero la novità come un trauma. Paola P. avrebbe preferito la sterzata: “Hanno sbagliato a lasciare ancora attivi i cassonetti di prima insieme ai bidoni della differenziata, nel nostro grande condominio solo pochissimi coscienziosi sentono la necessità di cominciare a usare i bidoni nuovi, gli altri vedendo i vecchi cassonetti continuano a usare quelli”. E c’è chi come Luisa L.M. non si accontenta della campagna di comunicazione: “Sarebbe stato bello avere più informazioni su tutto il servizio: a me piacerebbe sapere che fine fanno i rifiuti che differenzio, dove vanno, chi li ricicla, quanto tempo ci vorrà prima che potrò vedere un risparmio nella tassa per i rifiuti”. Non è passato un messaggio, a rischio di scoraggiare gli utenti: nell’ambito del progetto sono stati acquistati anche alcuni autocarri bivasca, che ritirano frazioni diverse suddivise in due distinti spazi di contenimento. Facile avere l’impressione - errata - che il contenuto dei bidoni venisse mischiato in un unico camion vanificando gli sforzi dei cittadini. Qualcuno c’è cascato. Ma non c’è trucco e non c’è inganno. E soprattutto, non ci sono alibi.               


Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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