Foggia non sarà più un bidone. O almeno ci prova

Foggia non sarà più un bidone. O almeno ci prova

Tra alti e bassi, alcuni cittadini si misurano con la differenziata di prossimità
L’assessore Morese: “Una sfida strategica per costruire una città migliore.
Ci lamentiamo per l’arretratezza sui temi ambientali? Azzeriamo il deficit”

Foggia non sarà più un bidone. O almeno ci prova. Tra alti e bassi, speranze, polemiche e lamentele, la sperimentazione della raccolta differenziata ‘di prossimità’ è partita nella zona tra via Lucera e via Gioberti, ovvero parco San Felice e Comparto Biccari, ma anche presso la zona di nuova edilizia in via Rovelli e poi via Silvio Pellico e Tratturo Camporeale.
Bianco, giallo, verde, marrone e nero i colori che da alcune settimane scandiscono le abitudini dei foggiani, chiamati a differenziare i rifiuti nel rispetto dell’ambiente. Consegnati i kit agli utenti e posizionate 3800 “pattumelle”, i cassonetti a gestione condominiale dotati di chiavi e lucchetto. Perché non si sa mai. Il calendario per il ritiro dei rifiuti è stato approvato con apposita ordinanza: tre passaggi settimanali per l’umido (ovvero i rifiuti organici), altrettanto per l’indifferenziato, due per la plastica, e un passaggio a settimana per carta e vetro. La quotidianità dei “cittadini eletti” adesso si deve adeguare di conseguenza. Ne abbiamo parlato con l’assessore comunale all’Ambiente, Francesco Morese.

Assessore, qual è il bilancio di queste prime settimane?
È obiettivamente difficile poter tracciare un bilancio di questa sperimentazione. Siamo partiti da poche settimane, dunque è fisiologico che i risultati ottenuti non possano essere considerati né indicativi, né rappresentativi della risposta della comunità foggiana. Dal canto nostro, siamo fiduciosi che la città sappia accogliere la sperimentazione che abbiamo avviato assieme ad Amiu Puglia SpA - e che si attendeva ormai da anni - come una sfida strategica per costruire una Foggia migliore, per elevare la qualità della vita e dell’ambiente in cui viviamo ed anche per centrare l’obiettivo di una riduzione della pressione fiscale, collegata alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti. Sono traguardi ambiziosi, che contiamo di poter tagliare con il contributo e la collaborazione determinanti dei cittadini.

Non sono mancate però le polemiche dei residenti, soprattutto per quanto concerne la scelta di una differenziata di “prossimità” (con tutto ciò che comporta in termini di ‘convivenza condominiale’) rispetto al classico e più auspicato “porta a porta”. Facciamo un passo indietro: perché questa scelta?
L’Amministrazione comunale non ha compiuto alcuna scelta in questo senso: abbiamo semplicemente ereditato il progetto predisposto da chi ci ha preceduto al governo della città. Quanto alle polemiche dei residenti di alcune aree oggetto della sperimentazione, faccio notare che da parte del Comune di Foggia ed anche di Amiu Puglia SpA non è mai venuto meno lo spirito di dialogo con la cittadinanza. A fronte di questa disponibilità, però, in alcuni casi abbiamo dovuto fare i conti con atti di vero e proprio boicottaggio, quando non addirittura di violenza fisica manifestata nei confronti degli operatori che avevano il compito di consegnare le cosiddette “pattumelle”. Atteggiamenti intollerabili, che condanno senza alcuna attenuante. Chi si è reso responsabile di questi comportamenti, indipendentemente dalle ragioni, è un nemico della città e del suo sviluppo.

La fase di start-up vede coinvolti 17mila abitanti: praticamente un terzo di quelli per i quali si è ottenuto il finanziamento regionale due anni fa, circa. Cosa è cambiato nel frattempo?
La decisione di rimodulare il progetto è stata avanzata da Amiu Puglia SpA, sulla base della necessità di contenere la porzione di città interessata dalla sperimentazione, anche per correggere sul breve periodo eventuali disfunzioni. Proprio il carattere di sperimentazione della raccolta differenziata ha indotto Amiu Puglia SpA stimare in tre mesi il tempo necessario per compiere una prima stima.

Ad inasprire maggiormente gli animi e a smorzare i facili entusiasmi, la cronaca cittadina ha portato alla luce, e lo si accennava prima, casi di veri e propri boicottaggi. Quali sono, ad oggi, le criticità più grandi riscontrate in questo meccanismo appena avviato?
Guardi, è evidente che la partenza della raccolta differenziata modifica abitudini e stili di vita. Così come è evidente che per alcune tipologie abitative la raccolta “di prossimità” comporti qualche disagio. Ma credo ci siano solo due possibilità: compiere qualche sacrificio ed accettare la sfida oppure sabotarla scientificamente, provocando un danno all’intera comunità cittadina. Le cronache, purtroppo, non ci hanno raccontato di richieste di chiarimenti. Ci hanno riferito, invece, di atteggiamenti delinquenziali che secondo me hanno anche profili penalmente rilevanti. Una cosa dunque del tutto diversa da un approccio dialogante, sia pure su posizioni critiche. Noi siamo stati disponibili sin dall’inizio a discutere, a confrontarci e ad incontrare i cittadini, a spiegare loro il funzionamento del sistema adottato a Foggia, anche ad accogliere le loro sollecitazioni. Ma è del tutto ovvio che se dall’altra parte incontriamo questa ostilità e questo tentativo di impedire la partenza della raccolta differenziata non c’è dialogo possibile. Nonostante questo, però, proprio nella zona al centro delle polemiche e degli atti di boicottaggio la raccolta differenziata sta crescendo giorno dopo giorno.

Tutto l’umido - per intenderci, la frazione dell’organico - sarà conferito presso il chiacchierato impianto BioEcoAgrim di Lucera. Non c’erano altre soluzioni?
Francamente non penso ci fossero altre soluzioni realmente praticabili, che pure sono state ricercate da Amiu Puglia SpA, che però ha rilevato come l’impianto BioEcoAgrim di Lucera sia l’unica struttura con la capacità di accogliere volumetrie importanti come quelle che ci aspettiamo. L’alternativa sarebbe stata portare l’umido fuori provincia, con un aggravio dei costi, che ovviamente si sarebbero finiti per scaricare sui cittadini.

Quali saranno i prossimi step del percorso? Quali risultati vi aspettate a breve, medio e lungo termine?
Proprio per gli atti di boicottaggio che si sono verificati nella zona del Comparto Biccari la distribuzione delle cosiddette “pattumelle” ha subito dei ritardi. Ora lo sforzo da parte di Amiu Puglia SpA è quello di completare la distribuzione del materiale in tutte le zone della città inserite nel perimetro della sperimentazione. Solo allora potremo partire a pieno regime, cominciando finalmente a valutare la risposta della città e, in corso d’opera, eventuali correzioni. Personalmente mi aspetto nel lungo termine che Foggia sappia dimostrare di essere una città che sa stare dentro processi complessi ma ambiziosi come quello che riguarda la raccolta differenziata. Troppo spesso ci siamo lamentati per una sorta di arretratezza sui temi ambientali. Oggi abbiamo, insieme, la possibilità di azzerare questo deficit, di recuperare il ritardo accumulato in questi anni. Io penso che la città saprà essere all’altezza di questa sfida.

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n. 10 / Dicembre 2017

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