Affetti & averi, la casa come una ”cassaforte”

Affetti & averi, la casa come una ”cassaforte”

Serrature “intelligenti” contro lo spauracchio delle “chiavi bulgare”
La criminalità si evolve, le soluzioni anti-effrazione pure. E c’è chi brevetta il defender ”corazzato“

E’ un esperto di serrature scassinate. Nella sua carriera ne ha viste a migliaia, ma non è certo un topo d’appartamento. Al contrario: il suo obiettivo è quello di contribuire a difendere le abitazioni da qualunque tipo di intrusione, con soluzioni all’avanguardia che siano sempre un passo in avanti rispetto alle innovazioni/evoluzioni della criminalità. Domenico D’Addario (in foto), per gli amici Mimmo, da 36 anni è a capo di una delle aziende leader nel settore di porte blindate. Così, per spiegare le possibili falle di una serratura, si affida all’esperienza.

In pochi semplici gesti, ne smonta e rimonta più di una, tra quelle più comuni, indicandone gli eventuali punti di forza e le possibili défaillance. E passa in rassegna defender, cover, cilindri, catenacci e chi più ne ha, più ne metta. Scegliere una porta blindata non è una decisione da prendere a cuor leggero. Tutt’altro. C’è tutto uno studio dentro la toppa di una serratura. E D’Addario, studiando le effrazioni più comuni commesse, ne ha brevettate alcune a prova di ladro. Portano il suo nome e sono vendute in tutt’Europa, ma lui preferisce parlare di idee e non di invenzioni.

“Il segreto di tutto è la continua ricerca del know how, di soluzioni sempre più efficaci a garantire sicurezza e creare ciò che ancora non c’è”, spiega. Così, ad esempio, è nato il prototipo del defender corazzato, brevettato dall’azienda foggiana e sul mercato da gennaio 2015 come ultimo ritrovato in materia di sicurezza. In questi 36 anni, l’azienda è cresciuta dal punto di vista di commissioni, dal punto di vista del personale impiegato (ad oggi, sono 14 i dipendenti) e dal punto di vista tecnico. Non a caso, D’Addario è entrato a far parte dell’ErsiEsperti Riferme Serrature Italia. “Perché la sicurezza viene prima di tutto”, spiega. “E’ un investimento sull’incolumità personale propria e su quella dei propri cari”.


Oggi come oggi, puntualizza, c’è tanta confusione e disinformazione. Soprattutto in materia di chiavi europee. Che siano più sicure di quelle a “doppia mappa” (in voga 40 anni fa e ancora oggi largamente diffuse) è fuori d’ogni dubbio. Ma non sono jolly. A seguito dell’impennata di furti in abitazione registrata - “una vera e propria escalation”, spiega, “in città è fobia” - la popolazione si è divisa in due gruppi: quelli che sono ricorsi ad una frettolosa sostituzione delle serrature in loro possesso e quelli che “tirano a campare”, convinti che non finiranno mai nel mirino di ladri. Nel primo caso, il più delle volte, ci si è rivolti a dopolavoristi o amanti del fai-da-te, acquistando profili europei generici o commerciali nei grandi magazzini, dai bassi parametri anti-effrazione. “Ma queste sono soluzioni poco efficaci: è necessario affidarsi ad un professionista (a Foggia ce ne sono più d’uno) per avere la certezza di acquistare la serratura giusta per la tipologia di porta in proprio possesso, dagli adeguati parametri anti-effrazione e assicurarsi un lavoro di ancoraggio e di messa in opera adeguati al livello di sicurezza richiesto”.

Lo spauracchio di molti è costituito dalla cosiddetta “chiave bulgara”
, una chiave adulterina in grado di fungere da passe-partout per le serrature a doppia mappa. I filmati in rete mostrano quanto sia semplice utilizzarle. E pensare che anche quello è un brevetto Made in Italy. “L’ha inventata un italiano, in forza ai servizi segreti: veniva utilizzata per aprire le cassette di sicurezza nell’ambito delle indagini. Alla sua morte questo congegno è finito nelle mani dei servizi segreti bulgari e poi qualcuno ha pensato bene di utilizzarlo per altri scopi. Trasformarlo in business”, spiega D’Addario. Vent’anni fa, la “doppia mappa” era la chiave più sicura. Oggi è quella più vulnerabile. La criminalità si è evoluta e parallelamente anche il mondo dei serramenti. Le chiavi europee hanno così innalzato i livelli di sicurezza, escogitando tecniche anti-effrazione sempre più sofisticate, anti-bumping e anti-picking, due tecniche messe a segno per forzare le serrature a cilindro.

Vastissimo lo scenario che si apre tra la serratura e la porta: in materie di “blindate”, infatti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dalle porte con le cerniere a scomparsa (impossibili quindi da recidere) a quelle con spioncino con camera incorporata, dalle serrature meccatroniche (che uniscono i criteri della meccanica a quelli dell’elettronica, decidendo ‘quando’ e ‘da chi’ la porta può essere aperta) a quelle trasponder, che consentono di ‘armare la porta’ in automatico, attivando la fuoriuscita e il rientro dei chiavistelli. Tutti modi per difendere la propria casa e mettere affetti e averi in una “cassaforte” a quattro mura e un tetto.


I CASI
• 24 maggio 2015
Sabato sera shock per una coppia di foggiani. Tornati a casa hanno trovato i ladri in azione. E’ accaduto in una villetta su due livelli in via del Salice Nuovo, alla periferia di Foggia. I malviventi stavano rovistando nei cassetti della camera da letto, quando sono stati sorpresi dai proprietari. Sono poi fuggiti, bottino in mano, dalla porta di servizio della cucina, non prima di esplodere un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio. Trafugati oggetti d’oro e altri preziosi.

• 6 gennaio 2015
Un colpo da professionisti e dal bottino ricchissimo. E’ quello consumato in un appartamento al quinto piano di via Papa, a Foggia, mentre i proprietari di casa - avvocato lei, imprenditore edile lui - erano fuori per la settimana bianca. I malviventi sono entrati dalla porta d’ingresso, un lavoro "pulito" e silenzioso - da professionisti, appunto - per un colpo studiato nei minimi dettagli: si sono diretti subito verso la cassaforte dalla quale hanno prelevato, con l'ausilio di una fiamma ossidrica, denaro contante, orologi e gioielli di alta oreficeria e di alto pregio (una ventina tra Rolex e Cartier e, tra gli altri preziosi, un diamante da 5 carati), per un valore di centinaia di migliaia di euro.

• 10 settembre 2014
Hanno forzato la porta d’ingresso e hanno portato via argenteria, gioielli e altri oggetti preziosi per un valore complessivo di circa 80mila euro. E’ il ricco bottino del furto messo a segno al terzo piano di una palazzina di viale Michelangelo. Un doppio-colpo per le vittime di furto, colpite non solo sul piano economico, ma soprattutto su quello sentimentale. L’appartamento svaligiato, infatti, era disabitato da alcuni giorni per l’avvenuta morte della proprietaria, ma i malviventi non hanno esitato a portare via tutti i suoi ricordi custoditi in una cassaforte: denaro e gioielli in oro e diamanti che hanno fatto schizzare il valore del bottino a quasi 80mila euro.

IL GRANDE FRATELLO
Presto 66 videocamere a ”sorvegliare” la città

Una sorta di “Grande Fratello” in città. Sessantasei occhi elettronici per un sistema di controllo capillare delle principali strade cittadine. L’Amministrazione comunale cala la carta più alta sul tavolo dove si gioca la partita per la sicurezza. E punta a migliorare e potenziare il sistema di videosorveglianza in città.
Sono attualmente in tutto dieci le videocamere in funzione: 2 collocate in viale XXIV maggio, 4 in corso Giannone, 2 in corso Cairoli, 2 in corso Vittorio Emanuele. Si tratta di un sistema di videosorveglianza moderno, che ha visto aumentare sensibilmente la qualità delle immagini prodotte. “Un passo in avanti significativo, sia in termini di dislocazione territoriale sia dal punto di vista del supporto alle attività investigative condotte dalle forze dell’ordine”, spiega il sindaco Franco Landella. “Un modo per dimostrare concretamente il sostegno del Comune di Foggia nella lotta ai fenomeni criminosi, anche con riferimento agli episodi di microcriminalità che allarmano la popolazione”.
A “regime” saranno in tutto 66 le videocamere attive sul territorio.

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n. 10 / Dicembre 2017

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