Il verde pubblico in cerca di “mecenati”

Il verde pubblico in cerca di “mecenati”

Ottanta ettari per una cartina al tornasole del grado di civiltà della città
L’Assessore Morese, costretto al gioco alle tre carte, porta a casa risultati: “La rigenerazione è iniziata, partiamo dalle basi: pozzi, impianti e alberi”

Verde pubblico, croce e delizia della città: da una parte biglietto da visita di ogni Comune, dall’altra cartina al tornasole del grado di civiltà della comunità. Se da una parte c’è chi lavora per migliorare, dall’altra c’è chi non si fa scrupolo nel distruggere, vandalizzare, deturpare. E assottigliare ancora di più i fondi - già esigui - che in tempi di spending review sono destinati al settore. Nei corridoi dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Foggia se ne raccontano di tutti i colori, così tanti sono gli episodi registrati dagli operatori del verde, quelli del CNS di Bologna: dai furti di cestini portacarte in centro, ai pop-up (circa 4000) dei sistemi di irrigazione rubati o vandalizzati nelle due zone 167 cittadine; dalle pompe dei pozzi trafugati, al furto sventato dei pannelli posti a recinzione di una dog area (e - pensate un po’ - destinati ad alimentare il falò dell’Immacolata). Insomma, gestire la materia a Foggia è una bella gatta da pelare per l’assessore al ramo Francesco Morese (in foto). E questo sia per la mole di lavoro (Foggia ha un patrimonio verde di oltre 80 ettari, comprese le borgate e le strade di accesso alla città ) che per criticità specifiche.

Sin dal suo insediamento, l’attenzione principale dell’Assessorato è stata rivolta alle alberature stradali. Partendo dalle periferie per poi arrivare al centro. E non viceversa. Carte alla mano, l’assessore al ramo, seguito dal perito agrario Antonio Punzo, mostra dati, bilanci e resoconti dell’attività svolta, trimestre dopo trimestre. L’appalto stretto il 25 maggio del 2013 dalla precedente amministrazione con il CNS prevede il trattamento di 5000 alberature stradali all’anno (oltre ad attività di abbattimenti e sfalci, cura e tutela del verde orizzontale, oltre che verticale), ma i numeri sono già decisamente più alti. “E’ stato necessario un surplus di lavoro per recuperare una situazione di abbandono preesistente. In alcune zone della città non venivano effettuate potature da 12 o addirittura 20 anni”, puntualizza Morese. Purtroppo la situazione non è delle più rosee: oggi si paga il conto di scelte errate fatte negli anni passati - nel periodo a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta - quando sono state messe a dimora specie arboree inadatte al contesto cittadino. Oggi, ad esempio, è impensabile impiantare un pino a due metri da un fabbricato. E se ci chiediamo il perché basta passeggiare in alcune nelle strade del centro cittadino per vederne le conseguenze: danni ai marciapiedi, alle strade, alle abitazioni a piano terra e alle alberature stesse. Una situazione che comporta anche potature rigorose per contenere la crescita della pianta.

ALBERATURE STRADALI. Nel solo trimestre Gennaio-Marzo 2015 si contano 1611 interventi di potatura di alberature stradali; un dato che proiettato su 12 mesi porterà a chiudere l’annualità in corso a circa 7000 alberi trattati. I dati sono invece raddoppiati per quanto concerne gli abbattimenti: 150 quelli previsti per annualità, ma dal maggio 2013 ad oggi - purtroppo per noi - siamo già quasi 700 (a fronte di 300). “Tutti abbattimenti documentati - tengono a precisare in Assessorato - per alberature pericolose o affette da problematiche fito-patologiche o marcescenze specifiche. Grazie ad una determina comunale, però, a settembre verranno integrati circa 150 alberi in zona centro: da corso Garibaldi a via Mazzini, da piazzale Italia a via Scillitani”. Per raggiungere questi risultati - a parità di risorse umane impiegate e ore lavoro - è stato necessario perfezionare i turni e le modalità di intervento: non più ‘a macchia di leopardo’, ma per interi blocchi di strade.

Il RIPRISTINO DEGLI IMPIANTI. La rigenerazione è quindi iniziata, ma per vederne i risultati bisogna attendere che i tempi siano maturi: “Stiamo iniziando dalle basi: ripristinando i pozzi per l’emungimento dell’acqua (dei 60 presenti la metà erano inutilizzabile perché rotti, difettosi o vetusti) e ripristinando gli impianti automatizzati, largamente vandalizzati nel tempo”. Nell’ultima settimana, in particolare, sono partiti i lavori di ripristino di impianti di irrigazione che da oltre due anni non erano funzionanti: dalla zona 167- comparto Biccari a via D’Addedda; da Parco San Felice a Parco Angelo Ricci-via De Petra; del pozzo del Parco Lucio Miranda, di piazza Padre Pio, di via Monsignor Farina, di Via Manerba, del Parco Volontari della Pace e di via Gentile. Da oltre due anni, infatti, essi non erano attivi, con conseguenze pesanti sulla cura del verde pubblico. Nel parco Lucio Miranda, invece, il pozzo non era funzionante perché erano stati rubati i 400 metri di cavi elettrici che collegavano la centralina alla pompa dell’acqua.

DOG AREA E PARCO GIOCHI. Una delle esigenze maggiormente sentite dalla città è legata alla presenza di ‘dog area attrezzate. L’ultima in ordine di tempo è stata consegnata nel dicembre scorso, in viale Europa, nell’area di circa 1500 mq denominata Parco Chiara Lubich. “I cittadini ne vorrebbero una ogni 100 metri”, ironizza Morese. “Ma l’obiettivo è realizzarne una per ogni zona cittadina. Bisogna solo recuperare le finanze…”. Diversamente è la questione relativa ai parco-giochi. Qui si lavorerà sempre a compensazione per quanto concerne i tre parco-giochi recintati: ovvero quello della Villa Comunale (già ripristinato con Fondi POR), quello di viale Kennedy al quartiere Cep, che si estende per un ettaro circa, e quello di San Pio X. “Sulla questione parco-giochi è in caldo una delibera grazie alla quale verranno rivisti tutti e tre: i progetti sono in itinere ma bisogna lavorarci ancora su”.

INTERVENTI A COSTO ZERO. Proprio a causa delle ristrettezze economiche, l’Assessore Morese lavora seguendo il gioco delle tre carte. Tutti interventi effettuati ‘a compensazione’. Questo vuol dire lavorare il doppio, ovvero recuperare prima le risorse (“spesso grazie alla benevolenza delle ditte, oppure andando a recuperare vecchi crediti”, spiega) e poi mettere a punto i progetti e seguire i lavori. E’ il caso, ad esempio, dell’azione relativa al ripristino della funzionalità degli impianti irrigui, che è stato possibile effettuare ‘a costo zero’, poiché finanziato attraverso la rinegoziazione delle misure di compensazione, da parte della ditta Marco Polo Engineering SpA Sistemi Ecologici, legate all’attività di messa in sicurezza e bonifica da biogas mediante captazione, trattamento e recupero energetico dello stesso biogas svolto nel periodo compreso tra gli anni 2012-2013-2014.

IN CERCA DI MECENATI. Un’altra strada intrapresa dal Comune è quella relativa alla sponsorizzazione di aree cittadine. “L’idea è quella di consegnare alcune aree della città, come ad esempio le cosiddette ‘rotonde’ sprovviste di impianti di irrigazione, a persone di buona volontà intenzionate a ripristinarne il verde ed il decoro”, puntualizza. “E’ un risultato che vorrei mandare in porto. A tal proposito, lo scorso 30 aprile, è stato pubblicato il bando che si rivolge a tutti: imprenditori, professionisti, singoli cittadini. Ci rivolgiamo a chiunque abbia a cuore la città”, conclude. Per chi adotta l’area in questione (la più gettonata è la rotonda con il monumento all’aviere) è prevista una cartellonistica pronta a dare giusto merito al mecenate del verde. Il bando è volutamente aperto, nessuna scadenza prevista. E a parità di richieste per la medesima area, si aggiudicherà lo spazio il progetto migliore. La sfida è aperta.

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n. 10 / Dicembre 2017

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