Pronti i nuovi mercati

Pronti i nuovi mercati

Pronti i nuovi mercati. Jenny Moffa: “Gli ambulanti possono regolarizzarsi”

Non ha certo la faccia dello sceriffo Jenny Moffa, l’assessore alle Attività Economiche che ha ingaggiato una lotta senza quartiere contro l’abusivismo commerciale. Eppure è partita come un caterpillar, spalleggiata da un sindaco che urla al telefono di sgomberare. Senza pietà. I vigili urbani, a costo di venire aggrediti, eseguono gli ordini, coadiuvati dagli agenti della polizia, dai carabinieri, dalla finanza. Hanno messo i sigilli alle baracche, alcune bancarelle hanno chiuso e riaperto all’alba del giorno dopo, altre si sono spostate qualche metro più in là, altre ancora sono rimaste impacchettate.
Siamo partiti da un protocollo d’intesa in Prefettura. Fortunatamente - ammette l’assessore Moffa, inizialmente scettica - è stato preso in considerazione, cosa che neanche io mi aspettavo in verità. Sono state apportate alcune modifiche e ora è al vaglio del Ministero e verrà rispedito a Foggia per la firma conclusiva. A quel tavolo c’erano tutte le forze dell’ordine, la polizia municipale, le associazioni di categoria, la Camera di Commercio e il Comune. Il protocollo d’intesa prevede: la ristrutturazione di tutti i regolamenti da parte del Comune di Foggia, e lo stiamo già facendo; una incisiva campagna di comunicazione nei confronti dei cittadini, e ancor prima degli studenti nelle scuole, affinché non acquistino prodotti di dubbia provenienza, di incerta conservazione e soprattutto che alimentano un commercio sleale a danno degli altri ambulanti che pagano regolarmente le tasse”.

Contemporaneamente, è stato aperto un tavolo tecnico con le forze dell’ordine per un’azione sinergica di contrasto all’abusivismo commerciale. “L’attività finora (alla data del 9 aprile, ndr) ha prodotto 27 verbali relativi soprattutto al mancato possesso della licenza e 13 informative di reato per invasione di suolo pubblico, che arrivano direttamente alla Procura. Parliamo in questo caso di strutture che insistono su un territorio senza autorizzazioni relative alla costruzione, e non ci sarebbero nemmeno i presupposti per l’insediamento e la concessione di un permesso per costruire”.
Sotto mano, l’assessore Eugenia Moffa non ha il numero preciso delle bancarelle che hanno realmente chiuso, ma senza tema di smentita sente di poter affermare che è decisamente inferiore rispetto al passato. Ad avere la peggio sono state soprattutto le strutture fisse. Il Comune, però, si rende conto che il proliferare di banchi di frutta e verdura ad ogni angolo della strada è dovuto anche alla carenza di strutture mercatali, specie nelle zone periferiche di nuova urbanizzazione. Nell’ultimo decennio, sono stati dismessi i mercati Ferrante Aporti e Ginnetto, e anche l’ubicazione del mercato Rosati non convince il Comune (“in particolare - si legge nella deliberazione della Giunta comunale n.36 del 3 aprile 2015 - per la dislocazione e strutturazione dei banchi di vendita, determina un inopinato sconvolgimento e un notevole turbamento alle normali e quotidiane funzioni della vita sociale nella zona”). E allora scatta la sanatoria, un provvedimento che consente agli ambulanti muniti di licenze di occupare il suolo pubblico purché rispettino una serie di criteri.

Stiamo lavorando insieme all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici all’individuazione di nuove aree mercatali. In Giunta abbiamo approvato un atto di indirizzo con cui viene data la possibilità agli ambulanti di regolarizzarsi però, sia chiaro, riguarderà coloro che sono in possesso di licenze, quindi quanti hanno fatto il corso previsto per la somministrazione di bevande e i corsi per ottenere la licenza alla vendita ambulante, e coloro che hanno i requisiti e che non infrangono il codice della strada. Questa delibera individua un atto di indirizzo per i banchi fissi e consente l’occupazione del suolo temporaneamente, per 6 mesi rinnovabili e sino alla data di completamento del Piano di localizzazione delle aree per il commercio, quindi non per sempre. Naturalmente, chi opera già in un territorio dove c’è un’area mercatale deve andare nel mercato. A coloro che operano in zone come quella della Macchia Gialla dove non c’è un mercato nel raggio di un chilometro viene data la possibilità di vendere, ma sempre nel rispetto del codice della strada”. Le baracche condonate “prenotano” un posto nel mercato più vicino che deve ancora sorgere. Molti ambulanti che hanno riaperto sono in possesso di una licenza per la vendita itinerante, prevista dal regolamento, e pagano regolarmente l’occupazione di suolo pubblico, solo che prima insistevano in un’area su cui non potevano sostare. “Il nostro obiettivo è quello di invogliare gli abitanti a ritornare nelle aree mercatali – è l’auspicio dell’assessore Moffa - Ciò che ci ha spinto ad intervenire è la volontà di tutelare la salute dei cittadini e coloro che svolgono il loro lavoro pagando le tasse”. La rivolta degli ambulanti è arrivata fino agli uffici di via Sant’Alfonso de Liguori. “Sono costantemente sotto al Comune, presso l’Annona. Il sindaco ha subito pesanti pressioni”. L’assessore è convinto che presto gli ambulanti migreranno nei nuovi mercati: “Abbiamo già individuato le aree. Si tratta solo di iniziare i lavori. Io sono fiduciosa perché è quello che ci chiedono i cittadini. E noi rispettiamo la loro volontà”.      

Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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