Corsie preferenziali addio

Corsie preferenziali addio

A colloquio con l’avvocato Raffaele Ferrantino
Come l'Ataf ‘cambia verso’

In principio fu il cordolo, lo spartitraffico di Corso Cairoli rottamato e asfaltato. Ora spariscono anche le corsie preferenziali. Di giallo restano solo i semafori in centro. Cambia verso anche la "circolare": inevitabilmente, diverse linee hanno subito una variazione di percorso per aggirare la chiusura al traffico di via Lanza e mezza piazza Giordano. Ma viaggiano in una corsia promiscua, quelle riservate a bus e taxi non esistono più. Su carta gli orari non sono cambiati ma i tempi di percorrenza potrebbero risentire della sosta selvaggia, del traffico nelle ore di punta e delle manovre degli automobilisti indisciplinati. In piazza Italia e in Corso Cairoli, dove ormai vige il doppio senso di marcia, si rischia di rimanere imbottigliati. Raffaele Ferrantino, l'avvocato da poco nominato alla guida dell'Ataf, non la fa così tragica. Per anni responsabile provinciale di Federconsumatori, eredita un'azienda del trasporto pubblico in perdita che gestisce anche la sosta tariffata.

Cosa cambia per l’utente?  Si registreranno ritardi?
Cambia ben poco. La nuova organizzazione è ancora in fase di ottimizzazione e potrebbe verificarsi qualche disguido, ma è stato riscontrato che il percorso è stato addirittura velocizzato: tanti semafori sono venuti meno e in media i tempi di percorrenza si sono ridotti di un minuto e mezzo circa. Ci potrà essere qualche ritardo dovuto al traffico, ma questo dipende anche dalla civiltà degli automobilisti. Le criticità si verificano soprattutto la mattina davanti alle scuole, come già accadeva in passato, perché alcuni genitori pretendono di accompagnare i bambini con la macchina “fin dentro la classe”, oppure in alcuni punti nevralgici della città come corso Giannone e via Matteotti, nelle vicinanze del mercato Rosati, dove la sosta selvaggia può generare il caos. Certo, alcune fermate storiche alle quali gli utenti erano ormai abituati sono venute a mancare, ma si sono spostate di qualche decina di metri, nella strada parallela.

Il fatto che non esisterà più una corsia preferenziale per i bus non vi preoccupa?
Ci potrebbe preoccupare, ma se il traffico è disciplinato, non si creano doppie file e le macchine non si fermano in divieto di sosta, ci sarà una maggiore fluidità.

E i minori introiti derivanti dalle strisce blu eliminate con la nuova isola pedonale?
Sono dai 100 ai 120 stalli in meno. Potrebbero preoccupare, dico potrebbero perché se c’è l’educazione a decongestionare il centro, a utilizzare il mezzo pubblico - certo dobbiamo migliorare il servizio perché nulla è perfetto - e tutti pagano, anche la frazione di ora, vengono compensati. Non si cercherà di recuperarli spolpando ulteriormente il cittadino. E saranno anche preservate le unità lavorative.

Quindi lei condivide la proposta di realizzare dei parcheggi di interscambio, il Park and ride?
Nella presa d’atto da parte del nuovo Consiglio di amministrazione abbiamo discusso anche di questo. È in fase di elaborazione. Qui non si tratta di essere d’accordo o meno: fare l’interscambio quando non c’è la cultura del suo utilizzo significa far girare dei pullman a vuoto con dei costi esorbitanti. Serve una intensa campagna di sensibilizzazione, occorre far capire soprattutto a chi viene da fuori che il centro può essere attraversato come in tante altre città con il mezzo pubblico. Se l’area pedonale rimane così com’è, certi discorsi avviati già dalla precedente amministrazione verranno portati avanti, penso al parcheggio di viale Manfredi o all’altra area vicino alla Fiera, oltre al miglioramento di quelli già esistenti, Ginnetto e Zuretti, ma sono ipotesi che vanno studiate.

Sta già lavorando sulle strisce blu?
Certo non verranno aumentate, questo è sicuro. Può darsi che verranno regolarizzate in maniera diversa fra la periferia e il centro, è un’idea, ma va sviluppata e vanno visti soprattutto i conti. Noi siamo sempre una Spa controllata dalla Corte dei Conti e i nostri bilanci sono sotto la sua lente di ingrandimento.
Mariangela Mariani

IL PUNTO DI CONFCOMMERCIO

“L’allargamento dell’isola pedonale a Foggia è un elemento di novità che salutiamo con favore ma che deve trovare un’applicazione quotidiana più consona a garantire le esigenze di tutti”.
E’ questa la richiesta della Confcommercio, scaturita dopo un vertice in associazione, per dare nuovo impulso al provvedimento dell’Amministrazione finalizzato a favorire la frequentazione del centro cittadino con l’auspicio di rilanciare i consumi. Da via Miranda, dove ha sede l’organizzazione presieduta da Damiano Gelsomino, i commercianti ribadiscono il loro sostengo all’iniziativa “ma chiedono che si entri nel merito di alcune questioni legate alla mobilità ed alla qualità della vita nelle zone limitrofe l’area pedonalizzata”.
Tutti nodi da sciogliere con il coinvolgimento dei soggetti funzionalmente interessati per superare le criticità evidenziate a più voci e a più livelli. “Tra le priorità: un piano parcheggi adeguato e utile a favorire la frequentazione della zona, su cui gravitano molte attività di servizi nelle ore diurne; un ripensamento complessivo del sistema di trasporto pubblico, con l’utilizzo di piccoli bus navetta per l’attraversamento dell’area pedonale e zone limitrofe per evitare ingorghi e intralci al traffico; agevolazioni per le attività commerciali che si attiveranno per rivitalizzare la zona e renderla più fruibile; un programma di iniziative partecipato con la città per attirare le persone nella zona interessata dall’ordinanza”. Interventi che, ribadiscono dalla Confcommercio, non potranno prescindere da un’altra serie di iniziative e provvedimenti che rendano l’intero sistema commerciale e dei servizi in grado di funzionare al meglio in tutte le zone della città. “Su questo - conclude la nota con la posizione ufficiale dell’organizzazione rispetto alla pedonalizzazione di piazza Umberto Giordano- il confronto con l’Amministrazione è stato fin qui proficuo e siamo certi continuerà ad esserlo nell’interesse di tutta i cittadini foggiani”.

IL PUNTO DI CONFESERCENTI
“Non siamo pregiudizialmente contro l’allargamento dell’isola pedonale. Riteniamo però che vada accompagnata da una serie di interventi finalizzati a promuovere un modello di sviluppo economico, sociale ed ambientale più sostenibile, attraverso una migliore organizzazione delle politiche di mobilità urbana connessa alle politiche di valorizzazione degli attrattori culturali della città”. Così il direttore provinciale di Confesercenti, Franco Granata, rispetto all’allargamento dell’isola pedonale di Foggia; una ‘atto di forza’ che si porta dietro il pesante fardello di preoccupazione, remore e perplessità degli esercenti della zona.
“La semplice chiusura al traffico di un’area se non accompagnata da aree di parcheggio di prossimità, dalla valorizzazione degli attrattori culturali e dall’offerta di adeguati servizi ai cittadini rischia la desertificazione dell’area stessa e la dispersione residenziale e produttiva degli attrattori presenti, che rischiano di rimanere fuori dai circuiti economici e di consumo della città”, spiega Granata. A rischiare di essere maggiormente danneggiati - socialmente ed economicamente - dal nuovo assetto cittadino sono il commercio di vicinato, le imprese di servizio alla persona e alle famiglie e i residenti. Ma l’ordinanza è ormai firmata, i giochi sono fatti. Quali sono allora i suggerimenti per migliorare la situazione? Tra le misure urgenti e necessarie da adottare affinché questo provvedimento possa giovare a tutte le categorie sociali, bisogna “realizzare un forte intervento di rivitalizzazione e rigenerazione dei quartieri del centro e costruire una città a mobilità lenta, non inquinata, non congestionata, innovativa, all’insegna del recupero delle relazioni sociali, culturali ed economiche di prossimità; elaborare un carta cittadina dei beni culturali e archeologici, da cui ricavare punti di forza per il centro urbano; valorizzare gli spazi pubblici e renderli fruibili a cittadini e famiglie”.  “La sfera estetica della città e la funzionalità - conclude - devono essere considerate insieme se vogliamo fare di Foggia un luogo piacevole e attrattivo”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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