Selfie mania

Selfie mania

Dilaga la moda del selfie, ovvero scattarsi fotografie da condividere sui social network, sfruttando la moderna tecnologia. Nulla di artistico e niente di male se ci si ritrae ad una festa in compagnia di amici, ma chi si fotografa e pubblica di frequente la propria immagine tramite smartphone, potrebbe nascondere un’indole antisociale.

Di sicuro ha un’autostima squilibrata”. Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Ohio, in uno studio riportato sul sito de La Stampa e pubblicato sulla rivista Personality and Individuality Differences. Dai risultati è emersa una forte correlazione tra i livelli di narcisismo e autostima e il maggior numero di autoscatti pubblicati sui social network. Ovvero: più spiccato appariva l’autocompiacimento, più autoscatti circolavano nella rete. Ma è anche un comportamento che denota narcisismo, se non proprio un disturbo di natura psicologica. Secondo Jesse Fox, docente di comunicazione e prima firma della ricerca, “i risultati non ci dicono che gli uomini che pubblicano un sacco di ‘selfie’ sono necessariamente narcisisti o psicopatici. Di sicuro, però, hanno livelli medi di questi atteggiamenti antisociali più alti”. “La persona narcisa può essere identificata dalla convinzione di essere più intelligente, più attraente e più in gamba degli altri”, prosegue Fox. “Ma è un atteggiamento di facciata che nasconde un’insicurezza di fondo”. Quanto alla psicopatia, invece, i ricercatori fanno riferimento “alla mancanza di empatia e rispetto nei confronti degli altri e alla tendenza ad avere comportamenti impulsivi”. Nel caso dei selfie, questi si manifestano con la volontà di immortalarsi continuamente e di rendere noti questi scatti alla propria rete di contatti in un ristretto arco di tempo.

Non irrilevante è apparsa anche l’abitudine a modificare le fotografie. Chi lo fa più spesso, è il dato emerso dallo studio, vive anche a un livello di auto-oggettivazione più alto. Valorizza, cioè, la propria persona per l’aspetto e non per altre peculiarità. “Sappiamo che l’auto-oggettivazione porta a un rischio più alto di sviluppare la depressione e i disturbi alimentari, almeno nelle donne”, ha commentato Fox.
Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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